ESCLUSIVA PARMALIVE - Minotti: "Niente panico, il Parma paga il calendario. Prima o poi tornerò..."
Dopo un ottimo girone d'andata, il Parma ha avuto un impatto difficile con la seconda parte del campionato. Per capire cosa stia succedendo ai crociati e come si possa uscire da questo momento di difficoltà, la redazione di Parmalive.com ha contattato Lorenzo Minotti, ex difensore e direttore sportivo dei ducali.
Girone di ritorno iniziato col freno a mano tirato: cosa succede al Parma?
"Nulla di preoccupante. Pesa il calendario proibitivo, con Juventus, Napoli, Fiorentina e Milan nelle prime sei giornate. Le prestazioni, però, sono state buone e il Parma è uscito sempre a testa alta e magari può anche recriminare qualche punticino. Comunque la strada è quella giusta: l'importante ora è non cadere nel panico, la classifica è ancora molto buona".
Magari Donadoni è disturbato dalle voci che lo vorrebbero al Milan la prossima stagione...
"Assolutamente no. Donadoni è una persona e un professionista serissimo con esperienza ad alti livelli. Sa come funzionano queste cose ed è in grado di gestire queste voci".
L'attacco si è inceppato: un solo gol nelle ultime tre gare. Si sarebbe dovuto fare qualcosa in sede di mercato?
"Credo più che altro che il Parma paghi un reparto offensivo che, ad eccezione di Amauri, è molto giovane. Ci sta qualche passaggio a vuoto, in cui si concretizza meno. Si stanno costruendo dei campioni: la strada, ripeto, è quella giusta".
La partita contro il Milan ridimensiona il valore di Paletta o è stata soltanto una gara storta?
"L'autogol contro i rossoneri è stato un episodio sfortunato. E' un giocatore di grande affidamento che è diventato il leader della squadra. Penso che sia un giocatore importante per squadre di medio-alta classifica, mentre in una grande squadra dipenderebbe molto dal tipo di gioco. Però può sicuramente ambire ad avere un'occasione ai massimi livelli".
Donadoni ha alternato la difesa a tre a quella a quattro: considerati gli uomini a sua disposizione, qual è più funzionale?
"Dipende dal tipo di gara da affrontare, ma penso che la difesa a tre si addica di più ai difensori a disposizione di Donadoni. Penso, ad esempio, a Lucarelli e Paletta, che in uno schieramento del genere si esaltano".
Dove può arrivare il Parma?
"Tenuto conto di calendario e dell'età verde della squadra, penso si possa finire in crescendo. Diciamo appena dopo la zona Europa, fra ottavo e decimo posto".
La prossima stagione si potrà fare un ulteriore salto di qualità?
"Non è semplice. Credo che l'obiettivo sia quello di costruire dei campioni in casa per poi monetizzare. L'attuale classifica è sicuramente quella ideale, è perfetta al momento. Certo, poi si può sognare l'Europa, ma bisogna comunque sempre guardarsi le spalle".
Domenica al Tardini arriva il Catania, che è la seconda squadra per rendimento nel girone di ritorno: che tipo di gara servirà?
"E' una grande realtà, sono la squadra rivelazione del campionato insieme alla Fiorentina. Sarà una partita tosta. Il Parma deve esaltarsi per riscattare questo momento no. Attenzione soprattutto alla velocità e alla tecnica degli attaccanti etnei nelle ripartenze, non bisogna sbilanciarsi, sarà fondamentale mantenere l'equilibrio. E occhio anche ai calci piazzati".
La rivedremo prima o poi a Parma?
"Prima o poi tornerò, lo dico sempre e ne sono convinto. Non so quando né in che veste, ma tornerò. Il legame è ancora forte. Per ora, però, sono solo un grande tifoso".
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