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IL RUGGITO...
mercoledì 23 settembre 2015, 15:02Primo Piano
di Redazione TuttoPotenza
per Tuttopotenza.com
fonte Franscesco La Regina per Basilicata Sport.it

IL RUGGITO...

L’onore nessuno è in grado di scippartelo, lo si può solo perdere, per incapacità, per disamore, per svogliatezza, per quel pizzico di odio che in particolari occasioni ci porta l’uno contro l’altro. La prima frase di questo pensiero non è la mia ma di Cechov, questo per dare una certezza in più, per cercare in firme illustri un minimo di consolazione.

Non ha perso l’onore Potenza sportiva, magari giocando in questo torneo di onore è davvero difficile parlarne, nessun tifoso può sentirsi umiliato, nessuno ha il diritto di sotterrare la sciarpa bicolore, ma altri si. Altri devono avere il coraggio di uscire dal Viviani, devono recuperare ammesso che ne sia possibile quel tanto di orgoglio e ammettere di non avere numeri e capacità per riprendere l’avventura. Non ha sbagliato solo Agovino, quando si perde si perde tutti, dall’ultimo dei magazzinieri al primo dei fuoriclasse, ma ci eravamo accorti che Agovino viaggiava su lunghezza d’onda anomala, pericolosa.

Non sapremo mai, o forse si ma non oggi, cosa sia effettivamente successo. Sembra quasi che scendano in campo una dozzina di giovani e meno giovani che si odiano, che giocano ognuno per i fatti propri, senza un minimo di intesa, di strizzatina d’occhio. Sembra quasi che stiano insieme più per forza di inerzia che per fare gruppo, insomma sembra che questa squadra sia un bel giocattolo più volte frantumato e riattaccato con una colla nemmeno molto efficiente. No, non è solo Agovino, è tutto l’insieme che non quadra, che non risponde.

E’ noioso registrare spesso, anzi quasi sempre che è stato disposto il silenzio stampa. Non c’è cosa più deleteria, non c’è soluzione peggiore, fra gente che si rispetta, in una qualsiasi realtà sarebbe opportuno dichiarare sempre o comunque la verità, cattiva o buona che sia. Il silenzio non ha mai risolto nulla, anzi ha peggiorato, ha impoverito, ha portato in evidente flessione il grado di credibilità. Caro Agovino, avrei voluto dirti ieri ma non c’è stato modo di farlo, che quando si perde lo si fa con dignità, non c’è nulla di male a perdere, ma non si può pensare di andare via prima del fischio finale di un arbitro, per due motivi, il primo perché il regolamento non lo consente, il secondo perché significherebbe voler prendere le distanze da un dato di fatto che ti coinvolge che tu lo voglia o meno.

Ma ripeto, non è solo colpa di Agovino, nemmeno di cattivi under, la colpa va divisa in parti direttamente proporzionali, in un pollaio quando ci sono troppi galli a cantare difficile che qualcuno si accorga dello spuntare del sole, un solo gallo a decidere, a parlare, ad assumersi le responsabilità, se di galli ce ne sono diversi, o si adeguano o avrebbero il dovere di accomodarsi. Ma io che sono un inguaribile ottimista, io che vedo rosa anche nel buio totale, io che cantavo “U Ptenz è semp nu squadron” anche quando gli altri (come oggi) dileggiavano, sfottevano, vomitavano fiumi di satira, bene io ci credo ancora, stupidità? Illusione? Pragmatismo zero? Forse, ma soprattutto desiderio di riprendermi l’orgoglio di essere potentino.

Da oggi si volta pagina, cambia tutto o quasi, ma l’amore per una maglia non lo si inventa dall’oggi al domani è questione di cultura, di sensibilità, soprattutto di orgoglio. Alla prossima.

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