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Binda Gazzetta dello Sport:"La Serie C non puo' ripartire e vanno studiate soluzioni alternative".TUTTOmercatoWEB
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com
lunedì 20 aprile 2020, 18:41Primo Piano
di Redazione TuttoPotenza
per Tuttopotenza.com
fonte ilcalciocalabrese.it

Binda Gazzetta dello Sport:"La Serie C non puo' ripartire e vanno studiate soluzioni alternative".

"La serie A ha la necessità di ripartire per ripristinare i contratti televisivi. La Serie C non ha la possibilità di farlo così velocemente perché il protocollo di tutela sanitaria scritto dalla serie A non è applicabile nemmeno alla serie B, figuriamoci alla C".

Ad affermarlo è Nicola Binda, caporedattore centrale della Gazzetta dello Sport, in Smart working dalla sua residenza in Piemonte.

Il calcio si dimena per cercare una soluzione ma il Coronavirus detta i tempi

"Ci sono mondi diversi tra seria A e C. Mai come in questo momento è ancora più marcata questa differenza. La serie A ha la necessità di ripartire per ripristinare i contratti televisivi che sono la principale fonte di sostegno per le società. Ripartendo così in fretta la serie C non ne ha la possibilità perchè il protocollo di tutela sanitaria scritto dalla massima serie non è applicabile alla serie B, figuriamoci alla C. Se la serie A parte subito e chiude il campionato a giugno o luglio si spera che sia in grado di ripartire a settembre per la prossima stagione. Se avesse potuto aspettare anche fino a novembre gli altri campionati a ruota lo avrebbero potuto seguire. Ma se parte subito, serie B e C devono trovare una soluzione per adeguarsi e mettere la parola fine a questa stagione in corso. La serie A lo può fare sul campo perché sembra avere gli strumenti. La serie C no. Da questa esigenza nasce la proposta del Direttivo della terza serie che ha studiato una soluzione alternativa, originale, discutibile per concludere la stagione senza tornare in campo".

La proposta dei sorteggi lanciata dalla Lega di serie C sta creando polemiche 

"Si fa una polemica un po’ sul nulla - commenta dalla sua postazione di Omegna, sulle rive del lago d’Orta -. È vero, la Lega di serie D perderebbe le nuove retrocessioni dalla C e i ripescaggi sarebbero bloccati, ma questa proposta non è scolpita nel marmo. Intanto, è fatta dal Direttivo neppure compatto, visto che il vicepresidente di Lega non l’ha firmata. E poi, il 4 maggio l’Assemblea dovrà votarla, e se passerà, sarà sottoposta al Consiglio federale che dovrà dire sì o no. La Legapro ha formulato questa proposta ritenendola la migliore ma è già partita zoppa. In Assemblea non so se avrà 59 voti a favore e comunque ci sarà una grande battaglia. Una una soluzione andrà trovata, non si può restare a lungo nel limbo".

In caso di mancata ripresa quale sarebbe la migliore soluzione?

"Annullare i campionati significa prestare il fianco a ricorsi incredibili che la Federcalcio non vuole. Quindi è da escludere. Al tempo stesso c’è un vuoto normativo, ed è comprensibile la difficoltà nel decidere. La soluzione potrebbe essere quella di ripartire quando ci saranno le condizioni di salute anche a settembre, ottobre. Potrebbe accadere che la serie A magari iniziia la stagione 2020/21 e serie B e C dovranno finire ancora la precedente, ma con quali squadre – fa notare Binda -. Il Benevento, ad esempio, potrebbe essere in Seria A ma sarà costretto a giocare il torneo precedente Questa fretta della massima serie è comprensibile, ma mette in difficoltà tutto il resto del calcio. Poi, chissà, potrebbe verificarsi lo scenario che a fine maggio parte la serie A, fine giugno la B, a fine luglio la C. Si completano i campionati e poi si riparte tutti insieme".

Riforma di serie C

"Intanto, ci sarà una selezione naturale perché molte squadre non si iscriveranno ai campionati. Quindi, si avrà un numero ridotto di partecipanti anche per il blocco dei ripescaggi. Nel momento i cui ci si renderà conto che non saranno più 60 le squadre ma molte di meno, allora magari si faranno 2 gironi e non 3. Ma la riforma della C non è solo una questione numerica, ma di sistema. Riguarda aspetti fiscali, lo status dei calciatori, il semi professionismo. Il calcio potrebbe anche chiedere di rivedere la legge Melandri sui diritti Tv, ma qui deve intervenire lo Stato".

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