Una Primavera matematica: cambiando generazione il risultato non cambia. Gialloblu ancora imbattuti e primi
Bartolomeo Bassi
Dopo l’incredibile annata dell’anno scorso, molte sono state le interviste e le sensazioni che hanno portato i supporter del Parma a pensare che l’annata vissuta dalla Primavera ducale fosse irripetibile. Insomma, concludere al primo posto in regular season, a parimerito con la Fiorentina poi campione, e con la medaglia d’argento al collo dopo la fase finale il campionato di Primavera 1 da neopromossi sembrava un’impresa fuori da ogni logica, e anche a Noceto la consapevolezza di un possibile ridimensionamento delle aspettative era concreta.
Gli stessi protagonisti del settore giovanile, in varie interviste hanno dichiarato di come l’obiettivo sia quello di crescere giocatori per la Prima Squadra e non di inseguire trofei giovanili, ma i risultati sul campo stanno facendo crescere l’ambizione materiale. Dopo 7 giornate di Primavera 1, il Parma Primavera è (momentaneamente, in attesa del match dell’Inter) primo in classifica, con 15 punti raccolti tra 4 vittorie e 3 pareggi. Un tabellino di marcia invidiabile, soprattutto se si considera che solo Inter, Roma ed Empoli, con un match di meno, sono ancora imbattuti.
Il cambio di generazione, passando dagli esperti e ormai maturi 2006 ai 2007 (senza dimenticare gli addii di altri due ’07 come Drobnic e Plicco) non ha portato a debolezze concrete per il momento, anzi; potremmo dire che per ora la Primavera ha interpretato al meglio la regola matematica della proprietà commutativa, che recita: “cambiando l'ordine degli addendi, il risultato non cambia”. È sicuramente ancora presto e manca ancora un intero campionato, durante il quale il cambio generazionale si farà sentire, ma le basi per fare bene ci sono tutte. A partire dalla solida guida di mister Corrent in panchina e dalla spina dorsale in campo composta da Varali-Diallo.
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