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ESCLUSIVA PARMALIVE - Il doppio ex Breda: "Al Tardini ci saranno gol e spettacolo. Mi piacerebbe tornare a Parma da allenatore..."TUTTOmercatoWEB
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com
giovedì 21 febbraio 2013, 09:35Esclusive ParmaLive
di Vito Aulenti
per Parmalive.com

ESCLUSIVA PARMALIVE - Il doppio ex Breda: "Al Tardini ci saranno gol e spettacolo. Mi piacerebbe tornare a Parma da allenatore..."

@ESCLUSIVA PARMALIVE.COM - RIPRODUZIONE RISERVATA

La sfida di domenica prossima contro il Catania non sarà di certo facile, dato che la squadra siciliana è in gran forma ed aspira ad un posto in Europa League, ma il Parma ha già fatto troppi passi falsi e non può sbagliare ancora. Per analizzare il match del Tardini, la redazione di ParmaLive.com ha contattato un doppio ex dell'incontro, Roberto Breda, che ha ricordato la sua esperienza in gialloblu e ha dimostrato di gradire e non poco un eventuale ritorno in Emilia, questa volta in veste di allenatore.

Nelle ultime gare, le due punte centrali del Parma, Amauri e Belfodil,  stentano a trovare la via della rete. Crede stiano attraversando un periodo d’appannamento fisico e mentale oppure sono assistiti poco e male dai compagni di squadra?
"Dei momenti di calo ci stanno, nella nostra serie A ogni domenica ci sono degli incontri difficili e altamente impegnativi, quindi appena hai una piccola flessione rischi di avere dei cali più evidenti che in altri campionati. In ogni caso il Parma ha una propria identità, a me è piaciuto quando l’ho visto. Si tratta solo di una crisi passeggera, son cose che capitano. Basti pensare alla Fiorentina: fino alla scorsa settimana sembrava non dovesse uscirne più, e invece contro l'Inter ha sfoderato una delle migliori prestazioni della stagione. Bisogna continuare a lavorare e sicuramente arriveranno i risultati per la squadra e i gol dei due attaccanti crociati".

Nell’ultima gara, Donadoni ha gettato nella mischia Coda, Mesbah ed Amauri al posto dei titolari Lucarelli, Gobbi e Belfodil. Crede che il turnover possa essere un’arma vincente per uscire dalla crisi di risultati? 
“Giudicare le scelte da fuori non è mai semplice, perché solo l’allenatore ha il polso della situazione: allena i ragazzi tutti i giorni e si rende conto di chi è più in forma e più motivato. Certamente ha fatto quelle scelte a ragion veduta, magari anche per creare un po’ di sana concorrenza e tenere tutti sulla corda. Comunque sia il Parma sta disputando un campionato importante”.

Con la vittoria conquistata domenica scorsa ai danni del Bologna, il Catania è settimo in classifica a quota 39 punti. Crede che la squadra etnea possa davvero puntare all’Europa?
"Quando sei in quella posizione di classifica, il nome conta poco, contano solo le prestazioni sul campo. Il Catania sta migliorando di anno in anno. Quello che ha fatto l’anno scorso Montella sembrava irripetibile, ed invece Maran sta facendo addirittura meglio. Ciò significa che lì stanno lavorando davvero tutti alla grande, dalla società all’allenatore. Sono momenti un po’ particolari. Paradossalmente si può dire che il Catania è già salvo e quindi bisogna vedere come viene letta dai ragazzi la situazione: può esserci una forma d’appagamento oppure può scattare in loro la voglia di cambiare subito obiettivo e puntare a qualcosa di più importante. Io credo sia una bella opportunità per la squadra etnea. La compattezza del gruppo, la qualità dei giocatori e la tranquillità che trasmette Maran possono essere le loro armi vincenti”.

Qual è secondo lei il motivo del cammino strepitoso in casa e deficitario in trasferta di Parma e Catania?
"Come ho detto prima, la serie A non è per niente facile, specialmente quando vai fuori casa. Tuttavia stiamo parlando di due bellissime realtà di questa stagione; sono squadre che giocano, che non vanno in trasferta per chiudersi, bensì cercano di proporre sempre un calcio propositivo. E’ capitato loro di crear tanto e raccogliere poco, ma non è detto che sia sempre così: basta una vittoria per cambiare le carte in tavola e raccogliere risultati utili consecutivi anche fuori".

Bloccare i due costruttori di gioco, Valdes da una parte e Lodi dall'altra, può essere una delle chiavi del match?
"Sicuramente son due giocatori importanti che alzano notevolmente la qualità delle giocate di Parma e Catania, però ci sono anche altri elementi di spessore da ambo le parti, perciò è giusto cercare di non far ragionare troppo i due registi, ma bisognerà fare attenzione anche agli altri avversari, che non sono da meno",

Come pensa possa terminare la gara tra Parma e Catania? E chi saranno gli uomini decisivi da una parte e dall’altra?
"Spero sia una partita con tanti gol, perché in ogni caso è sempre bello assistere a un match spettacolare. In questo momento forse il Parma ha bisogno di qualche punto in più, anche se, guardando la classifica, ci accorgiamo che è in una posizione tranquilla. Non è carino fare un pronostico, ho giocato in entrambe le squadre… Spero vinca il migliore, anche se bisognerebbe già fare i complimenti sia al Parma che al Catania per quello che hanno dimostrato sino ad ora. Gli uomini decisivi saranno Lodi per i siciliani e Amauri per gli emiliani: l'attaccante italo-brasiliano sta facendo delle belle prestazioni e meriterebbe maggiori soddisfazioni".

Lei ha giocato a Parma nella stagione 1999-2000 con campioni del calibro di Buffon, Thuram, Cannavaro e Crespo. Che cosa è mancato a quella squadra per raggiungere l’obiettivo scudetto?
"In quegli anni era particolarmente difficile arrivare al titolo, visto che a competere c’erano le cosiddette ‘sette sorelle’, tutte con campioni e nazionali. Ricordo che noi chiudemmo quinti e perdemmo lo spareggio Champions contro un’Inter trascinata da un grande Roberto Baggio. Sicuramente potevamo fare qualcosa in più, soprattutto negli scontri diretti".

Si è trovato bene nella sua esperienza in Emilia? Ci tornerebbe da allenatore?
"Parma è una bellissima città, a misura d’uomo, lì mi sono trovato davvero bene. Quattordici anni fa quella ducale era una società importantissima; non che non lo sia adesso, ma allora si lottava addirittura per il campionato… E’ chiaro che per un allenatore come me che ha cominciato da poco la sua carriera, una piazza come quella emiliana è molto stimolante. Tra l’altro a Parma c’è grande professionalità e si lavora molto bene, dunque penso che qualunque allenatore desidererebbe approdare in una società del genere".

@ESCLUSIVA PARMALIVE.COM - RIPRODUZIONE RISERVATA

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