Verso Campobasso-Potenza, TTP intervista il giornalista molisano Nicola D’Elisiis: "Sfida equilibrata, conteranno i dettagli”
In vista dell’attesissimo doppio confronto tra Campobasso e Potenza, ai microfoni di TuttoPotenza abbiamo intervistato Nicola D’Elisiis, profondo conoscitore del Campobasso e dell’intera Serie C.
Con lui abbiamo analizzato tutti gli aspetti di una sfida che si preannuncia intensa ed equilibrata: dal momento di forma delle due squadre alle possibili scelte tattiche, passando per gli uomini chiave, i duelli che potrebbero indirizzare il match e le sensazioni della vigilia. Un confronto per provare a leggere in anticipo una partita che promette spettacolo, agonismo e grande atmosfera.
Nicola, partiamo dal Campobasso: come giudichi la stagione dei rossoblù, capaci di superare ogni aspettativa chiudendo il campionato al quarto posto nel Girone B?
«Il giudizio sulla stagione del Campobasso non può che essere assolutamente positivo, forse anche oltre le più rosee aspettative. La squadra, infatti, aveva già chiuso il girone d’andata a ridosso della zona playoff, dimostrando di poter recitare un ruolo importante nel campionato.
Nel mercato di gennaio, poi, è stato fatto un intervento importante e molto efficace da parte del direttore sportivo Filipponi, che ha rinforzato la rosa con innesti di qualità. Sono arrivati giocatori importanti come Salines, autore anche del gol qualificazione contro il Pineto, Agazzi a centrocampo, oltre all'innesto sulla corsia sinistra di Olivieri.
Per questo credo che i meriti vadano divisi non solo con la squadra e con l’allenatore, ma anche con il direttore sportivo e con tutto lo staff tecnico, che hanno costruito un percorso davvero importante.»
Quali sono, secondo te, i principali punti di forza e i limiti della squadra di mister Luciano Zauri?
«Uno dei principali punti di forza del Campobasso è sicuramente la compattezza del gruppo, sia dentro che fuori dal campo. Parliamo di una squadra molto unita, composta da calciatori che si cercano, si aiutano e si rispettano reciprocamente. Questo spirito di gruppo è stato senza dubbio uno degli elementi chiave della stagione dei rossoblù ed è spesso una delle basi fondamentali per una squadra che vuole ambire a traguardi importanti.
Per quanto riguarda i limiti, invece, credo che il Campobasso debba migliorare nella gestione di alcuni momenti della partita. A volte la squadra si lascia trascinare da episodi di nervosismo che possono compromettere l’equilibrio del match. È successo, ad esempio, nella sfida contro il Pineto, quando dopo il gol del pareggio è arrivata l’espulsione di Di Livio in seguito a una reazione evitabile, ma durante tutta la stagione si sono verificati situazioni simili.
Sono aspetti che, soprattutto in partite playoff così equilibrate e tese, possono fare la differenza. Per questo il Campobasso dovrà essere bravo a mantenere lucidità e controllo nervoso nei momenti più delicati della gara.»
La sfida contro il Pineto è stata molto dispendiosa per i molisani, costretti a inseguire per gran parte della gara e capaci di trovare il gol qualificazione soltanto nei minuti finali. Quanto potrebbe incidere questo aspetto in vista del match contro il Potenza, che invece ha avuto due settimane intere per recuperare energie fisiche e mentali?
“Il calcio non è una scienza esatta. Tanto può incidere a favore del Potenza aver riposato più del Campobasso, quanto può rappresentare un fattore negativo restare fermo così a lungo. Al contrario, il Campobasso arriva da una partita sicuramente dispendiosa, giocata mercoledì scorso contro il Pineto, ma potrebbe anche beneficiare del ritmo gara e dell’entusiasmo maturato con la qualificazione. Sarà comunque un confronto interessante e vivace, tra due squadre che stanno vivendo un momento di grande euforia ed entusiasmo.”
Lo stadio è andato sold out in poche ore e in città cresce l’entusiasmo attorno alla squadra. Come si vive questa attesa a Campobasso e quali sono, a questo punto della stagione, le aspettative della piazza?
“A Campobasso come in molte piazze del Sud basta davvero poco per accendersi, così come basta poco per lasciarsi andare alla delusione. In questo momento, però, si respira un clima positivo: c’è fiducia, c’è speranza da parte della tifoseria di poter arrivare fino in fondo, ma allo stesso tempo anche tanti tifosi sono già soddisfatti del percorso fatto fin qui dal Campobasso.
Poi c’è naturalmente la componente degli ottimisti, quelli che leggono nel gol di Salines contro il Pineto, arrivato nel finale, una sorta di segno del destino, una sliding door che potrebbe riaprire scenari importanti, fino al sogno Serie B che manca da quasi 40 anni.
Passando al Potenza, qual è il tuo giudizio sul campionato disputato dalla formazione lucana? Quali ritieni siano i punti di forza e gli aspetti sui quali la squadra di mister Pietro De Giorgio deve ancora migliorare?
