L'idea della doppia Serie B sembra essere tramontata ma attenzione ad un ritorno di fiamma per la C d'elite
Finalmente domani sapremo. La riunione della Figc detterà le linee della ripartenza, ampiamente anticipate dal governo e dalle leghe, ma alle quali manca il “via” definitivo dal massimo organo calcistico.
C’è parecchia attesa soprattutto per quanto riguarda la serie C, dimenticata sulla scia delle esigenze dei campionati più ricchi, e rimescolata da una serie di scatti in avanti e frenate brusche che hanno reso tutto più incerto. La dichiarata volontà di non giocare delle società, o di alcune di esse, la posizione assolutamente contraria dei medici sui protocolli, si sono scontrate con la ferma volontà della Figc di far ripartire il calcio a tutti i costi. E la C certo non poteva stare in parcheggio.
Cosa succederà? E soprattutto cosa avrebbero detto le società nella assemblea di Lega Pro che era stata convocata urgentemente.
Qualcosa possiamo provare ad anticipare. Le società si aspettano playoff e playout allargate alle prime e alle ultime, per coinvolgere più squadre possibile. Resta però l’incognita su quante società effettivamente sarebbero in grado di giocare, tra presidenti che hanno sospeso gli stipendi e protocolli per alcuni inattuabili. C’è la possibilità che davvero qualcuno non giochi i playoff? In quel caso verrebbe data partita persa e passerebbe il turno l’avversario designato, ma non ci dovrebbero essere ingressi di squadre non aventi diritto.
Poi c’è lo sguardo al futuro. Non sappiamo se già lunedì, ma presto si parlerà della riforma dei campionati a partire dalla stagione ’21-’22. La B a 40 squadre pare essere stata soppiantata dalla C d’élite (a 20?).


