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Tisci: «Godiamoci questo momento, ma senza perdere l’equilibrio»

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Redazione
per Tuttopotenza.com
Oggi alle 01:09Primo Piano
autore Redazione
05.10.2026 01:09Primo Piano
Il tecnico del Potenza dopo il derby con il Picerno: «Non siamo ancora alla perfezione, ma questo gruppo ha qualità tecniche e umane. La forza è nella capacità di reagire e restare sempre dentro la partita»

Il Potenza continua a correre e lo fa con una vittoria che vale molto più dei tre punti. Il derby contro il Picerno ha confermato la forza di una squadra capace di segnare quattro gol, di reagire al ritorno degli avversari e di trovare nuove energie anche nei momenti più complicati.
Al termine della gara, mister Tisci ha scelto di non nascondere la soddisfazione per il momento attraversato dai rossoblù, pur mantenendo quella dose di equilibrio che lo ha accompagnato fin dall'inizio della stagione.
«Non voglio spegnere questo entusiasmo – ha spiegato il tecnico –. Credo che anche voi dobbiate godervi questi momenti. Nel calcio siamo dentro una lavatrice e quando la centrifuga gira può succedere di tutto. In questo momento siamo dentro quella centrifuga e vogliamo rimanerci».
Il riferimento è al percorso costruito dal Potenza, arrivato alla terza vittoria consecutiva e ancora una volta capace di realizzare quattro reti. Un rendimento che ha riportato entusiasmo anche sugli spalti.
«Sono contento per questa gente e per chi oggi ha premiato e dato fiducia a questi ragazzi. Prima della partita ho detto alla squadra di pensare a uno stadio pieno dopo sette giornate. Questo deve renderli orgogliosi. La gente è venuta a vedere come siamo arrivati a questa classifica: una squadra che lotta, corre, prova a divertire, soffre ma rimane sempre dentro la partita e non molla mai».

La reazione dopo il 2-2
Il passaggio più significativo della gara, secondo Tisci, è stato proprio quello successivo al pareggio del Picerno. Dopo aver dominato buona parte del primo tempo e aver costruito il doppio vantaggio, il Potenza ha subito la rimonta degli ospiti, senza però perdere la propria identità.
«Dopo il 2-2 c'è stato un momento umano, perché l'inerzia si sposta. I ragazzi hanno forse lasciato un po' il pallino agli avversari, ma non hanno abbassato la testa. Hanno avuto il coraggio di ripartire».
Il tecnico sottolinea anche la costruzione del terzo gol, nata proprio da una situazione che testimonia il lavoro quotidiano della squadra: «L'azione parte da Cucchietti, con una costruzione dal basso fatta bene, e arriviamo fino all'area avversaria conquistando il rigore. Sono tante le cose positive che mi tengo, anche se ce ne sono altre su cui dobbiamo ancora lavorare».

Cucchietti, l'errore e la forza del gruppo
Tra gli argomenti affrontati in conferenza anche l'errore di Cucchietti, protagonista di un episodio sfortunato dopo quello già avvenuto contro la Cavese.
Tisci non ha dubbi sulla risposta che il gruppo deve dare in queste situazioni: «Il portiere è il giocatore al quale l'errore viene sottolineato maggiormente, perché spesso porta direttamente al gol. Ma Cucchietti lavora bene durante la settimana e ha l'esperienza necessaria per superare questo momento».
La risposta più importante, però, è arrivata dai compagni.
«Dopo il gol tutti si sono rivolti a lui. Gli hanno detto che quel gol era anche per lui. L'ho abbracciato a fine partita. Sono cose che magari non si vedono, ma per me sono fondamentali. Questo significa essere squadra e significa essere gruppo».

«Non siamo alla perfezione»
Il momento positivo non cambia l'approccio dell'allenatore. Anzi, secondo Tisci, proprio adesso è necessario aumentare l'attenzione.
«Il momento che stiamo vivendo deve alzare ancora di più la nostra attenzione. Io sono un martello con i ragazzi e continuo a dire che non possiamo sederci. Dobbiamo lavorare sui dettagli».
Tra gli aspetti sui quali il Potenza sta crescendo c'è anche quello relativo alle palle inattive, un fondamentale sul quale lo staff lavora da tempo.
«Da quando sono arrivato spingo molto sulle palle inattive, sia a favore sia contro. I ragazzi stanno lavorando benissimo e oggi abbiamo raccolto i frutti di questo lavoro con il gol di Iacono».
Per Tisci, la differenza la fa anche l'atteggiamento quotidiano: «A fine allenamento vedo giocatori che fanno fatica ad andare via dal campo e che chiedono di lavorare ancora su qualcosa di specifico. Questo mi dà grande soddisfazione».

