IL FUTURO del CALCIO ITALIANO - Il Governo ci prova: minutaggio giovani anche in A e B
Il minutaggio dei giovani in C ha fatto scuola. Anche la A e la B, almeno secondo l'idea del Goverbo, pronti a sdoganare la norma che ha creato qualche malumore e perplessità, ma cvhe ad oggi permette a molti club, in primis alla Reggina, di prendere un pò di "ossigeno", tradotto fondi molto importanti per portare avanti l'attività.
Gazzetta dello Sport parla della riforma impostata nella Legge di Bilancio:
"Cambia la torta dei diritti tv. Nella bozza shock della legge di Bilancio c’è anche un fronte calcistico. Che non comprende solo il rafforzamento dei controlli sullo stato di salute delle società per evitare altri fallimenti e nuovo caos sul format com’è accaduto nell’ultima estate.
LARGO AI GIOVANI Il provvedimento, peraltro elogiato ieri da Malagò alla fine del lungo e ben più controverso confronto sulla riforma Coni, spacca il 20 per cento destinato al «radicamento sociale». