ESCLUSIVA PARMALIVE - Gravina: "Niente Sky. Tratteremo con la Rai, ma solo per i posticipi"
A pochissimi giorni dall'inizio del campionato di terza serie, la redazione di ParmaLive.com ha contattato il presidente della Lega Pro Gabriele Gravina, per fare il punto sulla commercializzazione dei diritti audiovisivi per la stagione 2016-2017, ma anche per parlare di playoff, Parma e del duello tra i crociati e il Venezia di Pippo Inzaghi: "Il Parma è una realtà importante, che sicuramente darà valore aggiunto alla Lega Pro, ma di queste piazze ce ne sono davvero tante. Vedo dei numeri significativi a livello di partecipazione dei tifosi: questo è un segnale importante".
Le fa strano vedere un club così blasonato in terza serie?
"No, non fa strano. Purtroppo queste sono le regole delle sport. Però bisogna dare merito a questa società, che dopo aver subito un dramma sportivo così significativo e violento, ha avuto la capacità di riprogrammare, basando il proprio progetto su dimensioni e valori che io ritengo molto più stabili rispetto a quelli che si praticano nel mondo del calcio".
Che rapporto c'è tra Parma e Lega Pro? Sembra esserci già un buon feeling tra di voi:
"Io stimo moltissimo la società ducale, ha un presidente di grande qualità umana - oltre che tecnica - come Nevio Scala. Sembra si sia calata nella nostra realtà nel miglior modo possibile, con grande disponibilità e grande umiltà, senza trascurare, ovviamente, le proprie ambizioni. Ambizioni che hanno un po' tutti quando si disputa un campionato altamente competitivo come quello di Lega Pro. Apprezzo questa società, c'è un ottimo feeling, c'è un'ottima condivisione di percorsi progettuali, e questo fa ben sperare per il futuro".
Premesso che la Lega Pro ci ha abituati a delle sorprese, nel Girone B le grandi favorite sembrano Parma e Venezia:
"Sicuramente sulla carta tutti danno per favorite queste due realtà, ma, come diceva lei, le sorprese sono dietro l'angolo. In ogni girone quest'anno la Lega Pro ha 4-5 club top level e altre 5-6 realtà che possono creare problemi a chiunque. Il calcio ci insegna che nulla è scontato e che tutto va conquistato. Per vincere non basta solo una squadra forte, ma ci vuole anche una grande società e un equilibrio giusto tra club, ambiente, tifosi, territorio, qualità tecniche e risorse economico-finanziarie".
Gli operatori della comunicazione avevano tempo fino alle ore 18 di ieri per manifestare interesse alla acquisizione dei diritti audiovisivi per la stagione 2016-2017. In quanti hanno dato la propria disponibilità?
"Solo un operatore: la Rai. Non abbiamo ricevuto altre manifestazioni d'interesse".
E' vero che la Rai potrebbe allargare il discorso, non riducendolo soltanto al Pacchetto A denominato 'Posticipi'?
"No, assolutamente. Il bando era chiaro: la Rai ha dato la propria disponibilità al Pacchetto A e su quello noi lavoreremo, così come previsto dalle norme. Ci siederemo attorno ad un tavolo con la Rai e cercheremo di trovare le migliori soluzioni e condizioni, riferite però soltanto al Pacchetto A, quello dei posticipi".
In linea teorica, Sky potrebbe ancora inserirsi oppure è definitivamente fuori dai giochi?
"Non so se è definitivamente fuori, però, non avendo dimostrato interesse fino a ieri, non so come possa manifestarlo successivamente. Oggi come oggi la realtà è che non abbiamo più margini per un eventuale recupero di questo interesse da parte di Sky".
C'era stata almeno una chiacchierata informale con Sky?
"Certamente sì. C'era interesse, anche perché in Lega Pro ci sono realtà importanti, su tutte il Parma, con il quale Sky aveva già avuto modo di collaborare. C'era questa esigenza di approfondimento. Noi abbiamo detto chiaramente che al di là delle domande, delle richieste, delle curiosità, ci sono delle norme da rispettare. E le norme prevedono un bando. Ci aspettavamo un'adesione, ma non c'è stata. Ne prendiamo atto".
Ci risulta che Sky fosse interessata solamente a tre squadre:
"C'era un bando che prevedeva l'acquisizione dei diritti per sei squadre, tre in esclusiva e tre non in esclusiva".
Magari Sky puntava ad una trattativa privata per cambiare un po' le carte in tavola rispetto a quanto previsto dal bando:
"Guardi, il nostro è un campionato complesso, in cui gli interessi in gioco sono altissimi e riguardano 60 società: devono coincidere gli equilibri economico-finanziari, per non alterare il risultato sportivo, ma soprattutto per non incidere sulla competitività. E' compito della governance della Lega vigilare ed evitare delle disparità. Un contratto in esclusiva per una sola società, in un girone, a discapito del sistema, avrebbe potuto generare qualche situazione non in linea coi nostri principi. Però siamo stati aperti, abbiamo percepito che ci fosse l'interesse di alcune società ad avere questa valorizzazione. Non si è fatto più nulla: ne prendiamo atto e andiamo avanti per la nostra strada".
Ci sembra di capire che la Lega avrebbe voluto una più equa distribuzione delle risorse:
"Non è solo questo. Lei capisce perfettamente che se c'è una visibilità maggiore, mediaticamente parlando, la possibilità di acquisire risorse in più rispetto ad altri è maggiore. Quindi avremmo favorito qualcuno a discapito di altri".
Se da un lato i nuovi playoff sembrano dare nuovo fascino alla Lega Pro, dall'altro il regolamento degli stessi appare un po' complicato. Potrebbe spiegare meglio quello che accadrà al termine della regular season?
"Il regolamento è di una semplicità unica: la prima di ogni girone è promossa automaticamente in B; per individuare la quarta promossa si prendono in considerazione le squadre classificatesi dal secondo al decimo posto. Le seconde passano direttamente ad una seconda fase, mentre le altre nella prima fase disputano un incontro secco in casa della migliore classificata, fino ad arrivare a 16 squadre (15 + la vincente della Coppa Italia Lega Pro). Queste 16 si incontreranno in gare di andata e ritorno: in caso di parità, non ci saranno supplementari e rigori, ma passerà quella che si è meglio classificata in campionato. Poi si passa all'eliminazione diretta nella fase di Final Four. E' davvero tutto semplice: forse è più complicato a dirlo che a farlo".
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