Parma femminile, Ulderici: "Non è il momento di guardare la classifica: ora inizia una nuova fase"
Il tecnico della formazione femminile, Fabio Ulderici ha così presentato, ai canali ufficiali crociati, la sfida di oggi al Como, importantissima per la classifica: "Sì, riprende il Campionato, direi finalmente, perché dopo la partita di Roma c’era una gran voglia di cercare di rimediare subito e la pausa ci ha obbligato a ritardare di una settimana questo nostro desiderio di tornare subito in campo. E’ chiaro che quando una partita non va bene c’è voglia di rimediare subito, quando, invece, stai fuori dal campo tanto tempo, purtroppo, poi, ti porti dietro uno stato d’animo di dispiacere che vuoi cercare di superare velocemente. Finalmente è arrivato questo momento e domani abbiamo una partita importante che fa iniziare una fase successiva del nostro Campionato. Abbiamo fatto una prima fase, formata dalle prime cinque gare caratterizzate da un calendario molto molto complicato: adesso troviamo un calendario altrettanto complicato, ma con squadre che sulla carta sono sicuramente differenti rispetto alle altre, quindi sappiamo che domani (oggi ndr) sarà una partita importante e che sarà un periodo determinante per noi: abbiamo voglia di giocare e di affrontarlo con grande coraggio e determinazione”.
Una classifica deficitaria finora:
"Io dico sempre che la classifica non è da guardare in questo momento: il Campionato si risolverà verso Aprile, perché il Campionato è caratterizzato da due Fasi, adesso stiamo vivendo quella che potremmo definire di qualificazione alla successiva. In questo momento la classifica non è fondamentale: il numero che c’è adesso a fianco del nome della squadra ora non conta tantissimo: c’è ancora tanto tempo e tante gare da affrontare. E’ chiaro che per noi sarà veramente importante cercare di andare oltre, di superare, di avere una reazione a quelle che sono state le prestazioni passate, in primo luogo per noi stesse perché abbiamo bisogno, tutti noi, di trovare un risultato, di trovare una prestazione e di conseguenza trovare un risultato che arrivi da una prestazione".
Parma e Como sono le squadre che, nella Serie A Femminile hanno subito, finora, più reti complessivamente ed anche su palla inattiva…
“Io penso che queste reti subite siano frutto di quello che è l’atteggiamento. Il maggior numero di gol che abbiamo preso sono conseguenza di errori nostri. In particolare i gol su palla inattiva nascono da situazioni nelle quali facciamo saltare in un modo troppo semplice l’avversario e quindi qui torna quello che dicevo prima: serve quella voglia di primeggiare, quella voglia di giocare anche in maniera serena, perché tante volte gli errori nascono da mancanza di serenità, ma noi non ce lo possiamo permettere, perché sappiamo che in questa Serie A ogni minimo errore viene punito: lo abbiamo visto in tutte le partite che abbiamo affrontato, mi viene da pensare al gol di Giacinti con la Roma: lei segna un bellissimo gol, ma è anche vero che noi le facciamo un grandissimo assist e quello è un errore che non ci possiamo permettere di compiere a prescindere da chi lo ha commesso, perché in altre situazioni erano state altre. Il concetto di fondo è che noi, in questa Serie A, non dobbiamo commettere errori banali, perché al minimo errore vieni punito e dobbiamo cercare di avere un atteggiamento propositivo legato anche alla fase di non possesso, cioè questa voglia di limitare l’avversario, di vincere il duello, di non farlo crossare, di andare a vincere il duello aereo in area di rigore, che ti può permettere, a quel punto, di abbassare il rischio di gol subito. Noi non prendiamo gol da situazioni centrali: poche volte prendiamo gol da situazioni centrali, dove, magari, usciamo male col centrale e si genera spazio e all’interno di questo spazio si butta un avversario. Noi prendiamo tantissimi gol su errori nostri in uscita, o su palla esterna, cross dentro e facciamo andare a colpire facilmente sul secondo palo l’avversario senza marcarlo… Quindi, secondo me, si tratta di errori individuali, legati all’atteggiamento; perché se io non voglio far crossare l’avversario, faccio di tutto per accorciarlo, per guardare la palla, per impedire a lei di crossare. Chiaro che se rendo facile la palla dentro, dopo tutto diventa più complicato.”


