"Ecco perché si deve essere favorevoli alla riammissione del Perugia in B"
L'opinione di Stefano De Francesco. "Perugia è una città da sempre perennemente in guerra con se stessa. Dai Raspanti e Beccherini, le fazioni hanno sempre fatto la nostra storia. Ovviamente piano piano, dagli ammazzamenti si passava a situazioni meno cruente, per confrontarsi e guerreggiare ma questo dividersi in due fazioni opposte e inconciliabili, è parte della nostra storia. I nobili avevano il teatro del Pavone? Quindi la borghesia si costruiva il Morlacchi perché tutto andava diviso. Si andò avanti così per secoli. Gli anni passavano, arrivava il novecento ed il calcio era lo strumento ideale per proseguire la lotta per schieramenti. Le due squadre cittadine, Perugia e Libertas negli anni precedenti alla prima guerra mondiale, non possono fare nemmeno un amichevole, per paura che tutto sfoci in risse e violenze. Passa anche la seconda guerra mondiale e complice il declino del Perugia, nasce la Grifo, la squadra che avrebbe dovuto sostituire la storica società della città. Da lì in poi Mazzettiani e anti mazzettiani, galeoniani e gaucciani ma oggi si sta raggiungendo il massimo che da ragione al grande Lanfranco Ponziani, favorevoli e contrari alla possibile riammissione in Serie B ma in questo caso la contrapposizione è davvero incomprensibile. Permettetemi ma mi iscrivo al partito dei favorevoli alla riammissione e lo faccio perché nella mia vita di perugino, innamorato della squadra della mia città penso di averne viste troppe. Faccio solo qualche esempio per ricordare a chi oggi si sdegna.
Ho visto la nostra squadra passare dalla serie B alla C2 con penalizzazione, senza neppure passare dalla C1 e ho visto squadre come la Fiorentina fare il percorso inverso senza che nessuno si sdegnasse neppure un po’…
Ho visto un popolo di 18mila perugini andare a Foggia, vincere, essere promossi in Serie B e non avere neppure il tempo di riporre sciarpe e bandiere, per essere condannati a ritornare in serie C, per la cessione di un cavallo che per gli accusatori era un campione purosangue, e che invece alla prova dei fatti, si rivelò un brocco che poverino morí mentre correva la sua prima gara dopo la cessione…
Ho visto il Perugia di Gaucci fallire, per pochi milioni, con un parco giocatori di prim’ordine e esclusivamente per un regolamento di conti tra il nostro presidente e i poteri forti del calcio italiano. Penso ai debiti folli della Sampdoria di oggi e mi viene da ridere. In quell’occasione saremmo dovuti andare in Serie A, furono ripescati Treviso ed Ascoli, senza che nessuno si sdegnasse nemmeno un po’…
Sono solo alcuni esempi. Per noi le regole sono sempre state inflessibili, spiace ma deve essere così anche per gli altri.
La Reggina non ha ottemperato i pagamenti in tempo? Cari reggini mi spiace ma non è possibile iscriversi. Mi spiace ma non è responsabilità del Perugia.
Il Lecco non ha fatto la domanda in tempo per un solo giorno? Ci doveva pensare almeno qualche giorno prima, sono tre anni che fa i playoff, senza preoccuparsi minimamente della condizione del proprio impianto. Cari lecchesi mi spiace ma non è possibile iscriversi. Mi spiace ma non è responsabilità del Perugia.
Rassicuro i nostri fratelli frequentatori di club sado masochisti per i quali sarebbe un disonore essere riammessi, badate bene non ripescati, al campionato di serie B, che nessuno farà cortei e festeggiamenti ma in questo caso otterremmo per una volta almeno, soltanto quello che ci spetta.
Un ultima curiosità. Una sola volta ho visto uscire il Perugia vittorioso da un tribunale. Anche allora la Reggina era la nostra avversaria e ci contestava la vittoria a Parma del giugno del 1974, con la quale ci eravamo salvati all’ultima giornata. L’avvocato del Perugia era Dean, papà del mio compagno di banco e ci salvò e per me divenne meglio di Perry Mason.
L’anno dopo ribaltando tutti i pronostici, fummo promossi per la prima volta in serie A.
Con Santopadre non sarà così? Ne sono certo ma stavolta almeno e lo dice uno che non gli ha fatto certo sconti, non è sua responsabilità se gli altri non hanno rispettato le regole".


