ESCLUSIVA PARMALIVE - Festuccia (Gazzetta Giallorossa): "Col Parma punti che valgono doppio. Punto su Osvaldo e Totti"
In vista di Roma-Parma, la redazione amica di GazzettaGiallorossa.it ci ha concesso una intervista col redattore Flavio Festuccia, che a due giorni dalla sfida dell'Olimpico ci aggiorna sulle condizioni della squadra capitolina aiutandoci ad inquadrare lo stato di forma della formazione recentemente passata sotto la guida di Andreazzoli, con fortune alterne. Dopo un ko e tre vittorie a Udine è infatti arrivato un pareggio, che ha rallentato le ambizioni di Europa della Lupa.
Domenica è in programma Roma-Parma, all’andata vinsero i ducali su un campo quasi impraticabile. C’è voglia da parte vostra di vendicare quella sconfitta?
“Roma-Parma è una partita che evoca sempre dei bellissimi ricordi, fu la partita scudetto del 2001. La voglia c’è ma più per un discorso di classifca, ci sono cinque squadre in cinque punti ed è ancora tutto aperto. Sono punti che adesso valgono doppio, pesano molto e maggior ragione dopo i due punti persi a Udine. Adesso è fondamentale per la Roma conquistare questi 3 punti che possono dare uno slancio importante per il resto della stagione.”
E’ una Roma molto diversa, tutto merito di Andreazzoli o colpa dei giocatori che non credevano più in Zeman?
“Io sono molto avvelenato per questa situazione perché sono uno ‘zemaniano’ convinto. Ho profonda stima del tecnico boemo, ma era evidente che una parte della squadra non lo seguiva più. La partita interna con il Cagliari è stato il simbolo di un certo ammutinamento, con una sconfitta molto pesante e inaspettata. Vanno riconosciuti grandi meriti ad Andreazzoli che ha dato alla squadra quelle certezze che magari con Zeman non aveva, quella consapevolezza nei propri mezzi che è fondamentale. Si è raggiunto un certo equilibrio, soprattutto difensivo, che non si aveva più con il 4-3-3 ma a perdere è lo spettacolo. Grandi meriti per la gestione del gruppo ma sul gioco c’è da lavorare molto e sinceramente non so se sia lui l’allenatore adatto per sviluppare un’idea di gioco sul modello Spalletti, per intenderci. La squadra ha acquistato maggiore serenità, lui ha un ottimo rapporto con i giocatori e speriamo di vedere una calcio ancora più propositivo nelle prossime partite. Non credo che sarà confermato alla guida della squadra anche nella prossima stagione, non sa esaltarla a e ha commesso diversi errori anche nella trasferta di Udine come il cambio di Totti. Certo, ci sono tanti infortunati come attenuante vedi Torosidis che è in dubbio mentre Pjanic e Destro non giocheranno con il Parma.”
Marquinhos, Castan e Osvaldo sono tornati in gruppo. Partiranno dall’inizio?
“Totti sarà sicuramente titolare come prima punta ma ci sarà anche Osvaldo con Lamela. Totti è un passo dal raggiungere Nordahl e ha la possibilità di festeggiare davanti il suo pubblico. Penso che anche Osvaldo sarà della gara dall’inizio perché sta vivendo un periodo difficile, non segna dalla trasferta di Bologna e il mister vorrà dargli un’altra possibilità per riscattarsi. Andreazzoli è molto attento all’aspetto psicologico e quindi credo che gli darà un’altra possibilità. Lui conosce bene i giocatori, è quasi un amico vivendo Trigoria dal 2004 tanto che si fa chiamare per nome. Lamela sta sbocciando definitivamente, molto del merito va dato a Zeman che è sempre molto bravo nel valorizzare i giovani. E’ il capocannoniere stagionale con 12 reti e quindi credo sia insostituibile. Castan e Marquinhos probabilmente partiranno dall’inizio con Buridisso a completare il reparto. C’è anche la possibilità di un avanzamento sulla linea dei centrocampisti per Piris, al posto di Torosidis. Il paraguaiano ha avuto modo di fare quel ruolo con Zeman ed è molto bravo in fase di spinta.”
