Il canto del...Gallo...
Negli ultimi dieci anni sono state due le rubriche sportive che ho seguito con particolare attenzione: “fatemi capire” del compianto Cannavò e ”Palazzo di vetro “ di Palombo, entrambi della famiglia del giornale in rosa. Del primo vi parlerò tra pochi giorni mentre per quanto riguarda il secondo (potrei aggiungere scherzosamente che tra pennuti ci si comprende) mi ha sempre colpito la sua rubrica, appunto Palazzo di vetro, attraverso la quale cerca professionalmente di entrare nei meandri della vita e delle opere (!?) dei dirigenti calcistici tendendo ed anelando ad un mondo più trasparente. Gli argomenti trattati sono stati infiniti (calciopoli è da considerare il momento più forte) ed è di pochissime ore fa quello riguardante la Juventus con il suo presidente Andrea Agnelli, la Figc nella figura di Tavecchio ed ovviamente non poteva mancare Luciano Moggi come grimaldello per entrare sempre nella fortezza torinese. D’altronde fu proprio la “Gazzetta” a battezzare “moggiopoli” l’inchiesta del 2006. Sono passati ben nove anni (rispetto ai sei massimi concessi allo Stato per giungere ad un giudizio definitivo) ed ancora si sottolineano, nella lettura delle motivazioni della sentenza della Cassazione pubblicate in settembre, gli aspetti e le parole sensazionali come “associazione”, “ideatore”, “promotore” che sono andate in prescrizione non per colpa degli imputati ma solo perché lo Stato non è stato capace negli anni concessigli dalla legge di concludere in tempi ragionevoli il processo con una sentenza finale (di condanna o di assoluzione). Non mi avventuro da Medico in un campo difficile non mio (voglio però affermare che, mio malgrado, molta cultura al riguardo ho sviluppato in questo periodo infame) ma ho capito alcune cose certe essendo in alcune decisive situazioni anche testimone vivente. Comincio col sottolineare che alla Juventus non sono stati ascritti reati fiscali; che quella squadra era troppo più forte per temere la presenza in campo di Nastase e Petruzzi; che i sorteggi sono stati tutti regolari, che le truffe non sono avvenute, che gli arbitri (tranne uno che ha seguito un iter suo) sono stati tutti assolti e che infine noi della Gea world non eravamo delinquenti mentre certamente erano opportunisti altri attori di questo mondo del calcio ovattato e viziato. Ah, dimenticavo! Alcuni dei risarcimenti richiesti da parti civili sono stati annullati e qualche altro rinviato ad un giudice civile. Sono rimaste ancora intatte le macerie come purtroppo accade sempre in Italia: la serie b alla Juve nel 2006/2007, i danni prodotti quantizzati facilmente e la “lotta continua” tra la federazione e la società torinese per trovare un accordo. A tutto ciò aggiungo, pur sapendo che a tanti non piaceranno queste considerazioni e meditazioni, Luciano Moggi che con forza sovrumana ha lottato in tutte le udienze sostenuto dai suoi avvocati e dalla stima di tanti. Per sentirmi in un palazzo di vetro e non al vetriolo, vorrei capire a questo punto se con la “summa“ degli avvenimenti non si sarebbe dovuto concludere che le macerie ed il numero degli innocenti fossero stati di gran lunga più imponenti delle ipotizzate colpe peraltro prescritte? Vogliamo convincerci una volta per tutte che quando un individuo non viene condannato è da considerare assolto, con o senza prescrizione? E ci vuol tanto a comprendere che lo scudetto del 2005/2006 assegnato all’Inter (con una miriade di punti di differenza in classifica) fu un errore pacchiano e rivelatore di altre verità? Qualche mese ancora e spero che possiate avere il quadro preciso! Quantomeno avrebbero potuto applicare la “revoca” come per il precedente! E nessuno ha capito che quest’ultima decisione “NON SAGGIA” è stata ancora più inquietante rispetto al resto al punto da non far ristabilire tra le società e le tifoserie una riappacificazione senza la quale parlare di sport è un’autentica presa per i fondelli? Come andrà a finire non lo so. In un paese normale si sarebbe già da tempo posta la parola “fine” a questo dramma riconoscendo reati da una parte ed abbagli o congiure (nel mondo del calcio s’intende) dall’altra e che se non fossero scomparsi gli Agnelli (Umberto e Gianni) nessuno mai (e non mi riferisco alla Magistratura che compie fino in fondo il suo dovere) si sarebbe permesso di gettare fango con quella inaudita violenza. So che tanti attendono il mio “libro-romanzo” ma è la società editrice che deciderà il “quando” e vedrete che nel frattempo tanta acqua scorrerà sotto i ponti ed il tentativo italico di cementificare i fiumi potrebbe provocare un’alluvione, conseguenza sempre della rivolta della natura. I primi a cadere saranno le strutture maggiormente indebolite dal delirio d’onnipotenza, altro che trasparenti, ed ovviamente i primi ad andare in frantumi potrebbero essere proprio i “Palazzi di vetro”.


