Calci in cu...rva...il Potenza finisce la sua marcia in Puglia.
Finisce l’avventura del calcialingo, quest’anno, nel ritrovato campionato di serie D, girone H, nel quale ha militato il Potenza. La finale play-off, per l’accesso alle fasi nazionali dei ripescaggi, ha visto i rossoblu giocare, nuovamente, allo stadio Iacovone. A differenza di un mese fa, questa volta, i potentini sono scesi in campo con un atteggiamento più determinato. A nulla, però, è valso l’aver condotto la gara, per oltre un tempo, con un uomo in più. Il Taranto è stato cinico e fortunato ad avere anche un aiutino che, in caso di partita secca casalinga, non guasta mai. Andiamo con ordine. In tema casalingo, sulla terrazza dell’amico tifoso, si consuma l’ultimo pasto domenicale. Il recluso per calcio ha disposto che, per un giorno, si debba pranzare in contemporanea con il fischio d’inizio. Così, anche le cozze sgusciate e pronte per essere cucinate con i vermicelli in salsa rossoblu, sono costrette a boccheggiare attendendo la giusta cottura tra i fornelli. Quando parte il cronometro i piatti vengono serviti e il rituale della domenica calcistica può avere inizio. C’è prima l’espulsione di mister Giacomarro, sulla quale il calcialingo si scaglia consapevole della grande perdita in campo. Poi, il pantofolaio del calcio si riprende, quando, verso la fine del primo tempo, il Taranto resta in dieci per l’espulsione di Marino, dopo un fallo su Cecconi. C’è poco da gioire, poichè, nella ripresa, malgrado la superiorità numerica, il Potenza non punge e i delfini di casa sono bravi ad approfittarne, con la complicità dell’arbitro Marchetti di Ostia Lido, che assegna un rigore, molto discutibile, ai padroni di casa, per atterramento di Gabrielloni da parte di Schettino. L’amico tifoso schiuma di rabbia e, poi, rifacendo il verso a Caparezza, esplode: “Vieni a giocare in Puglia, Puglia, Puglia…tremulo come una foglia, foglia, foglia… Tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più, vieni a ballare e grattati le palle pure tu”. Insomma, che aggiungere: nulla. Anche perché, il Potenza si rituffa in avanti, con un quattro-due-quattro ancora più sfacciato. Però, Catanese e compagni sprecano molto in fase conclusiva e i padroni di casa ne approfittano per raddoppiare, alla mezz’ora, con Ibojo. Per il Potenza, ora, si fa davvero nera e la sconfitta ha un sapore ancora più negramaro. Nell’ambiente potentino resta la soddisfazione di aver colto, in questo torneo, un obiettivo importante. Un terzo posto più che soddisfacente per una matricola ed essere riusciti a coagulare la tifoseria e la città sul progetto di una squadra competitiva. Considerato ciò che era il Potenza, prima di quest’anno, l’obiettivo centrato non è di poco conto. Complimenti a tutti, il balcone sul Viviani, per questa stagione, si richiude.


