Pizzi a PL: "Coi 2003 dimostrato di poter stare a certi livelli. Berretti e Allievi? Serve tempo"
E' stata la settimana dei Giovanissimi Regionali classe 2003, allenati quest'anno da Giuseppe Manarin. I crociatini hanno infatti trionfato al Torneo Internazionale Caroli, guadagnandosi l'applauso della critica e l'apprezzamento dei vertici societari. Il responsabile del Settore Giovanile Fausto Pizzi plaude ai nostri microfoni l'exploit della squadra: "Sono stati molto bravi, una bella esperienza che ci ha messo di fronte a società ben attrezzate. Si è parlato molto del Tottenham perché è una realta internazionale ma ci siamo difesi bene contro tutte, dimostrando che in un contesto così competitivo potevamo starci".
Un confronto che dà anche risposte sul vostro lavoro, visto che a livello regionale le squadre volano:
"E' vero, è utile anche confrontarsi con squadre di rilevanza nazionale. Abbiamo curato molto lo sviluppo delle squadre più piccole, ripartendo da lì dopo il fallimento. A livello di scouting investiamo molto sul nostro territorio per migliorare dei gruppi già comunque validi: parlando nello specifico dei 2003, essi sono l'anticamera dei Giovanissimi Nazionali, quindi siamo consapevoli di avere un gruppo attrezzato. Basti pensare che abbiamo giocato alla pari con l'Atalanta, che l'anno scorso si è laureata campione d'Italia con Giovanissimi e Allievi Nazionali".
Se i più piccoli danno grandi gioie, i risultati non arridono altrettanto a Berretti e Allievi. Questione di tempo?
"Personalmente sono contentissimo del lavoro che stanno facendo: ad inizio anno abbiamo fatto una scelta ben precisa, puntando su una squadra giovane sia per Berretti e Allievi. Cardone gioca con dei 2001 ma sempre contro i 2000 e non sta facendo male. I Giovanissimi Nazionali hanno perso ben 17 elementi nel fallimento, tutti ragazzi andati nelle squadre più forti d'Italia, quindi ha bisogno di un po' di tempo. Un discorso che vale anche la Berretti, dove il tempo è stato anche minore. Abbiamo preso dei 99 e li abbiamo messi in un campionato complicato, quindi ora bisogna saperli aspettare".
La Prima Squadra, per politica ben precisa, ha formato una rosa molto esperta: quanto dovremo aspettare per vedere un giovane del suo vivaio esordire al Tardini?
"Mi auguro poco, ci stiamo attrezzando. La ripartenza è stata dura, ma con una società solida e importante alle spalle tutto viene più facile. Stiamo lavorando in quella direzione, questo è certo".
Capitolo femminile: l'impressione è che entusiasmo e attenzione mediatica siano un po' scemate rispetto all'anno scorso.
"Mi auguro che presto torneranno a far parlare di loro. Anche con loro stiamo cercando di creare qualcosa di duraturo, abbassando l'età media e fornendo delle affiliazioni che possano garantire un futuro ad un movimento che io vedo in grande crescita, anche grazie al Parma".
Conclusione sulla "vicenda Traversetolo" (società nel parmense che ha scelto di affiliarsi alla Reggiana a livello giovanile, ndr): vuole dire la sua su quanto è accaduto?
"Solo che ognuno è libero di fare le proprie scelte in autonomia a casa sua. Dico solo che non mi sarei permesso di giudicare una proposta che io reputo interessante e che già 16 società hanno scelto, riguardo la formazione di giovani e tecnici".
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