Collovati: "Il Napoli è più forte con Allegri. Ct Italia? Io darei la panchina a Conte"
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Fulvio Collovati promuove senza riserve la scelta del Napoli di affidare la panchina a Massimiliano Allegri. Intervenuto ai microfoni di Radio Tutto Napoli, l'ex campione del mondo ha difeso il tecnico livornese dalle critiche: "Ci sono tanti anti-allegriani, soprattutto qui a Milano, ma De Laurentiis li ha smentiti tutti. Ha preso un big. Si può discutere il suo modo di giocare, ma i numeri sono dalla sua parte: ha vinto con Milan e Juventus e nel calcio conta vincere. Secondo me il Napoli con Allegri ha trovato un rinforzo rispetto alla scorsa stagione". Collovati ha poi aggiunto: "La squadra deve mantenere i suoi giocatori più importanti, da Lobotka a Hojlund o Lukaku. Non credo che Allegri abbia accettato sapendo di dover perdere cinque o sei titolari. Se ci saranno cessioni, arriveranno anche rinforzi".
"Conte lo avrei scelto per l'Italia, ma servono soprattutto le riforme"
L'ex difensore si è poi soffermato sulla crisi della Nazionale italiana: "Sono cinque Mondiali che il nostro calcio fa fatica: tre non li abbiamo nemmeno giocati e negli altri due siamo usciti ai gironi. Non siamo inferiori a Belgio, Norvegia o alle africane, il problema sono le riforme. Bisogna ripartire dai settori giovanili e far giocare i ragazzi. Ci sono giovani interessanti, ma se a 17 o 18 anni nessuno trova spazio in Serie A diventa tutto più difficile". Sul futuro della panchina azzurra ha aggiunto: "Io sceglierei Conte, perché è uno che ti spreme e sa vincere. In Nazionale, dove lavori ogni due o tre mesi, sarebbe stato perfetto. Però dalle ultime notizie sembra che il prescelto sia Mancini"."Malagò? Può essere la persona giusta, ma senza riforme serve a poco"
Infine Collovati ha espresso il proprio parere sul possibile ruolo di Giovanni Malagò nella riorganizzazione del calcio italiano: "Penso che sia la persona giusta. Alle Olimpiadi ha dimostrato di essere un vincente e conosce il calcio da sempre. Però, se non gli permettono di fare riforme vere, non potrà cambiare nulla. Il problema non sono soltanto gli uomini, ma le regole: bisogna obbligare i club a puntare davvero sui giovani, altrimenti continueranno a mandarli nelle seconde squadre invece di farli giocare in Serie A".Articoli correlati
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