Accadde Oggi...quando lo spareggio L'Aquila-Avigliano da festa si trasformo' in tragedia...
Nel campionato di serie D 78/78 L’Aquila riesce a giocarsela fino all’ultimo con la squadra che poi risulterà vincitrice del girone E di Serie D, lo Squinzano, terminando il campionato al secondo posto in classifica a quota 45 punti, ad un solo punto dalla capolista salentina con 46 punti, e a pari merito con l’Avigliano.La squadra granata sognava da occhi aperti il professionismo ma vi era da giocare lo spareggio con gli abruzzesi ed una intera comunità in quei giorni si stringeva intorno al club potentino
Domenica 3 Giugno 1979 è un giorno importante per il calcio aquilano per i tifosi rossoblù e quelli granata, infatti L’Aquila Calcio dopo dieci lunghi anni ha la possibilità di ritornare in Serie C, ora chiamata Serie C2, giocandosi lo spareggio promozione, in gara unica sul neutro di Cassino, proprio contro i lucani dell’Avigliano. È un esodo di tifosi aquilani che, in ben 7.000, partono dal capoluogo abruzzese, con mezzi propri e pullman organizzati, per recarsi in quel di Cassino nel quale si terrà la partita che potrebbe aggiungere un altro importante pezzo nel mosaico della storia rossoblù. Durante il viaggio, attraversando la città di Sulmona, purtroppo si verificherà un fuori programma che nessuno poteva prevedere. Alle ore 10 circa, all’ingresso in Piazza Garibaldi della cittadina peligna, durante il passaggio del pullman sotto uno degli archi dell’acquedotto medievale quattro tifosi rossoblù, sporgendosi dal finestrino e con la visuale coperta da sciarpe e bandiere, rimangono schiacciati tra uno dei pilastri dell’acquedotto e il mezzo che li stava trasportando, tramutando una festa di sport in un’inaspettata tragedia; tre ragazzi perdono la vita sul colpo, mentre il quarto morirà qualche giorno più tardi. I quattro tifosi sono: Paolo Centi, Maurizio Climastone, Carlo Dionisi e Carlo Risdonne. Un giorno nefasto per i colori rossoblù e la comunità aquilana in generale, con la partita e la conseguente vittoria che passeranno inevitabilmente in secondo piano; tant’è che nei giorni successivi alla gara non verrà effettuato nessun tipo di festeggiamento, con la deposizione di alcuni mazzi di fiori sotto i portici.
Carlo, Paolo, Maurizio e Carlo, erano dei normalissimi e semplicissimi ragazzi adolescenti, tra i 15 e i 18 anni, a cui piaceva stare insieme agli amici e divertirsi, come qualsiasi giovane della loro età, avendo tanta voglia di vivere e una grande passione tinta di rosso e blu chiamata L’Aquila Calcio, che seguivano in casa e in trasferta e che non li ha mai abbandonati.
Ancora oggi, dopo 37 anni, il ricordo dei quattro ragazzi è rimasto indelebile, anzi, si ravviva sempre di più ogni anno che passa ed oggi è più vivo che mai; dimostrazione sono le continue commemorazioni e dediche da parte dei tantissimi tifosi aquilani, e non solo, che nel settore dei distinti dello stadio “T. Fattori” hanno voluto ricordare questi ragazzi con una statua ed una targa, il quale recita: “In memoria di: Maurizio Climastone 18 anni; Paolo Centi 16 anni; Carlo Dionisi 15 anni; Carlo Risdonne 15 anni. 3/6/1979 Sono e saranno sempre fra noi e il loro sorriso sarà per noi tutti incitamento alla vittoria – I tifosi rosso-blu”. Altro esempio di ricordo è stato dato ancora una volta dalla Curva Sud de L’Aquila, dedicando ai quattro tifosi una strada nella zona di Sant’Elia ribattezzata, Via “3 Giugno 1979”; mentre, un’altra targa è posta a Sulmona proprio su una parete dell’acquedotto medievale, che recita: “Maurizio Climastone 18 anni; Paolo Centi 16 anni; Carlo Dionisi 15 anni; Carlo Risdonne 15 anni. Un tragico incidente spense il tripudio della loro giovinezza sotto gli archi dell’acquedotto medioevale di Sulmona il 3 Giugno 1979. Seguivano in festa la squadra di calcio dell’Aquila diretta a Cassino per una vittoria che essi non videro. La morte invidiosa percorse i corpi teneri ma voi vivete ancora nel gemito implacabile dei nostri cuori”.
Tutt’oggi i quattro cuori rossoblù sono ancora presenti tra i gradoni della Sud e non hanno smesso di battere neanche per un secondo, accompagnando con la voce e con le mani ogni emozione della loro passione, del loro immenso amore tinto di rossoblù. Un amore che rimarrà immortale nel tempo.L'Avigliano per due a zero e addio sogni di gloria...ma per tutti in quel giorno di quasi 40 anni fa il calcio passo' in secondo piano davanto a delle tragiche ed inaccettabili morti...


