Damiani: "Quello di Potenza è uno scontro diretto da non fallire..."
Agile e scattante in campo, determinato e ambizioso nella vita. Luca Damiani è uno dei valori aggiunti del Città di Ciampino, formazione impegnata nel campionato di serie D che grazie alle giocate dell’esterno offensivo di Roma – zona Boccea-Torrevecchia – sta provando a raggiungere una storica salvezza nel massimo campionato dilettantistico nazionale dopo la promozione raggiunta dall’Eccellenza solo al termine della scorsa stagione. «Siamo ultimi ma con un punto da recuperare per provare a raggiungere almeno i play-out e giocarci lì le nostre chance di salvezza – spiega Luca, classe 1996 sboccato dal settore giovanile della Roma dopo una piccola parentesi sulla sponda laziale -. Domenica andremo a giocare fuori casa contro il Potenza: è uno scontro diretto che speriamo di poter far nostro per accorciare in classifica sulle rivali». La storia calcistica di Luca inizia a soli 5 anni nell’Asd Aurelio, a pochi passi da casa, per poi proseguire con le maglie dell’Urbetevere. «Qui sono stato chiamato dalla Lazio per giocare negli Esordienti – prosegue Luca -: è stato un grande onore anche se io e la mia famiglia siamo di fede rigorosamente giallorossa». L’avventura in biancoceleste dura un solo anno, perché poi a lanciarlo definitivamente è la Roma. «Un sogno poter indossare la maglia della mia squadra del cuore. Ho giocato cinque anni con la Roma durante i quali ho avuto modo di passare dai Giovanissimi Regionali ai Nazionali, poi Allievi e Primavera». Imparando calcio da tecnici del calibro di Vincenzo Montella, Sandro Tovalieri e Alberto De Rossi, fino a guadagnarsi anche diverse convocazioni con le nazionali Under 16 e 17 sotto la guida di Daniele Zoratto. «Montella è stato un allenatore straordinario: l’ho avuto nei Giovanissimi Nazionali e mi ha dato davvero molto pur ~~essendo stato con lui solo pochi mesi, perché poi fu chiamato in prima squadra. Ricordo che a rotazione portava me e alcuni miei compagni di squadra ad allenarsi coi grandi: un’esperienza formativa straordinaria. Rimasi a bocca aperta nel vedere sul mio stesso campo i grandi campioni della prima squadra». L’idolo indiscusso è senza dubbio Francesco Totti. «Da romanista è sin troppo facile, anche se però ho avuto modo di vedere all’opera tanti altri talenti straordinari quali ad esempio Menez e Gervinho. Mentre tra i miei compagni di squadra direi Alessio Romagnoli: si vedeva subito che sarebbe diventato un grande giocatore». Dalla Primavera giallorossa Luca Damiani passa al Pescara, ma un infortunio fastidioso non gli permette di scendere in campo, tant’è che la società abruzzese lo svincola. «Ero ancora in età per scegliere di ripartire da un’altra Primavera, ma ho preferito provare a cimentarmi col calcio dei grandi e della serie D». Nell’estate del 2014 passa al Rieti, squadra con la quale gioca anche la stagione successiva: 38 presenze e 2 gol in un campionato e mezzo prima di scegliere il Flaminia Civita Castellana per ripartire nel dicembre 2015: un gol in 14 apparizioni, mentre da quest’anno è al Città di Ciampino: lo score attuale parla di 25 gare giocate (1696 minuti giocati) e 2 gol. «Il mio obiettivo è quello di dare il massimo, giocare con continuità e aiutare la squadra a raggiungere la salvezza. Siamo in una posizione difficile ma siamo uniti e crediamo di poter tagliare tutti insieme questo traguardo. Per quel che mi riguarda spero che questa esperienza possa rappresentare il trampolino di lancio verso un possibile approdo tra i professionisti. Mi piacerebbe avere in futuro una chance per mettermi alla prova e capire così se la Lega Pro può essere una categoria alla mia portata. Il mio ruolo? ~~Sono partito come centravanti, perché da piccolo ero già più alto rispetto ai miei compagni, poi crescendo sono stato dirottato come esterno. Essendo destro preferisco giocare a sinistra in modo da poter rientrare e calciare più spesso, ma non ci sono problemi sulla posizione in campo: sono a disposizione dell’allenatore e della squadra». Intanto Luca si sta spianando la strada anche al di fuori del rettangolo verde: dopo aver conseguito il diploma in ragioneria è ora iscritto al secondo anno di Scienze Motorie. «I miei genitori mi hanno sempre insegnato che il calcio non era tutto e che nella vita ci sono cose più importanti: sto cercando di costruire qualcosa di importante anche attraverso lo studio. L’istruzione è un valore aggiunto e sono felice di riuscire a conciliare la passione per il calcio con l’impegno universitario. Con la speranza che mi possa permettere un domani di poter restare nel mondo del calcio, anche se non da calciatore».


