La vittoria di Pirozzi... è targata Esposito....
Nell'euforia generata dall'inaspettato successo dei rossoblu al "Miramare" di Manfredonia è partita la gara tra chi vuole arrogarsi la paternità del successo sui delfini ionici, d'altronde la vittoria ha molti padri e la sconfitta è orfana. Ma il reale successo di quanto fatto dal leone rampante contro la formazione di mister Vadacca va attribuito, soprattutto, a mister Raffaele Esposito. Non ce ne voglia Pirozzi, ma è chiaro che il trainer ebolitano non abbia potuto di certo fare miracoli in quattro giorni di lavoro, caratterizzati, tra l'altro, dai tanti dubbi del neo tecnico rossoblu nel rimanere in sella alla panchina del Potenza. Dunque la chiave della vittoria in riva all'Adriatico è da associare, per la maggior parte, al lavoro di Esposito. Non è di certo una novità la comprensione esternata dalla nostra redazione nei confronti del promettente tecnico, che si trovava a dirigere un ritiro estivo con 7 calciatori, dei quali, la maggior parte, minacciava di abbandonare quotidianamente il sodalizio di Viale Marconi. Ma nonostante il numero esiguo di atleti e la miriade di difficoltà logistiche ed organizzative, il giovane Esposito, 37 anni, è riuscito a fungere da collante tra le parti e ad ovattare la squadra dal clima ostile che aleggiava intorno al Potenza. Nel silenzio, l'uomo solo al comando, è riuscito ad imprimere una chiara identità alla squadra, emersa anche nella gara di Coppa Italia contro il Picerno. Quando i rossoblu si resero protagonisti di una prestazione che aveva rincuorato i tanti tifosi delusi e scoraggiati dalla lunga lista di gaffe societarie. Che il calcio abbia la memoria corta è un dato di fatto, ma ergersi a chissà quale cattedra di saccenza attribuendo i meriti a Pirozzi o alla società stessa, è disonesto intellettualmente nei confronti di Esposito e dei tifosi. Che queste righe possano fungere allora da cartina tornasole per chi si sia dimenticato già cosa si è mangiato oggi a pranzo e poi pontifica a ruota libera. Promemoria anche per il presidente Vangone che nei ringraziamenti ha omesso di citare l'unico che abbia davvero lavorato in due mesi di disastri societari. Il tutto senza mai, dico mai, rivolgere una parola fuori posto verso la stessa dirigenza. Esposito ha avuto le sue buone ragioni, le stesse citate da Pirozzi in conferenza stampa (clicca qui) e che per poco non hanno spinto anche il secondo allenatore rossoblu a seguire le orme del predecessore, Esposito avrà anche commesso i suoi errori, di chi però vuole correre con le proprie gambe invece di rimanere in maniera anonima all'ombra del suo maestro. Galeotta fu l'amichevole contro l'Ebolitana, ennesima decisione sciagurata della società, che ha poi portato alla decisione irremovibile del tecnico che ha preferito dimettersi per non partecipare alla presa in giro collettiva da parte di V&V, invece di ingoiare rospi e restare ancorato a quella poltrona pur di mantenere la propria posizione, come accaduto in passato a diversi tecnici che hanno fatto capolino dalle parti del Viviani. La parentesi Esposito è chiusa, quella di Pirozzi si è aperta, ma per cortesia restiamo ancorati alla realtà perchè altrimenti tutto perderebbe di valore visto che il calcio non è approssimazione, ma organizzazione... dove nulla viene lasciato al caso e dove i risultati sono il "frutto di un attento lavoro di costruzione di una squadra e dei suoi meccanismi di gioco che necessita di tempi certi e definiti, che non possono essere poche settimane o, addirittura pochi giorni..."... citazione Raffaele Esposito...


