FIGC - Oggi la Federazione avrà il nuovo presidente: Gravina pronto ad entrare in carica
La FIGC avrà oggi il suo nuovo presidente. Sarà Gabriele Gravina il numero uno del calcio italiano, colui che dovrà cancellare gli anni più bui dello sporrt più amato dagli italiani.
A Roma andrà in scena la seconda tornata elettorale in dieci mesi, segni dei tempi, ma sopratutto andrà in scena uan sorta di kermesse con un solo festeggiato, senza altri "commensali", visto che Gravina è l'unico candidato espresso dalle componenti federali.
Ecco il comunicato della Federaclcio, che spiega la composizione dell'Assemblea elettiva:
Si terrà (alle ore 11 in seconda convocazione) presso l’Hotel Hilton Rome Airport di Fiumicino l’Assemblea Elettiva della FIGC, che prevede all’ordine del giorno l’elezione del Presidente Federale per la parte residua del quadriennio 2016/2020 dopo il Commissariamento dei mesi scorsi. Gabriele Gravina, presidente dimissionario della Lega Pro, è il candidato unico
L’Assemblea si compone di 274 delegati in rappresentanza delle società della Lega Nazionale Professionisti Serie A (LNP Serie A, 20), della Lega Nazionale Professionisti Serie B (LNP Serie B, 19), della Lega Italiana Calcio Professionistico (Lega Pro, 58), della Lega Nazionale Dilettanti (LND, 90), degli atleti (52), dei tecnici (26), dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA, 9). Ai fini del calcolo delle maggioranze assembleari, il complesso dei voti spettanti ai delegati è pari a 516 voti. A tal fine, al voto di ciascuno dei delegati è attribuita la seguente ponderazione: delegati LNP Serie A: 3,10; delegati LNP Serie B: 1,36; delegati Lega Pro: 1,51; delegati LND: 1,95; delegati Atleti: 1,98; delegati Tecnici: 1,98; delegati AIA: 1,15.
Le votazioni avranno luogo a scrutinio segreto con strumentazione elettronica: ciascun delegato potrà votare per un solo candidato. L’elezione del presidente federale avviene al primo scrutinio con una maggioranza di tre quarti dei voti validamente espressi dai delegati; al secondo scrutinio con la maggioranza di due terzi dei voti; al terzo scrutinio con la maggioranza dei voti.


