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Una nuova proposta di riforma della professione giornalistica presentata dall'Ordine
venerdì 6 ottobre 2023, 14:58News
di Redazione Perugia24.net
per Perugia24.net

Una nuova proposta di riforma della professione giornalistica presentata dall'Ordine

Una proposta di riforma della professione giornalistica "per dare risposte all'oggi e al domani, pensando anche allo scenario nel settore con la continua evoluzione del sistema". Scrive l'Ansa che così il presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli definisce, in conferenza stampa a Montecitorio, la proposta di riforma della professione giornalistica varata all'unanimità dal Consiglio nazionale dell'Ordine lo scorso luglio. Nel documento si individuano i punti principali per una proposta di revisione della legge 69 del 1963. Fra i capisaldi, si propone l'istituzione di una laurea magistrale in giornalismo per l'accesso alla professione; in alternativa sarà richiesta una laurea triennale come requisito per poter partecipare a corsi specialistici controllati e vigilati dall'Ordine. Ai pubblicisti sarà richiesta una laurea di primo livello (triennale) come requisito per l'iscrizione all'albo; sarà inoltre necessaria una dichiarazione di inizio attività per il biennio propedeutico, periodo durante il quale occorrerà seguire un percorso di formazione. Si mira a qualificare come professionista chi da professionista esercita, cioè chi, nel rispetto degli obblighi formativi, esercita o eserciterà attività giornalistica "in modo sistematico, continuativo e prevalente", attività cui va collegata una "regolare e congrua retribuzione". La legge del 1963 contiene "principi importantissimi ma che è necessario aggiornare" sottolinea Bartoli. "La nostra proposta (nata dal lavoro di un anno e mezzo portato avanti dalla Commissione riforma dell'Ordine, presieduta da Riccardo Arena) è presentata in forma di bozza come elemento di rispetto nei confronti del Parlamento. Non portiamo una proposta chiusa, attendendo anche indicazioni e spunti dalle istituzioni". La speranza dell'Odg "è che ci siano esponenti di tutti gruppi parlamentari a firmare unitariamente una proposta di legge". Ciò "consentirebbe al provvedimento un cammino più spedito". Proprio per questo "stiamo avendo una serie di incontri con componenti dei vari gruppi parlamentari, delle commissioni e di altre istituzioni, e stiamo raccogliendo i vari input". C'è stato "anche un incontro con la ministra dell'Università e ricerca per capire in che modo articolare l'introduzione di una laurea quinquennale e triennale in giornalismo". Una riforma, "non può ovviamente risolvere tutti i problemi dell'informazione ma può intervenire ma almeno per una parte". Questa proposta "è innovativa, importante coraggiosa e un buon punto di partenza per quello che deve essere un dialogo del legislatore con tutte le categorie del settore - dice Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura della Camera -. L'impegno della politica verso il giornalismo non deve essere solo teorico ma concreto. La salvaguardia delle industrie editoriali significa anche tutela del pluralismo e dei posti di lavoro". Per Stefania Ascari (m5s), componente della commissione Giustizia di Montecitorio, quella della professione giornalistica "è una riforma necessaria perché legge è del 1963 e necessita aggiornamenti, anche alla luce di internet che ha stravolto ogni aspetto della società, incluso il mercato dell'informazione". Di riforma della professione giornalistica si parla da decenni, come ricorda Nicola Marini, componente della commissione riforma dell'Ordine, ma "stavolta forse possiamo farcela" perché "tutti i giornalisti italiani hanno lanciato un segnale preciso e concreto alla politica, chiedendo una risposta ai nostri problemi. Abbiamo di fronte sfide inimmaginabili ci devono dare gli strumenti adatti per affrontarle, sennò è come andare con il moschetto contro i droni". Per Paola Spadari, segretaria del Consiglio nazionale dell'Odg, "questa è una proposta che introduce elementi di coraggio in un momento in cui la professione è profondamente cambiata. L'obiettivo è tutelare la dignità e l'autonomia di questo lavoro". (ANSA).