Semplicemente...Lazic...
Ha 52 anni e affonda le sue radici dall’altra parte dell’Adriatico, in Croazia, ma a Francavilla in Sinni, comune di 4223 abitanti in provincia di Potenza, tutti lo conoscono come il “Ferguson di Cupparo”. E mentre Sir Alex presenta la sua autobiografia dal titolo “Leading”, la storia di Ranko Lazic, 10 anni di fila sulla panchina lucana-dopo Guido Baccani (alla Lazio dal 1906 al 1924) e con Giovanni Trapattoni (con la Juventus dal 1976 al 1986) mai nessuno così longevo in Italia-si tinge di un avvio di campionato a razzo nel girone H di serie D, con 12 punti in 4 partite e il miglior attacco del girone a quota 17 reti.
Numeri da vertigini, per una piazza che da 11 anni conserva la serie D galleggiando tra il 12esimo e il settimo posto, eccezion fatta per uno spareggio playout conquistato contro il Trapani nel 2006. “La mia longevità è merito della fiducia che mi hanno dato sempre i presidenti ed ho sempre cercato di non deluderli. E’ una storia particolare, quella che lega il 52enne croato alla città di San Policarpo: “Sono sempre stato in contatto con il sindaco Franco Cupparo, il cui figlio è il presidente della squadra: quando sono arrivato in città per allenare la squadra ha riempito il paese dei miei manifesti.
Nei momenti difficili mi hanno sempre sostenuto e quando ho avuto offerte importanti da altre società, ho scelto di restare a sostegno di questa causa”. Una vita tra Potenza, dove vive, e il “Fittipaldi” di Francavilla, con dei rifiuti eccellenti alle spalle: “Ho detto di no anche al Potenza, io sono orgoglioso di allenare questa squadra: vivo a Potenza ma mi sento un tifoso del Francavilla ormai. E’ il mio top club”.
Storie di metà classifica, fino all’agosto 2015: in estate il passaggio dal 4-4-2 al 4-3-3, una formazione costruita “in casa”, con il 24enne serbo Bojan Aleksic a far da ariete in avanti, con 4 reti sin qui, e il centrocampista offensivo Nagib Sekkoum, 34enne capocannoniere del torneo con cinque centri. La “manita” rifilata domenica al Manfredonia è già alle spalle, il record di punti condiviso nella categoria con Parma e Venezia, non due nomi irrilevanti per il calcio italiano, è una medaglia al merito: “Abbiamo costruito una formazione giovane con un’intelaiatura esperta: in difesa abbiamo perso un pilastro come Digiorgio e l’abbiamo rimpiazzato con Mannone e Pagano-spiega Lazic-è esploso Aleksic, ci godiamo il ritorno di Sekkoum, l’esperienza di Gasparini e i tanti under che stanno dando il massimo. La ricetta? Volare basso, non montarci la testa e pensare di aver fatto qualcosa di importante.
Giochiamo bene e lavoriamo duro, vogliamo divertirci e divertire”. Domenica si affronta il Fondi, ma una tappa importante Lazic la vivrà anche martedì 29 settembre: “Sosterrò l’esame da allenatore master, devo tanto a Renzo Ulivieri, ha influenzato profondamente la mia idea di calcio”. Chi lo conosce bene, come Pasquale Natale, per 10 anni preparatore atletico del Francavilla, può assicurarlo: Lazic è un professionista che vive di campo, dove trascorre diverse ore durante la giornata, e di libri per migliorare tecniche e tattiche di gioco.
Gli esami non finiscono mai. E chissà che, come l’Alex da cui prende il soprannome, non possa toccare i 27 anni sulla stessa panchina e poi scrivere un libro: “Ferguson è un riferimento per tutti gli allenatori, non scherziamo. Certo, conosco bene la serie D e mia moglie lavora in libreria. Chissà che non possa scrivere una guida della categoria…”.