I leader e la forza dello spogliatoio
Un altro elemento sottolineato dal tecnico è la presenza di diversi giocatori capaci di trascinare il gruppo.
«In ogni squadra ci sono giocatori con caratteristiche trainanti. Il leader e il capitano sono due figure diverse. Quest'anno ho lasciato che fossero loro a scegliere il capitano perché in questo gruppo ci sono diversi giocatori con caratteristiche importanti».
Secondo Tisci, sono almeno sei o sette gli elementi capaci di trasmettere qualcosa in più durante gli allenamenti e le partite. Un atteggiamento che coinvolge anche chi trova meno spazio.
«I giovani li seguono, così come quelli che giocano meno continuano a spingere in allenamento. Questo permette di mantenere sempre alto il livello».

La gestione della gara dopo l'espulsione
La parte finale del derby ha richiesto un atteggiamento completamente diverso. Con un uomo in meno, il Potenza ha dovuto abbassarsi e difendere il risultato.
«I venti minuti finali me li tengo stretti. I ragazzi sono entrati con l'atteggiamento giusto. Ci siamo messi con il 4-4-1, che era l'unica soluzione possibile per togliere ampiezza e dare compattezza alla squadra».
Tisci ha apprezzato soprattutto la capacità della squadra di soffrire senza perdere organizzazione: «Non credo abbiamo concesso grandi situazioni. Ci hanno messo lì, ma abbiamo difeso bene. Il modo in cui i ragazzi festeggiavano quando la palla usciva o quando veniva sventato un pericolo è un segnale importante».

Le scelte di formazione e il caso De Marco
Tisci ha poi spiegato alcune delle scelte iniziali, a partire da Bura, preferito a Staver.
«Scelgo in base alle caratteristiche della partita e dell'avversario. In questo momento ho la fortuna di avere tanti giocatori che stanno bene e devo cercare di scegliere il meglio possibile per iniziare e finire la gara».
Una logica che vale anche per Ghisolfi e Castorani: «Non ho utilizzato Ghisolfi perché aveva fatto doppietta a Barletta. Nel dubbio c'erano lui e Castorani e, se Castorani fosse stato al cento per cento, probabilmente sarebbe partito lui. Devo scegliere in base a ciò che ho a disposizione e alle caratteristiche dell'avversario».
Più severo il giudizio sull'espulsione di De Marco: «Mi sono arrabbiato perché è un episodio che poteva essere evitato. Lui continuava a dirmi di non aver fatto nulla, ma il regolamento parla chiaro. Non devi cadere in queste situazioni, perché penalizzi la squadra e penalizzi anche te stesso».

Il caso Petrungaro e l'importanza dei dettagli
Tisci ha poi analizzato un episodio apparentemente marginale ma, secondo lui, significativo. Il recupero di Petrungaro nell'azione che ha portato al primo gol del Picerno.
«Ha fatto un recupero straordinario, ma dopo aver recuperato la palla, quando il pubblico aveva iniziato ad applaudire, doveva semplicemente metterla fuori e chiudere l'azione. Invece ha rimesso la palla dentro, ingenuamente».
Un errore di lettura che il tecnico inserisce nel percorso di crescita del giocatore: «Nel calcio ci sono zone diverse. Nella zona verde devono essere liberi di esprimere il talento, di puntare l'uomo e fare la differenza. Nella zona rossa, invece, bisogna ragionare con maggiore attenzione».
Tisci, però, ha voluto sottolineare soprattutto la reazione dei compagni: «Quello che hanno fatto i ragazzi nei confronti di Petrungaro dimostra la grande stima che c'è all'interno del gruppo. È una cosa molto bella per il futuro».

«Oggi non manca nulla»
La domanda finale riguarda il possibile salto di qualità e ciò che potrebbe ancora servire a questo Potenza.
La risposta di Tisci è netta: «Oggi faccio fatica a dire cosa possa mancare a questo gruppo».
Il tecnico rivendica il lavoro svolto insieme alla società e ai direttori per costruire una rosa con precise caratteristiche tecniche e umane.
«Abbiamo cercato di costruire un gruppo che avesse le caratteristiche morali e tecniche per fare un certo tipo di percorso e un certo tipo di calcio. Oggi devo essere sincero: faccio fatica a dire cosa possa mancare».
E anche pensando al futuro, Tisci invita alla prudenza: «Prima di mettere qualsiasi cosa all'interno di questo gruppo ci penserò veramente tanto. Chi eventualmente arriverà dovrà stare attento a come entrare, perché questo è un gruppo che sarà disposto ad accettare chi potrà arrivare, ma sarà anche difficile trovare qualcuno che possa inserirsi».
La conclusione è una fotografia dello spogliatoio costruito in questi mesi: «Oggi non manca nulla, sotto tutti i punti di vista. Ci sono giocatori che hanno ancora poco minutaggio, ma sono certo che torneranno utili. Ricordatevi queste parole».
Il Potenza, dunque, si gode il momento. Ma Tisci non sembra intenzionato a lasciarsi trascinare dall'entusiasmo. La strada indicata dal tecnico è chiara: continuare a lavorare, migliorare i dettagli e mantenere intatta la mentalità che ha permesso alla squadra di reagire anche quando il derby sembrava poter cambiare volto.

per Tuttopotenza.com

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