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tmw / potenza / Primo Piano
Mister Gasperini a muso duro contro i capi ultras del Genoa...
lunedì 18 gennaio 2016, 16:19Primo Piano
di Redazione TuttoPotenza
per Tuttopotenza.com
fonte Ilnapolista.it

Mister Gasperini a muso duro contro i capi ultras del Genoa...

Non era mai capitato. E chissà quando ricapiterà. Un allenatore di calcio che va in tv, fa i nomi dei capi ultras e dice chiaro e tondo che loro godono quando la squadra perde.

È capitato ieri a Genova, sponda rossoblù. Ed è successo grazie a Gian Piero Gasperini da Grugliasco, provincia di Torino. Piemontesità che nella dialettica della polemica i capi della tifoseria organizzata gli rinfacciano. Un modus operandi che noi conosciamo visto che spesso il presidente del Napoli è stato accusato di romanità.

Ma torniamo al Genoa. Ieri in curva Nord è comparso unostriscione (anche qui nulla di nuovo nemmeno per noi): “Il vostro progetto è inesistente, fuori dal cazzo allenatore e presidente”. Lui, Gasperini, ha risposto così, senza peli sulla lingua: «Lo striscione? Ai tifosi risponderò più avanti. Ma posso dire che ho un concetto dei tifosi del Genoa molto più alto che di Leopizzi o Cobra o Traverso (i nomi dei capi, ndr). Credo che la gradinata sia una cosa migliore. Quando ho visto questi, mi sono venuti in mente Criscito o le magliette di Sculli. Spesso questi vengono identificati con i tifosi del Genoa, io li identifico in altro modo, non con queste persone con cui ho avuto problemi. Quindi mi defilo e mi dispiace che a queste persone sia data visibilità. Io quando il Genoa perde sto molto male, invece quando il Genoa perde c’è gente che diventa protagonista e sta molto bene, acquisisce spazio su giornali e tv. Ho un concetto completamente diverso dei tifosi del Genoa e anche un rispetto del tutto diverso».

Va al cuore del problema Gasperini da Grugliasco, un uomo di calcio che in passato affascinò pure De Laurentiis. Anche se Aurelio lo tenne in una stanza col solo intento di indurre Mazzarri a firmare il rinnovo del contratto. La situazione a Genova è tesa da un po’. La scena dei calciatori costretti a togliersi le magliette durante Genoa-Siena resta una delle più tristi del calcio italiano degli ultimi tempi. Era l’aprile del 2012. Gasperini non c’era, aveva da poco rescisso il suo contratto col Palermo. Uno strano destino il suo, lontano da Genova non ci sa stare. Finì triturato da Moratti prima e da Zamparini poi. Per poi tornare. Laddove aveva stupito e divertito (e anche vinto, compatibilmente) col suo 3-4-3.

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