Dopo Bisceglie il Potenza dovrà tirare fuori gli artigli...
Chi si aspettava, un po’ troppo ottimisticamente, un Potenza competitivo già dalla prima giornata si è dovuto subito ricredere. Il 4 a 0 subìto a Bisceglie ha fatto precipitare rovinosamente la mongolfiera di ottimismo e di entusiasmo che era decollata il giorno della presentazione, anche a seguito di una discreta prova contro il Taranto. Ma, si sa, una cosa è un’amichevole estiva e una cosa è il campionato.
Il risultato, il gioco e lo sfogo di Agovino, dicono chiaramente che il Potenza è fisicamente ancora lontano da uno stato di forma ottimale, così come è lontano dall’essere una squadra organizzata e capace di muoversi in campo in maniera organica e razionale.
In casa rossoblu è cambiato tutto: in due mesi è stata smantellata la squadra ed è la cambiata la proprietà, la dirigenza e lo staff tecnico. La campagna acquisti è stata fatta tra un salto mortale e un gioco di prestigio, riuscendo alla fine a mettere insieme un buon numero di bravi calciatori, ma molti ragazzi sono arrivati da troppo poco tempo per essere in grado di giocare a memoria ed avere una condizione fisica decente da tenere il campo per 90 minuti.
Si è visto chiaramente che nel primo tempo la squadra ha giocato cercando di mantenere il passo degli avversari e il gol è arrivato solo su calcio piazzato, mentre nella ripresa i lucani si sono completamente disintegrati, svaniti sotto i colpi dei pugliesi.
C’è da ricostruire un gruppo e una squadra organizzata e per farlo ci vuole tempo, lavoro, gambe, testa e cuore, rubando le parole a Winston Churchill (che le sottrasse a Garibaldi) … ci vorrà “sangue, fatica, lacrime e sudore”!
P.S.
In verità mi auguro che ci voglia soltanto fatica e sudore, le lacrime e il sangue lasciamole a cose più serie, anche perché rubando di nuovo una frase a Churchill: “Gli italiani perdono le partite di calcio come se fossero guerre e perdono le guerre come se fossero partite di calcio”… facciamo per una volta che le partite di calcio restino solo partite di calcio senza farne un dramma se si esce sconfitti, anche in maniera pesante, da una gara di campionato.