“Se ci si limita esclusivamente al campionato, il giudizio sul Potenza è quello di una stagione fatta di alti e bassi: prestazioni molto convincenti alternate ad alcune sconfitte pesanti e a momenti di calo.
Se invece si allarga lo sguardo all’intera annata, il bilancio non può che essere positivo. Il Potenza ha infatti conquistato la Coppa Italia , il primo trofeo nazionale nella storia del club, un risultato importante che arricchisce la bacheca e dà prestigio alla stagione. Inoltre, questo successo ha permesso alla squadra di accedere direttamente alla fase nazionale dei playoff, evitando i primi due turni del girone che nascondono sempre tante insidie.
Dal punto di vista tecnico, il Potenza di mister Pietro De Giorgio è una squadra dai due volti. Quando funziona, è una formazione molto pericolosa, capace di esprimere un ottimo calcio e di mettere in difficoltà chiunque. Ci sono partite emblematiche in questo senso, come quella contro la Salernitana, in cui la squadra ha mostrato grande organizzazione e qualità.
Dall’altra parte, però, ci sono state anche gare in cui il Potenza è apparso meno brillante, talvolta in difficoltà nella gestione del gioco e messo sotto dagli avversari, come nella sfida contro il Cosenza.
I punti di forza sono sicuramente la qualità offensiva nei momenti di maggiore ispirazione, la capacità di essere aggressivi e intensi, oltre alla consapevolezza acquisita dopo la vittoria del trofeo. Gli aspetti da migliorare riguardano invece la continuità di rendimento e la gestione delle partite, soprattutto nei momenti in cui l’avversario prende il controllo del gioco."
Che tipo di Potenza ti aspetti nella gara d’andata, soprattutto alla luce delle difficoltà che i lucani hanno mostrato nel corso della stagione lontano dal “Viviani”?
“Mi aspetto una gara d’andata piuttosto equilibrata e molto tattica, anche perché si tratta di due squadre che non si conoscono a fondo avendo disputato gironi diversi. Credo che ci sarà un primo quarto d’ora di studio, in cui entrambe cercheranno di prendere le misure all’avversario senza scoprirsi troppo.
Il Potenza lontano dal ‘Viviani’ ha mostrato qualche difficoltà nel corso della stagione, quindi è probabile che l’approccio sia prudente, con l’obiettivo di restare compatto e non concedere troppo. Allo stesso tempo, quando trova spazi, è una squadra che può essere pericolosa.
Nel complesso mi aspetto una partita molto equilibrata, dove i dettagli faranno la differenza. Non credo che la qualificazione si deciderà già nei primi 90 minuti, perché sarà un doppio confronto in cui ogni episodio potrà pesare. Anche per questo, il margine d’errore sarà minimo e sarà fondamentale gestire bene ogni fase della gara.”
A tuo avviso, quale potrà essere la chiave tattica di una sfida che si giocherà nell’arco dei 180 minuti?
“La chiave tattica di una sfida che si giocherà nell’arco dei 180 minuti sarà soprattutto la capacità delle due squadre di gestire i momenti della partita e gli episodi, più che di cercare di chiuderla subito.
Da una parte il Campobasso può contare sull’imprevedibilità e sulla qualità di giocatori come Bifulco e Gala, capaci di accendersi in qualsiasi momento e creare superiorità negli ultimi metri. Dall’altra il Potenza risponde con profili interessanti come D’Auria e Schimmenti, che possono dare ritmo, strappi e soluzioni offensive importanti.
Proprio questi duelli individuali sugli esterni e tra i reparti offensivi potrebbero risultare decisivi. In un confronto così equilibrato, la differenza la faranno probabilmente la gestione delle transizioni, la solidità difensiva nei momenti di sofferenza e la capacità di sfruttare le poche occasioni che si presenteranno.
Sarà quindi una doppia sfida in cui conterà tantissimo l’equilibrio, la lucidità nei momenti chiave e la capacità di restare dentro la partita fino alla fine.”
In chiusura, guardando al quadro generale dei playoff, quale squadra consideri oggi la principale favorita per il salto di categoria?
“Ad oggi è difficile individuare una favorita netta per la promozione, perché i playoff sono sempre un percorso molto imprevedibile, in cui può succedere davvero di tutto e in cui non bisogna mai dare nulla per scontato. Gli esempi di sorprese non mancano: basti pensare alla Vis Pesaro della scorsa stagione, oppure alla Pianese in questa annata, capace di arrivare ai playoff nazionali con grande umiltà, sacrificio e spirito di gruppo.
Detto questo, se devo indicare due squadre che sulla carta possono avere qualcosa in più rispetto alle altre, direi Ascoli e Catania. Sono formazioni che per struttura, esperienza e qualità dell’organico possono partire leggermente avanti, pur sapendo che nei playoff conteranno tantissimo anche la condizione del momento, la solidità mentale e gli episodi.”






