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IL RUGGITO...
giovedì 8 ottobre 2015, 13:33Primo Piano
di Redazione TuttoPotenza
per Tuttopotenza.com
fonte Francesco La Regina per Basilicatasport.it

IL RUGGITO...

Cosa potrei aggiungere in più rispetto a tutti i titoli dei giornali, alle opinioni espresse sui social, ai mille commenti che si sono sprecati sul post Potenza-Turris? Sarei banale, ribattere il pensiero dominante o che domina la stragrande maggioranza discussione su questa ultima incredibile, irripetibile e inconabile partita del Potenza, sarebbe come rivedere per la terza volta lo stesso film. .

Potrei elencare una serie di responsabilità che a mio modesto avviso hanno determinato questo altro mezzo fallimento, ma a cosa servirebbe? A chi gioverebbe sapere, anche perché ognuno se ne è fatta opinione, nome e cognome di chi a partire dal trentesimo minuto del primo tempo e fino alla fine sembrava una specie di pappa-molla, una sorta di alieno al suo primo viaggio sul pianeta terra? Brutto risveglio

.

Avevo sognato per una trentina di minuti, tre a zero è risultato che non ammette repliche, partita chiusa come minimo, e invece ti risvegli dal sogno e ti ritrovi a dover commentare l’incommentabile. Pensavo, durante il sogno, che forse si era di fronte ad una svolta decisiva, Simeri mi aveva fatto dimenticare Palumbo, girava tutto alla perfezione, anzi mi stavo quasi convincendo di accarezzare il sogno di un poker, poi d’improvviso il risveglio diventa simile ad un lunedi mattina quando proprio non si ha voglia di carburare. La Turris, che nel recupero ci credeva allo stesso modo di come il sottoscritto crede alla esistenza degli gnomi, la Turris dicevo trova un gol per caso, una specie di regalo di una difesa priva, orfana, monca di un centrale che possa definirsi tale, trova un gol che la scuote, perché no? Si saranno chiesto negli spogliatoi.

Nonostante tutto però, nonostante la beffa finale, che beffa non è ma solo il frutto di una dissennata, inconcludente operazione dal sapore del Harakiri, nonostante tutto dicevo, continuo a pensare che non tutto è da cestinare, che qualcosa lo si è visto, che tornerà a splendere il sole sul Viviani, altrimenti che gusto ci sarebbe? Vero sono un innato ottimista, ma odio giuro odio lasciare nelle gambe altrui l’iniziativa, odio subire, insomma la mia più grande aspirazione è quella di giocarmela alla pari, perché anche perdendo non avrei nulla da rimproverarmi. Ma al Viviani per 55 minuti si è giocata alla dispari, cioè giocavano solo i corallini alla disperata ricerca dell’impresa impossibile.

E noi? Fra sostituzioni inconcludenti, Catalano perché? E perché non si è pensato a Jeda che sarà pure un lontano ricordo di quello che è stato, ma che ha un nome e un cognome in grado di condizionare l’avversario? Dicevo fra sostituzioni inconcludenti, difensori che pensavano di giocare a tressette invece che a pallone ci siamo fustigati, auto flagellati, e anche un po’ sputtanati. Sul tre a due poi era palpabile si avvertiva che la frittata era praticamente servita, un terzo del Potenza era immobile sulle gambe, frutto di una preparazione atletica che pone più di qualche punto interrogativo, frutto della paura di soccombere, frutto di quel condizionamento psicologico che alla lunga porta al collasso.Collasso è stato senza se e senza ma, anzi ci è andata anche bene, fosse durata di più la partita probabilmente nemmeno del pareggio avremmo potuto discutere, ma tutto questo è già archiviato, fa parte già della storia, il presente si chiama Isola Liri nel basso Lazio, in terra di Sora, ricca di storia e di industrie della Carta, dove ci giocheremo parte o tutta la nostra credibilità, vale la pena provarci si può fare a patto che si vada in campo con le idee chiare, con meno confusione e convinti di giocarsela alla pari. Alla prossima.

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