Palumbo:"A Melfi è come se fossi a casa".
Dalla sua ultima apparizione sulla panchina del Melfi sono passati ormai sei anni, ma la disponibilità di mister Palumbo è quella di sempre così come il suo carattere schivo, lontano dalle luci della ribalta. Chi lo conosce bene sa che il tecnico venosino non ama fare troppe chiacchiere, ma lascia che a parlare per lui siano il campo e i risultati.
Meticoloso e scrupoloso nel suo lavoro, sul terreno dell’Arturo Valerio si muove con la disinvoltura e la sicurezza di chi, quel campo, l’ha calcato tante volte e di chi da quella panchina ha sofferto e gioito, in un turbinio di emozioni che difficilmente si può dimenticare.
E così quando gli è stata prospettata la possibilità di un ritorno nella sua amata Lucania, Palumbo non ha esitato accettando di mettersi nuovamente in gioco. “Qui mi sento a casa – ha confidato il mister sorridendo – Negli ultimi anni il calcio è cambiato molto e anche i valori delle squadre, con la regola degli under che obbligava le società a schierare un cospicuo numero di ragazzi, si sono inevitabilmente abbassati”.
Una regola che, fresca di modifica, prevede l’inserimento di 8 under per squadra e che - questa è la vera novità - è svincolata da qualsiasi discorso legato al minutaggio. Si spiega così l’interessamento dei dirigenti gialloverdi per calciatori esperti in grado di prendere per mano i compagni più giovani che potrebbero peccare di ingenuità ed inesperienza.
Un discorso quello del calciomercato al quale guarda con particolare attenzione mister Palumbo che, confida a breve nell’arrivo di nuovi rinforzi.
“Stiamo lavorando con un organico non soltanto nuovo – ha chiosato il tecnico - ma soprattutto incompleto e questo è sicuramente uno svantaggio per qualunque allenatore che deve dare un’identità alla sua squadra”.
Negli ultimi anni è cambiato anche il ruolo dell’allenatore, sempre più circondato da figure, altrettanto professionali, delegate alla cura di aspetti ben precisi. Rientra in questa logica la collaborazione con Gennaro Delvecchio, suo vice, per il quale ha speso parole di grande stima ed affetto.
“Lui è giovane, ha tanta voglia di fare bene e avendo giocato ai massimi livelli non può che aggiungere ulteriore esperienza al nostro progetto”.
Parole che sintetizzano già un’ottima intesa tra i due che, pur conoscendosi da anni, si ritrovano per la prima volta a lavorare insieme. E dall’entusiasmo che si respira durante gli allenamenti sembra proprio che siano riusciti a trasmettere tutta la loro grinta ai loro ragazzi.


