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tmw / parma / Settore Giovanile
Sall: "Abbiamo perso punti per strada, ma adesso non possiamo più sbagliare"
giovedì 7 novembre 2013, 17:35Settore Giovanile
di Vito Aulenti
per Parmalive.com

Sall: "Abbiamo perso punti per strada, ma adesso non possiamo più sbagliare"

Intervenuto ai microfoni di Parma Channel, Dembel Sall, forte difensore senegalese della Primavera del Parma, è tornato sulla sconfitta interna di sabato scorso con la Juventus, che, a suo avviso, dovrà servire da lezione alla squadra crociata per non commettere più determinati errori e riprendere immediatamente a far punti.

Tu e Konè siete stati perfetti con la Juve, ma ciò non è bastato per evitare la sconfitta. Sabato avrai fatto fatica a dormire ripensando ad una gara del genere:
"Sì, è una partita che mi sta ancora sullo stomaco, perché potevamo vincerla o quantomeno pareggiarla. Tuttavia sono cose che possono succedere, il calcio è così. Abbiamo commesso degli errori, ma cercheremo di non commetterli più in futuro".

C'è un po' di rammarico per quanto raccolto in queste prime giornate, sicuramente meno di quanto avreste meritato. Secondo te quanti punti mancano al Parma?
"Eh, potevamo avere più punti, però questi errori ci fanno capire che il campionato Primavera è diverso da quello degli Allievi che tanti di noi hanno disputato nella scorsa annata. Ad inizio stagione, alcuni non erano ancora entrati appieno nei meccanismi del torneo, ma adesso siamo sulla strada giusta, tant'è vero che con la Juve non meritavamo di perdere. Se continuiamo su questa strada, secondo me recupereremo tutti i punti persi per strada".

Come ti trovi in coppia con l'altro '94 Koné? Siete un po' più maturi rispetto agli altri, vi sentite un po' i leader della squadra?
"Leader non direi, siamo tutti leader, solo così si può andare avanti. Con lui mi trovo benissimo. Tra le altre cose, parla francese come me. Fortunatamente abbiamo caratteristiche fisiche opposte, in Italia ci vuole. Stiamo facendo bene, spero che in futuro vada ancora meglio".

Racconta un po' la tua storia: tu sei in Italia da tre anni, giusto?
"Sì, vivevo con mio zio a Montecatini. E' lì che sono andato a scuola e ho studiato un po' l'italiano".

Un po'? Sentendoti parlare, lo hai imparato bene:
"E' merito dei miei amici, che mi abituano a parlare in italiano".

Come mai ti chiamano Papi?
"Papi perché porto il nome del mio nonno paterno, che non ho mai potuto vedere. Quando sono nato, lui era già morto. La gente mi chiamava 'Papi', e il nome è rimasto. Tutti continuano a chiamarmi così, e a me la cosa piace".

Sabato incontrate il Bologna, che avete già battuto nel corso del Torneo Vignola:
"Sarà una partita dura, però noi non possiamo più lasciare punti per strada. Non importa il nome dell'avversario, adesso dobbiamo pensare solo a vincere, solo così potremo andare avanti".

Cerri e Haraslin vi hanno portato qualche ricordo dagli Emirati Arabi?
"Alby (Cerri, ndr) ci ha portato il secondo gol, quindi benissimo. Haraslin, quando è entrato, ha fatto benissimo anche lui. Insomma, ci hanno fatto un bel regalo entrando, ma a mio avviso noi difensori avremmo potuto fare di più per ottenere almeno un pareggio".

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