ESCLUSIVA SB24 - Nava: "Parma mai domo contro le grandi"
Nel Milan degli Invincibili targato Fabio Capello lui, assieme a Filippo Galli, era la prima riserva del pacchetto arretrato formato da Baresi, Costacurta, Maldini e Tassotti, a memoria uno dei più forti ed imperforabili che la storia del calcio abbia mai partorito. Poi, smessi i panni del difensore, si è fatto apprezzare in giro per l’Italia nelle vesti di commentatore Sky, divenendo da qualche anno a questa parte un volto noto della televisione ducale (ogni lunedì partecipa come opinionista fisso alla trasmissione Calcio&Calcio in onda su Teleducato Parma). Insomma, nessuno meglio di Stefano Nava, che trascorse anche una stagione in Emilia alle dipendenze di Scala, può presentarci, in esclusiva per Sportsbook24.net, la partita di domani pomeriggio allo stadio Meazza.
Cosa ci dobbiamo aspettare dall’anticipo pomeridiano tra Milan e Parma?
“E’ sempre molto difficile inquadrare alla vigilia una partita del genere. Nell’ultimo periodo, il Milan non sta esprimendo grossi contenuti tecnici e deve ritrovare una certa continuità di risultati perché non può andare avanti a forza di pareggi. Sull’altra sponda, il Parma subisce psicologicamente una classifica non ottimale, ma con le “grandi” finora non si è mai tirato indietro”.
Quali potranno essere le armi a favore dei crociati?
“Mai come in quest’occasione, il Parma ha tutto da guadagnare e niente da perdere. In più, dovrebbe provare a pressare alto ma forse in un momento così particolare non è in grado di farlo”.
E gli elementi da temere maggiormente tra le fila rossonere?
“Fossi nel Parma, sarei più preoccupato dall’imprevedibilità e velocità di Cassano, Pato e Robinho a prescindere da chi giocherà dall’inizio. Credo, infatti, che Lucarelli, Paci o Paletta abbiano le caratteristiche adatte per arginare lo strapotere fisico di Ibra”.
Ci sono delle analogie con la precedente apparizione di fine novembre in casa dell’Inter?
“Ogni partita ha una storia a sé, poi l’Inter di Benitez non è quella attuale di Leonardo. Rispetto ad allora, servirà più attenzione in fase difensiva e se volete un titolo, vi dico che bisogna sgomitare a San Siro per non affondare”.
Cosa ne pensa della difficile convivenza tra Ibra e Pato?
“E’ un caso montato dai giornalisti, quando vengono impiegati in coppia almeno uno dei due segna sempre, a volte pure su assist del compagno. Piuttosto, è innegabile stiano pagando, in termini di palle gol, la poca organizzazione del gioco milanista: non appena si riprenderanno dai vari infortuni, il ritorno ai tre mediani diventa una strada pressochè obbligata perché danno più equilibrio e concedono una maggiore libertà agli attaccanti. E l’aggiunta di Pirlo è essenziale, anche in chiave Champions, per aumentare la qualità della manovra”.
In casa Parma, la soluzione delle due punte le sembra percorribile?
“Amauri può dare una mano dal punto di vista strutturale, ma non è mai stato un bomber da quindici-venti gol a stagione. La sua è una presenza importante all’interno dell’area di rigore, attirando le attenzioni su di sé il primo a trarne beneficio sarà lo stesso Giovinco, spesso soffocato dalle marcature avversarie. In questo contesto, il ruolo di Crespo come finalizzatore non viene meno: credo possano convivere senza problemi, a patto di non snaturare equilibri e schemi tattici”.
Da doppio ex ci racconta un aneddoto legato a Milan-Parma?
“Nel primo anno di serie A, li affrontammo a San Siro all’ultima giornata. Lo 0-0 finale sancì la loro qualificazione in Coppa Uefa: al termine della partita scambiai la maglia con capitan Minotti, che mi diede già il benvenuto sapendo che da lì a breve sarei passato al Parma”.
Infine, un saluto ai lettori di Sportsbook24.net.
“Auguro a tutti di continuare a seguire il calcio, alla ricerca di notizie, curiosità e chicche sempre utili per far crescere la passione del vero tifoso”.


