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Pordenone Calcio: il bivio di Rastelli
lunedì 18 ottobre 2021 08:15In Copertina
di Redazione TuttoPordenone
per Tuttopordenone.com

Pordenone Calcio: il bivio di Rastelli

Dopo Massimo Paci anche Massimo Rastelli entra in ferie forzate. Gli stata fatale la sconfitta (1-3) di sabato contro la Ternana. A fine partita è arrivata la sentenza di Mauro Lovisa. Inattesa per Satanasso? Difficile crederlo. Il tecnico deve aver preso seriamente in considerazione il possibile evolversi della situazione durante la settimana quando ha cominciato a preparare in allenamento la difesa a cinque, ben sapendo che tale schieramento è sempre stato considerato un’autentica eresia da re Mauro e dai suoi fidi. Rastelli deve aver pensato che, visti gli uomini a disposizione, con lo schieramento consueto (4-3-1-2) la squadra non sarebbe mai uscita dal tunnel e avrebbe continuato a incassare gol, già 19 in sette partite prima dei tre subiti con i biancorossi di Lucarelli. Rastelli deve aver pensato che se cose fossero andate bene e il suo Pordenone si fosse dimostrato meno perforabile e magari avesse pure ottenuto la prima vittoria stagionale contro la Ternana nessuno avrebbe potuto dirgli nulla. Sapendo al contempo che se le cose non fossero andate bene (come in effetti è successo) sarebbe arrivata la “liberatoria”. Il rapporto fra dirigenza a stretto contatto della squadra e lo stesso tecnico deve essersi deteriorato strada facendo.

Pordenone non è una piazza uguale alle altre. Lo sanno bene tutti gli allenatori che si sono succeduti sulla panca neroverde durante la gestione Lovisa. In riva al Noncello c’è una dirigenza di tipo famigliare attaccatissima alla squadra, emotivamente coinvolta e dunque incapace di restare metaforicamente fuori dalla porta chiusa degli spogliatoi. Situazione che Rastelli non deve aver mai vissuto con tanta intensità nelle piazze in cui ha lavorato prima di arrivare al De Marchi.

Del resto al vertice del Pordenone c’è un ex bomber che ha vestito con amore la casacca neroverde (anche se a livello di dilettanti) e che si è conquistato l’appellativo di re Mauro proprio in virtù della sua abilità nel cacciare il pallone alle spalle dei portieri avversari: re del gol, promosso a re del popolo neroverde una volta appese le scarpette bullonate al classico chiodo e aver acquisito la maggioranza delle quote della società. Del resto la conferma che i rapporti fra tecnico e società, in primis lo stesso re Mauro, non erano più eccellenti è arrivata dallo stesso Lovisa con le dichiarazioni dopo partita sabato sera quando, dopo aver comunicato l’esonero di Rastelli, ha garantito che il prossimo allenatore lo sceglierà lui stesso, sarà un tecnico che giocherà assolutamente con la difesa a quattro e non considererà insopportabile la sua costante presenza a bordo campo e negli spogliatoi e accettabili i suoi suggerimenti.

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