Legrottaglie: "Possibile ritorno a giocare ma c'è la necessità di tornare a 'casa'"
Nicola Legrottaglie ieri sui social è tornato ad esprimere il suo disappunto verso il momento di confusione che sta attraversando il calcio attorno alla questione della ripresa degli allenamenti e dei campionati. “Lontano da casa. Perché casa non è un indirizzo, ma lo stato di serenità in cui troviamo rifugio – ha scritto Legrottaglie – . Così come la pace non è necessariamente silenzio, ma, piuttosto, il suono di ciò che amiamo. Per me, addirittura, è l’inquinamento acustico di un bambino che urla “gooool”, dopo aver infranto una finestra col pallone. Perché quel bambino è mio figlio e casa è più lontana della luna, se lui sta in una città in cui non posso andare. All’inizio dell’emergenza, lui e mia moglie erano a Milano e io non ho più potuto raggiungerli, nel rispetto delle regole. Queste regole, però, devono essere uguali per tutti e, possibilmente, ragionevoli. Ora si parla di un possibile ritorno al campionato, con tutte le misure precauzionali e sanitarie necessarie, ma che ancora non tengono conto della necessità di tornare a “casa”. Senza casa non c’è pace. E uno sport praticato in questo stato è solo una partita alla playstation, giocata da esseri umani. Nello sport si mette il cuore, ma se il cuore ha la mascherina soffoca”.


