ESCLUSIVA PARMALIVE - Osio: "Col Toro sarà pareggio. Bianchi in gialloblù? Farebbe bene"
Cresciuto nel Torino, affermatosi nel Parma. Nessuno meglio di Marco Osio, attuale allenatore del Bellaria ed ex centrocampista con licenza d'offendere, può presentare l'incontro di domenica fra crociati e granata. La redazione di ParmaLive.com l'ha contattato in esclusiva per parlare della sfida e analizzare il delicato momento vissuto dagli emiliani.
Il Parma sta vivendo un periodo di crisi di risultati. Come lo giudica? E' un problema fisico, tecnico o mentale?
"Non penso sia un problema fisico e nemmeno tecnico. C'è stato un pizzico di sfortuna. Non ho mai visto la squadra sottotono. Sicuramente c'è una difficoltà di risultati. Magari, visto che prima si viaggiava a gonfie vele, è subentrato un periodo di rilassamento".
Da giocatore prima e da allenatore poi le è capitato di vivere una situazione del genere? Come se ne esce?
"Una striscia di risultati negativi l'ho vissuta proprio col Parma, nell'anno in cui ottenemmo la promozione dalla serie B. Era il 1989-90: partimmo fortissimi nonostante la squadra non fosse stata costruita per vincere. Poi successero un po' di cose: venne a mancare il presidente Ceresini, ci fu il passaggio di proprietà al gruppo Parmalat e, visti i risultati, le responsabilità aumentarono. Entrammo in un periodo negativo e subentrò il nervosismo, perché non volevamo compromettere quanto di buono avevamo fatto. Ne venimmo fuori dicendoci, un giorno dentro allo spogliatoio, che stavamo rispettando gli obiettivi prefissati a inizio stagione e stavamo facendo un ottimo campionato, che era perciò già positivo. Ci dicemmo: proviamoci. Tirammo fuori il carattere e raggiungemmo la serie A. Ora, mi sembra, sti succedendo qualcosa di simile al Parma. Si era partiti per una salvezza tranquilla, poi l'ottima serie di risultati ha lasciato pensare alla zona Europa e fatto perdere, forse, un po' di mordente. E' venuto meno qualcosa a livello psicologico. Il campionato, però, resta pià che positivo: si parla di crisi perché ora è un momento in cui le cose non girano, dopo un periodo in cui invece andavano benissimo. Se si fosse fatto qualche punto meno prima e qualcuno di più adesso, ci si renderebbe conto, come dice la classifica, che il Parma sta vivendo una stagione equilibrata, in perfetta linea con gli obiettivi".
Sotto accusa intanto c'è Biabiany. Il francese continua a litigare con il gol, l'ultimo errore contro la Sampdoria...
"Biabiany è un giocatore che vorrei sempre nella mia squadra. Mi sembra un generoso. Certo il gol non è proprio nelle sue corde, ma spacca in due le difese: riuscisse a segnare con continuità, sarebbe un top-player".
Domenica si affrontano Parma e Torino e lei è un ex di entrambe. Quali sensazioni e ricordi la legano alle due società?
"Due legami forti, ma diversi. Torino è la mia famiglia, la mia casa: mi hanno aiutato a crescere, a diventare calciatore e uomo. Al Parma, invece, ho vissuto anni splendidi, raggiungendo obiettivi impensabili: mi sono consacrato. E' la mia seconda casa. Direi che se il Torino, per me, è come una mamma, il Parma è come una moglie".
Cosa deve temere il Parma dei granata?
"E' una squadra sottovalutata, che gioca un buol calcio, anche spregiudicato. Sta facendo il suo campionato sotto la guida di un ottimo allenatore come Ventura. Dei granata va temuto soprattutto il calcio offensivo, sempre pericoloso".
Un pronostico?
"Mi viene facile dire X, pari. E contenti tutti, spero".
La sfida suggerisce anche un tema di mercato: Rolando Bianchi. Secondo lei, l'anno prossimo lo vedremo con la maglia granata o con quella crociata?
"Bisognerebbe chiederlo a Leonardi, che è un mago del mercato. E' il classico centravanti che fa reparto da solo: è un giocatore molto importante, che ha 10-15 reti nelle gambe e nella testa. Farebbe sicuramente bene a Parma".
C'è qualche giocatore a disposizione di Donadoni in cui si rivede o che l'ha colpita particolarmente?
"Magari avessero un altro Osio...scherzo! Non penso ci sia al momento, il Parma non ha la classica mezzapunta, gli manca quel calciatore croce e delizia che può fare la differenza, tipo Morfeo, per dire un altro passato in maglia crociata. Dei giocatori attuali, mi ha colpito molto Belfodil: è un prospetto molto interessante, con ampi margini di crescita".
Una curiosità: a cosa si deve il soprannome di 'Sindaco di Parma'?
"Il soprannome è legato sempre al periodo in cui ottenemmo la promozione dalla serie B. Risvegliammo la passione calcistica della città, avvicinammo la gente alla squadra e allo stadio, che era sempre pieno. Un giorno un gruppo di tifosi espose uno striscione con scritto 'Osio sindaco': non c'era niente di politico, ovviamente. Penso fosse per il mio modo sempre amichevole, cordiale ed esuberante".
La rivedremo a Parma, magari da allenatore?
"Ci proviamo, sarà dura. Ovviamente per un allenatore l'obiettivo è raggiungere sempre traguardi più importanti. Lavoro per questo".
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