De Laurentiis: "In Italia serve un modello NBA: niente burocrazia sugli stadi nuovi e meno club"
Presente negli Stati Uniti per assistere dal vivo ad alcune partite del Mondiale, come ad esempio quella disputata ieri tra Belgio e Iran, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha parlato anche sullo stato attuale del calcio italiano. Queste le sue parole: "Dovremmo rivedere tutto il sistema e cambiarlo in modo radicale stile NBA. Loro sono arrivati a valorizzare le 30 franchigie con cifre variabili da 3,5 miliardi a 10 miliardi di dollari per i singoli club".
In Italia quanto siamo ancora lontani da quella cultura di sport-spettacolo che cè in America?
"Dobbiamo capire se il calcio è sport e intrattenimento o solo sport. Se è un’industria di sport e intrattenimento, come io e molti altri crediamo, dovrebbe fare un vero bilancio tra costi e ricavi, contenendo il più possibile i costi e aumentando il più possibile i ricavi. Per renderlo più spettacolare dovremmo costruire nuovi stadi, ne abbiamo di vecchi e obsoleti. Servirebbe un aiuto economico dallo Stato, perché il calcio muove 28 milioni di elettori. E poi sburocratizzare, sburocratizzare, sburocratizzare… Abolire in un solo colpo tutte le norme che limitano e rallentano la realizzazione di nuovi impianti. Ci vorrebbe coraggio per azzerare tutto e rifondare un sistema in modo che guardi al futuro".
C'è il rischio che il calcio europeo perda il controllo del proprio destino?
"Dal 2017 ho rifiutato diversi miliardi per il Napoli. Non sono preoccupato se dei fonti dovessero acquistare i club, sono preoccupato che lo facciano in un contesto stantio. Dovremmo puntare a rendere i campionati nazionali competitivi, con meno squadre dotate però di capacità economiche e di bacini di utenza importanti".
Clicca qui per la prima parte dell'intervista a De Laurentiis.
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