Per la Paganese domani giornata da "dentro o fuori"...
L’incubo tributi pregressi ha scalfito anche l’estate 2016 del presidente Raffaele Trapani, come quella del 2015, che si risolse a favore della Paganese solo a inizio agosto dinanzi al Collegio di garanzia del Coni a Roma. Nulla faceva presagire dopo lo scampato pericolo che la società, a distanza di un anno, fosse ancora impelagata nella controversia battaglia con l’Agenzia dell’Entrate e di un rateizzo, non concesso in prima battuta, e sinora alla ricerca di un avvio. In un clima di assoluta reticenza, la società s’è trincerata nel più assordante silenzio cercando di trovare il capo e la soluzione di un problema che sta appesantendo e bloccando la macchina tecnica e organizzativa. Domani è il giorno della verità – il 14 quello preventivato per l’inizio del ritiro di San Gregorio Magno – in cui la Covisoc dopo aver vagliato tutte le domande d’iscrizione pervenute sul suo tavolo, alla mezzanotte del 30 giugno, indicherà quali sono idonee, avendo rispettato tutti gli adempimenti (in primis fideiussione), e quali risultino incomplete. Per le società che avranno lacune da colmare ci sarà tempo sino al 15 luglio per presentare ricorso e provvedere a sanare la propria posizione entro il 19 quando il Consiglio federale emetterà la sentenza. Capire lo stato d’animo della dirigenza azzurrostellata è difficile.
Le sensazioni positive si alternano, a secondo dell’evoluzione che si registrano durante i vari incontri con commercialisti e avvocati che seguono la vicenda, a quelle negative. La speranza però, come si dice in questi casi, è l’ultima a morire.


