Under 13, Manarin: "Ho conosciuto i ragazzi, lo ritengo un gruppo valido"
A margine del raduno della squadra Under 13 del settore giovanile del Parma, l'allenatore dei crociatini Giuseppe Manarin ha parlato della stagione in arrivo. Queste le sue parole, ai microfoni dei canali ufficiali del club: "Oggi abbiamo fatto il primo allenamento, ho conosciuto i ragazzi. Ho già avuto informazioni da chi li aveva allenati l’anno scorso: lo ritengo un gruppo valido, con delle buone qualità tecniche, e so che anche l’anno scorso si erano ben comportati in vari tornei. Il materiale umano a disposizione è buono, poi sta a noi dello staff cercare di migliorarli il più possibile".
Hai già identificato i lati positivi e negativi della squadra?
"Dopo un solo giorno si fa fatica a capire le caratteristiche del gruppo, però è una fascia di età in cui i ragazzi debbono ancora lavorare un po’ sotto tutti gli aspetti, da quello mentale a quello fisico, fino a quello tecnico-tattico: bisogna cercare di fornirgli più informazioni possibile, in modo che possano crescere nel miglior modo possibile".
Ci sarà anche il tuo storico vice Michele Croci:
"Ci completiamo a vicenda, d’altra parte sono sette anni che lavoriamo insieme e quindi ci conosciamo bene, ognuno sa quello che deve fare e come completare l’altro. Lavoriamo bene insieme, lavoriamo bene e c’è una buona armonia e penso che questo poi si rifletta anche nel lavoro sui ragazzi".
Siete specialisti della Under 13, ma non avete mai pensato di accompagnare un gruppo per più annate?
"Sono decisioni che alla prende la società: io, in questi anni, ho sempre cambiato gruppo, ma è una cosa molto comune che succede quasi sempre quella di tenere i ragazzi per un anno e poi lasciarli ad un altro allenatore, che può trasmettere altre cose ai ragazzi. In genere si ricorre a questo proprio per un completamento della loro formazione, così i ragazzi possono prendere delle informazioni da tutti gli allenatori e quindi essere più completi nella loro crescita".
C'è quindi una certa collaborazione con gli altri allenatori delle giovanili:
"Con gli altri mister si cerca di fare un lavoro comune, anche se alla fine ogni allenatore ha le proprie caratteristiche, quindi c’è chi riesce a lavorare meglio su certi aspetti e chi su altri: questo, però, va solo a vantaggio dei ragazzi che possono così crescere nel modo migliore possibile".
Stai traendo sensazioni positive da questo raduno?
"Sì, ma me lo aspettavo anche perché mi era stato descritto come gruppo. Ora, è chiaro che adesso debbo un po' conoscere i ragazzi in campo e da lì iniziare il nostro lavoro. Il primo giorno è fatto apposta per conoscere i ragazzi, propri anche dal punto di vista del nome e del cognome e del viso, perché non li conoscevo assolutamente prima e quindi c’è proprio bisogno di conoscerci tra di noi".


