PL - Giandebiaggi: "Inizio difficile per il Parma. Bravo Cuesta nel tornare alle certezze del passato"
L’ex centrocampista crociato Marco Giandebiaggi ha rilasciato un’intervista in esclusiva ai microfoni di ParmaLive.com, nella quale ha analizzato l’avvio di stagione del Parma di mister Carlos Cuesta. Al momento i crociati sono a 4 punti in classifica in campionato, mentre in Coppa Italia sono stati eliminati ai sedicesimi dalla Cremonese. Ecco l’analisi fatta dall’ex centrocampista gialloblu: “Di questi anni bisogna abituarsi ad inizi un po' complicati, non dico solo per il Parma, bensì per tutte le squadre: con il mercato ancora aperto a inizio campionato, le compagini sono ancora un cantiere. L'avvio del Parma è stato un po' difficile, ma per fortuna è arrivata la vittoria contro il Genoa che ci ha sollevato da un momento, speriamo passeggero, di crisi di risultati e di identità. Il mister ha provato all'inizio a dare alla squadra una nuova forma, ma alla fine, con le caratteristiche dei giocatori che ha, credo che abbia fatto bene a tornare alle certezze dell'anno scorso, cambiando qualche interprete ma basandosi sui giocatori centrali della rosa. Nelle ultime partite abbiamo rischiato meno, un po' come ai vecchi tempi. Secondo me la strada da percorrere adesso, in attesa dei rientri di Bernabé e Nicolussi Caviglia, è questa”.
Le trattative hanno influenzato il lavoro dell’allenatore. Cosa pensa del mercato gialloblu?
“Bisogna chiedere al mister e al DS Cherubini quali sono state le dinamiche di mercato: se sono stati raggiunti gli obiettivi, se le idee erano altre e non si è riusciti a raggiungere determinati giocatori… Dovremmo chiederlo a loro. Bisogna guardare la realtà con quello che è la rosa attuale. Credo che il mister abbia fatto di necessità virtù e di conseguenza, avendo giocatori con certe caratteristiche, sia tornato al sistema precedente. Si dice di non cambiare mai la strada vecchia per la nuova… E anche volendo non ci sono gli elementi necessari, perché un giocatore tecnico non può improvvisarsi agonistico tutto in un colpo e viceversa. Purtroppo giocar bene e fare risultati in Serie A, e in tutto il mondo, è difficile. In Italia abbiamo qualche caso isolato, vedi Como e qualche altra squadra delle più forti, ma ci sono giocatori di spessore e di qualità. Il Parma deve salvarsi e lo deve fare attraverso l'abnegazione e il sacrificio, cosa che ha dimostrato da quando c'era Chivu e per tutto l'anno scorso: questa è la strada che sta ripercorrendo Cuesta con gli elementi che ha a disposizione”.
Rimanendo sul mercato, ci sono state tre cessioni più grandi, Pellegrino, Cercati e Suzuki. Secondo lei, quale si farà sentire di più o si è fatta sentire di più fino a questo momento?
“Adesso è ancora presto per trarre un bilancio. Viste le qualità di Romero, forse l’assenza di Pellegrino è quella che potremo sentire di meno, nonostante Pellegrino abbia cominciato discretamente bene a Firenze. Corvi sta rimpiazzando Suzuki in maniera egregia come ha fatto l'anno scorso. Quindi può darsi che alla fine sia l’assenza di Circati quella che può pesare di più, ma ne parleremo un po' più avanti”.
Possiamo dire che tra gli acquisti quello che ha convinto di più è Romero?
“Sicuramente lui e anche Lontani. Per Romero il Parma ha speso dei soldi, ha investito: è un giocatore che ha delle qualità e le ha messe subito in mostra. Lontani è questo ragazzo che viene dalla Primavera del Milan e ha sorpreso un po' tutti. È un giocatore tecnico che può fare il centrocampista, l’attaccante, l'esterno e anche la seconda punta. È un giocatore che al Parma serve e può dare quel qualcosa in più. Io credo che tra gli acquisti siano questi due giocatori quelli che abbiano dimostrato di più in questo inizio di campionato”.
Nelle ultime due partite, Cuesta sembra essere passato o comunque intenzionato a passare al 3-4-2-1. È una scelta che la convince?
“La base è di rimanere con una difesa a tre per permettere poi a Valeri di esprimersi meglio, mentre a destra si possono alternare Delprato e Britschgi a seconda delle partite. Per quel che riguarda il discorso offensivo, si è visto che Lontani fa da collante, non da trequartista come faceva Strefezza ma proprio da interno sinistro e Touré invece è a supporto di Romero, però staziona più sul centrodestra. Quindi chiamiamolo 3-4-2-1, rispetto al 3-5-2 della passata stagione dove le due punte svariavano un po' di più”.
Dopo la sosta dove il Parma avrà tre trasferte molto difficili contro Inter, Lazio e Atalanta mentre in casa giocherà partite sulla carta più alla portata come Torino, Udinese e Bologna. Queste ultime potrebbero essere un buon banco di prova per aumentare il bottino per la salvezza?
“Parliamo sempre sulla carta. Le caratteristiche di questa squadra sono note a tutti: con le squadre di alta classifica ci esprimiamo meglio basandoci sulle ripartenze. È difficile fare punti ma non è detto che non li facciamo. Sono più insidiose le partite contro quelle squadre che sono alla nostra portata, ma l'aspetto fondamentale sono sempre i tre punti. Anche se, ad esempio, è stato importante in quel momento non perdere con il Monza, che se paragonato al Genoa aveva fatto una gara migliore. Il pubblico di Parma si dovrà abituare a soffrire con questa squadra: saranno partite tirate, magari senza bel gioco, ma con la praticità e la salvezza che saranno al primo posto. Ho molta fiducia nel mister, è una persona intelligente, mi piace l’umiltà con cui si pone. Così come ha fatto l’anno scorso, spero riesca a tirare fuori il meglio da quello che ha a disposizione. Tabelle non ne farei, è prematuro, vediamo dopo la sosta come rientrano i giocatori e se recupera qualche infortunato”.
La redazione di ParmaLive.com ringrazia Marco Giandebiaggi della disponibilità
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