Cosa temi di questo Parma?
“In questa stagione più che temere l’avversario mi fa paura la Roma. Abbiamo buttato via tanti punti, penso alle gare interne con Bologna e Udinese, palesando una certa fragilità psicologica. Spero che sia la Roma vista nelle ultime gare con la stessa convinzione e volontà nel raggiungere il risultato. Del Parma temo la solidità, è una squadra che regala poco e corre tanto. Anche con il Napoli, che arrivava al Tardini da seconda della classe in piena lotta per lo scudetto, ha giocato con coraggio e determinazione, è una squadra quadrata e non sarà facile. Mi preoccupa anche la condizione di Amauri, che con noi ha un conto aperto. E’ un attaccante pesante e in area si fa sentire, mentre dietro ho particolare ammirazione di Mirante. Un portiere che da anni sta facendo bene, forse meritando anche la Nazionale e anche con il Torino ha compiuto degli interventi decisivi. Per la legge dell’ex c’è il discorso relativo a Rosi che avrà sicuramente voglia di rifarsi nei confronti di una società con la quale si è lasciato molto male. Ha litigato con il suo ex agente Davide Lippi e ha lasciato la Roma risolvendo il suo contratto, un amore che si è spezzato dove aver girato molto e non aver trovato la giusta dimensione con i giallorossi.”
Parlando quindi di singoli, quali potrebbero decisivi da una parte e dall’altra?
“Per la Roma sicuramente Francesco Totti che aveva fatto una promessa e intende mantenerla. Spero possa essere anche la giornata di Osvaldo, il quale ha bisogno di uscire d a questa situazione. Dei ducali temo, come ho detto prima, Amauri che già dai tempi della Juventus ci segna in qualsiasi modo. Anche Sansone è un giocatore molto temibile, è descritto in ottime condizioni di forma e ha segnato rpaticamente con tutte le grandi, spero che non diventiamo l’ultimo tasello mancante.”
Si è parlato molto in settimana di un valzer delle panchine con Allegri verso Roma con Donadoni favorito alla sua successione. Credi sia una pista percorribile?
“Guarda da questo punto di vista ci sono poche certezze, Allegri è in rotta con il Milan per via di alcune frizioni con la società ma alla fine è rimasto ben saldo in panchina. Ci sono stati contatti con la Roma, ma dubito che possa essere il futuro allenatore dei giallorossi. E’ un allenatore che ha imparato a fare di necessità virtù e sicuramente saprebbe come affrontare la piazza romana. Quest’anno ha fatto un grande lavoro con i giovani e credo che sia importante il suo apporto nella loro crescita, tesi che fa cadere un po’ questa ipotesi di un arrivo nella Capitale. Io auguro a Donadoni di potersi misurare con un club come il Milan, li ha giocato e vinto tanto e si meriterebbe un’occasione. I suoi due anni a Parma sono stati molto importanti, si è riscattato alla grande dopo anni difficili costruendo un ottimo gruppo e portando degli ottimi risultati.”
Quella di domenica è un crocevia importante della stagione sia del Parma che della Roma?
“Sicuramente adesso è il punto topico del campionato. I punti iniziano a valere doppio e la gara arriva dopo una settimana particolare con molte squadre impegnate in Europa. Il Milan ha speso numerose energie sia dal punta di vista fisico e psicologico e potrebbe pagarle, stesso discorso vale per l’Inter che ha subito la delusione dell’eliminazione. Anche la Lazio ha giocato in coppa e il Napoli non vive un grande momento, noi abbiamo avuto una settimana per preparare la gara e dobbiamo sfruttare questa occasione. I tre punti per noi diventano fondamentali e spero che la squadra ne sia consapevole, per quanto riguarda il Parma ha la grande occasione di affrontare una Roma non irresistibile. Sarebbe un passo importante verso la salvezza che ormai dista di soli cinque punti e con una vittoria il traguardo sarebbe quasi matematico. Palermo e Pescara sono ormai destinate a salutare la categoria e una vittoria servirebbe a chiudere sia il discorso e a dare continuità alla bella vittoria ottenuta domenica scorsa.”
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