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Riprende quota l'idea della B2 di cui aveva parlato il presidente Caiata.
giovedì 30 aprile 2020, 19:33Primo Piano
di Redazione TuttoPotenza
per Tuttopotenza.com
fonte catanzarosport24.it

Riprende quota l'idea della B2 di cui aveva parlato il presidente Caiata.

Diciamolo subito, il calcio rischia di impantanarsi a seguito della crisi generata dall’emergenza Coronavirus. Il mondo del pallone italiano è uno dei primi tre settori dell’economia italiana che genera ricchezza (4,7 miliardi all’anno) ma allo stesso tempo porta ad esposizioni finanziarie importanti per le società che gestiscono le squadre di calcio. Soprattutto in serie C, a fronte di spese altissime, gli introiti derivanti da diritti televisivi, sponsor e sussidi della federazione non sono sufficienti a tamponare le spese. Per questi motivi, ogni anno, al termine della stagione agonistica sono tante le società in difficoltà che poi falliscono. Da diverso tempo si chiede alla FIGC una riforma che non arriva. L’ultima in ordine di tempo ha interessato la serie C, con l’eliminazione della C2 e la creazione della C unica a 3 gironi. Dalla serie A alla C giocano 100 squadre di queste 60 solo nella terza serie professionistica italiana ma questa recente rivisitazione del calcio italiano non è bastata. 

Ecco allora, che sarebbe necessario pensare ad una riforma radicale che garantisca, soprattutto, quelle società solide che in serie C hanno fatto grossi investimenti. Società che possono ambire per tradizione, pubblico e capacità finanziarie alla serie B. Una serie C d’elitè, infatti, rischierebbe di peggiorare la situazione visto che alla fine la voce “entrate” sarebbe quasi uguale a quella attuale e, in qualche modo, aumenterebbe le richieste contrattuali dei calciatori. 

E allora ecco che si fa strada l’idea di una serie B a due gironi, magari con una serie A a 18 squadre e due soli gironi di serie C da 18. Già Gabriele Gravina lo scorso mese di ottobre aveva in parte prospettato questa riforma “La mia vecchia idea è: Serie A a 20 squadre, Serie B divisa in B1 e B2, da 18. Al di sotto, una Serie C per semiprofessionisti. La riforma va abbinata alla flessibilità dei contratti: se un club retrocede, gli ingaggi dei giocatori vengono ridimensionati.” Così si esprimeva il Presidente della Figc solo qualche mese fa. E in questi giorni di emergenza Coronavirus questa idea è stata ripresa dall’allenatore della Triestina Carmine Gautieri, dall’ex calciatore del Bari Edgar Cani, dal presidente del Potenza Caiata e dall’ex direttore sportivo della Reggina Gabriele Martino. Si allarga, quindi, il fronte della riforma e potrebbe essere la soluzione per far ripartire il calcio evitando ricorsi e controricorsi in caso di sospensione definitiva dei campionati professionisti e allo stesso porterebbe nuova linfa al mondo del calcio italiano che, soprattutto in questo periodo, ne ha decisamente bisogno. 

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