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tmw / parma / Settore Giovanile
Primavera, Catalano: "Dobbiamo essere consapevoli della maglia che indossiamo: paura di nessuno"
lunedì 30 luglio 2018, 20:10Settore Giovanile
di Vito Aulenti
per Parmalive.com

Primavera, Catalano: "Dobbiamo essere consapevoli della maglia che indossiamo: paura di nessuno"

Intervenuto in conferenza stampa, il tecnico della Primavera crociata Pasquale Catalano ha così parlato nel primo giorno di raduno: "E' il classico primo giorno di scuola. Abbiamo delle strutture importanti che ci consentono di allenarci bene: pian piano cercheremo di diventare una squadra per tentare di far bene in questo campionato".

Quali sono le sue sensazioni per questa stagione?
"Le sensazioni le devo ancora scoprire, perché mi confronterò con un campionato che non conosco. In ogni caso credo che la società abbia fatto un buon lavoro. Mi aspetto una squadra che possa giocarsela alla pari con le altre".

L'anno scorso allenava tra i professionisti. Ora si ritrova a dover centrare un obiettivo diverso:
"L'anno scorso allenavo il Prato, però su 22 giocatori, 16-17 erano Under. Perciò, se ce la siamo giocata l'anno scorso con squadre importanti come Pisa e Livorno composte da giocatori più esperti, mi auguro che possiamo fare altrettanto quest'anno coi pari età. Non lo vedo come un passo indietro nella mia carriera, anzi, mi rende entusiasta il fatto di essere in una società come questa. E' un'esperienza che mi permetterà di arricchire il mio percorso".

Qual è la sua idea di gioco?
"Vogliamo provare a giocare a calcio, a fare la partita. Mi auguro che queste parole, domani, possano tramutarsi in fatti. Dobbiamo trasmettere positività e coraggio a questi ragazzi. Bisogna creare dei giocatori con la giusta mentalità. Dobbiamo essere consapevoli di dove siamo e della maglia che indossiamo, non dobbiamo avere paura di nessuno".

Negli ultimi anni il Parma ha vinto il campionato, ma non ha lanciato giovani. Lei pensa di poter portare qualcuno in A?
"Questo è un discorso molto complesso. E' normale che quando vinci campionati con ripetitività, è difficile, dopo quello che è successo qualche anno fa, creare un Settore Giovanile importante. Se tre anni fa giocavi nel campionato Juniores e ora sei in Primavera, è normale avere qualche difficoltà. Mi auguro che quest'anno ci sia qualche difficoltà in meno, perché la società si appresta per il secondo anno di fila a giocare in Primavera 2".

Trasferirà la sua esperienza da giocatore a questi ragazzi?
"Io credo che il mio percorso da calciatore rappresenti il passato. Potrei dare qualche consiglio, ma per i ragazzi vorrei essere un allenatore che insegna e lascia qualcosa di concreto alla fine del percorso".

Due anni fa è stato collaboratore di De Zerbi a Palermo. Che cosa ha appreso da lui?
"Sono un amico di De Zerbi, è un allenatore molto bravo. Condividiamo tante cose, ma metterle in pratica è un po' più difficile. Lui è stato bravo, se è arrivato ad alti livelli è perché lo merita. Io sono qua e spero di fare bene con questi ragazzi".

L'ha invitato a Collecchio?
"Forse è più facile che vada io lì (ride, ndr). Scherzi a parte, credo che nel calcio il copia-incolla non paghi, ma le sue idee mi piacciono".

Lei è un allenatore che preferisce adattare lo schema di gioco agli uomini o viceversa?
"Sicuramente partiremo col 4-3-3, non tanto per una scelta societaria, bensì per un'idea mia. Partiamo dal 4-3-3 per poi arrivare a altri prinicipi di gioco".

Come ha impostato il lavoro in questa settimana?
"Oggi abbiamo avuto il primo approccio, da domani ci concentreremo di più sui dettagli. Dobbiamo dare fiducia a questi ragazzi e cercare di farli crescere. Vorrei vedere la mia squadra giocar bene, lavoreremo per questo: chiaramente ci vorrà almeno un mesetto per vedere qualcosina".

Come ha trovato la squadra sotto l'aspetto tecnico e atletico?
"Non ho ancora imparato i nomi. E' il primo giorno, abbiamo fatto poco e niente".

Ha sentito il suo predecessore Iori?
"Ho chiesto a lui e al mio collaboratore principale di farmi conoscere meglio questa realtà. I risultati l'anno scorso non sono stati positivi, però è inutile pensare al passato".

Nel corso della stagione che sta per cominciare, pensa di collaborare con D'Aversa?
"Sicuramente mi piacerebbe guardare i suoi allenamenti, però in questo momento lui sta preparando la sua stagione. Noi siamo un passettino più indietro, dobbiamo lavorare per un altro obiettivo. Però penso che entrambe le situazioni siano importanti per la società".

Cosa ne pensa della divisione Primavera 1-2?
"Penso che la scissione sia importante, perché i giocatori giocano per i punti. I ragazzi dalla Primavera, solitamente, non giocano per i punti, ma per il gusto di giocare: quando vai in Lega Pro, però, le cose sono diversissime. Questi ragazzi devono abituarsi a giocare per i risultati: con una sola Primavera, questo non avverrebbe. In Primavera 1 sono stati esonerati parecchi allenatori nella scorsa stagione, perché c'è l'obiettivo del risultato".

E delle squadre B, invece?
"E' un discorso più complesso. Nelle altre nazioni non ci sono grandi centri che fanno la C, quindi probabilmente in quelle realtà è una cosa positiva. E' un esperimento, vedremo come andrà".

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