Parma femminile, Aurelio: "Abbiamo una rosa di 25 calciatrici. Lavoriamo per delle americane"
Domenico Aurelio, nuovo direttore sportivo Parma Femminile, ha parlato in conferenza stampa del suo nuovo incarico: “E’ un enorme piacere per me essere qui: mi è stato presentato un progetto molto ambizioso e subito ho accettato perché c’è un’idea importante di calcio femminile, che parte da lontano, che parte dall’America, ed è quella del nostro Presidente che intendo ringraziare per questa opportunità. Siamo partiti circa un mese fa, dopo la sua conferenza con la quale aveva dato notizia dell’acquisizione del club dell’Empoli Ladies. Rispetto alle altre squadre, che erano già strutturate, noi siamo partiti leggermente in ritardo, ma la Società in questi trenta giorni non ci ha fatto mancare nulla, anzi, ha messo a disposizione tutte le risorse possibili ed io, insieme ai miei collaboratori, soprattutto la club manager Martina Capelli, abbiamo strutturato il settore, e ci stiamo lavorando ancora: sono contento di quello che finora abbiamo ottenuto e della struttura che abbiamo creato. Abbiamo un roster di 25 calciatrici che parteciperanno al prossimo campionato di Serie A, che sarà sicuramente più duro, per quanto riguarda il livello tecnico, in più ci saranno maggiori difficoltà per quanto riguarda il format che sarà del tutto nuovo, con 10 squadre. Il nostro obiettivo principale sarà quello di mantenere la categoria. Ci siamo affidati ad un allenatore che ha un’ottima esperienza e che sono sicuro abbia tutte le carte in regola per poter raggiungere l’obiettivo. Oggi è il primo giorno ufficiale della squadra in Serie A: le ragazze, mentre siamo qui in conferenza, stanno arrivando al Centro Sportivo di Collecchio per le visite mediche che faremo nei prossimi tre giorni, per poi cominciare la stagione con i primi allenamenti. Il professionismo femminile è sicuramente un passaggio storico e dovuto, perché le calciatrici avevano diritto ad avere le stesse tutele e le stesse condizioni del calcio maschile. Negli ultimi anni il calcio femminile è cresciuto moltissimo a livello di strutture, di staff e di tutto ciò che ruota attorno alla squadra, proprio come avviene nel maschile. Il professionismo dà sì dei diritti, ma anche dei doveri alle calciatrici e questo ha cambiato parecchio il nostro modo di lavorare, sia per quello che riguarda noi direttori, ma anche per il lavoro della segreteria sportiva, perché sono dei veri e propri contratti di lavoro. Le calciatrici iniziano ad essere un patrimonio per la Società: è un patrimonio che va valorizzato ed ha a propria volta un valore sul mercato, a differenza del dilettantismo. E’ un passaggio importantissimo che deve essere sostenuto anche a livello economico: c’è bisogno di società importanti, ma anche si un aiuto da parte della Federazione e dello Stato. A livello di minimo salariale la Serie A Femminile è stata parificata alla Serie C Maschile.
E’ un passaggio storico, importante, ma bisogna tutelarlo, proteggerlo e curarlo nei minimi dettagli anche nel futuro, perché il passaggio al professionismo non è stato semplice, mantenerlo sarà ancor più difficile. La squadra è quasi al completo: il calciomercato femminile inizia molto prima rispetto a quello maschile. Come dicevo domani inizieranno le visite mediche: solo dopo queste ci saranno le varie ufficialità. Sono poche le ragazze in arrivo da Empoli e ce ne sono alcune altre in arrivo anche da club blasonati che hanno occupato le prime tre o quattro posizioni della classifica dell’ultimo campionato. E’ una squadra differente rispetto a quella che avevo costruito ad Empoli, ma sempre giovane, con una età media di 25 anni, ma con molti campionati alle spalle. Quindi ci sono molte ragazze che, se pur giovani, hanno molta esperienza nel campionato italiano. Il calcio femminile in Italia, rispetto ad altre nazioni, è partito dopo: quindi siamo qualche anno indietro. Il lavoro svolto dalla Nazionale e soprattutto dai club che poi danno le giocatrici alle Nazionali, si sta facendo vedere: stiamo crescendo e col passare del tempo questo lavoro si vedrà. Se si pensa alla partita di ieri sera, c’è da dire che la Francia ha iniziato un percorso, a livello formativo, qualche anno prima: quindi non dobbiamo commettere l’errore tipicamente italiano di non avere pazienza: dobbiamo continuare a lavorare anche a livello di club nel modo corretto – Il Parma, ad esempio, investe risorse – per la crescita del campionato e così potrà anche crescere la nostra Nazionale. Non ci vuole troppa ansia nella crescita. E questo vale anche per il Parma. Nel nostro roster non ci sono calciatrici della Nazionale Italiana attualmente impegnata agli Europei, ma nel giro azzurro sì; abbiamo una ragazza che sta giocando l’Europeo, ma non con l’Italia. E stiamo lavorando per avere qualche giocatrice americana in squadra".


