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tmw / napoli / Le Interviste
Pisa, Angori in conferenza: "Contestazione giusta, dobbiamo solo chiedere scusa"TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 15:01Le Interviste
di Antonio Noto
per Tuttonapoli.net

Pisa, Angori in conferenza: "Contestazione giusta, dobbiamo solo chiedere scusa"

Samuele Angori, esterno del Pisa, ha parlato in conferenza stampa dopo il ko all'Arena Garibaldi contro il Napoli.

La contestazione finale e il bilancio dell'annata
"Certo, è stata una stagione difficilissima ed è anche difficile da spiegare a parole. Oggi penso che i tifosi, giustamente, ci abbiano mostrato in modo chiaro quello che vogliono e quello che pretendono da qui in poi per il futuro. Anzi, a dirla tutta, pensavo che lo avrebbero fatto anche prima, considerando che siamo già retrocessi matematicamente da due giornate. Quindi oggi è stato giusto così, ci hanno fatto capire cosa si aspettano. Come ho sempre detto, a questa tifoseria vanno fatti solo applausi. Ci hanno sempre sostenuto, ci hanno seguito ovunque in trasferta quando era possibile e, finché hanno potuto, ci hanno sempre applaudito. A loro vanno fatti esclusivamente i complimenti per la passione che ci hanno messo; da parte nostra, invece, c'è solo da chiedere scusa per come è andata a finire."

Sul futuro
"Credo non sia proprio il momento di parlare di mercato o di queste cose, considerata la situazione difficile in cui ci troviamo. È inutile parlare del mio futuro ora. Oggi è stata una partita dura e, come dicevo prima, i tifosi ci hanno detto chiaramente quello che vogliono e pretendono da qui in poi. Per quanto riguarda me personalmente, io ho ancora un contratto che mi lega al Pisa fino al 2028. Quindi, per ora, non c'è altro da fare se non aspettare e rimettersi alle decisioni che la società prenderà per il prossimo anno, com'è giusto che sia."

Su Marin
"Anzi, era una cosa che volevo dire io stesso già prima. Io ho conosciuto Marius due anni fa, quando sono arrivato qui. A Pisa lui è una vera e propria bandiera, ha giocato qua per tantissimi anni. Oggi penso sia stata la sua ultima partita all'Arena e, giustamente, si è preso tutti i meritati applausi del pubblico. È stato un compagno veramente fondamentale per noi, un vero uomo spogliatoio. Io e lui abbiamo sempre avuto un grandissimo rapporto. In campo, poi, è un giocatore che si fa sentire tantissimo per il suo carisma e per la sua immensa voglia di lottare. Non posso fare altro che fargli i miei complimenti, unirmi agli applausi e fargli un grandissimo in bocca al lupo per il suo futuro."

Le differenze tra le due gestioni
"Ma sai, quando si cambia allenatore a stagione in corso non è mai facile. È arrivato mister Hiljemark, che comunque veniva da un campionato diverso e portava con sé metodi di allenamento differenti. Non è affatto semplice cambiare tutto in corsa: un conto è iniziare insieme fin dal ritiro estivo, avendo il tempo di assimilare un'idea comune, un altro è doverlo fare a campionato iniziato. In quel caso diventa veramente difficile. A questo va aggiunta la situazione complicata in cui già ci trovavamo: i risultati non arrivavano, anche se le prestazioni in campo c'erano. In diverse partite penso che avremmo meritato di raccogliere molto di più, ma gli episodi non ci sono mai girati a favore. Purtroppo, certe annate vanno semplicemente così. on mi sento assolutamente di giudicare né la precedente gestione di mister Gilardino né l'attuale di mister Hiljemark. Non sono qui per giudicare il lavoro degli allenatori, non è questo il mio ruolo. Posso solo limitarmi a esprimere il mio pensiero e le mie sensazioni da giocatore: non è facile stravolgere i metodi di allenamento dall'oggi al domani.
Quando un allenatore arriva da un altro Paese, c'è lo scoglio della lingua e un approccio completamente nuovo alla gestione del gruppo. Non è semplice per lui, e non è stato semplice per noi adattarci, soprattutto perché, come dicevo, ci trovavamo già in una situazione di classifica delicata".

La frustrazione in un annata così
"Il fatto è che quando ti ritrovi in queste situazioni, e giochi partite in cui di fatto non hai più obiettivi concreti da raggiungere, anche la minima cosa ti fa arrabbiare. Diventi insofferente, ti innervosisci facilmente e in campo scendi inevitabilmente più teso. Quindi sono reazioni del tutto normali, non significa assolutamente che all'interno dello spogliatoio si sia rotto qualcosa. Sono dinamiche di campo che ci stanno: in un momento di grande difficoltà puoi perdere la lucidità e finire per arrabbiarti con un compagno, invece di rivolgergli una parola d'incoraggiamento in maniera costruttiva. Ma, ripeto, sono solo cose da campo. Sono sfoghi che possono succedere quando si attraversano periodi così complicati e frustranti."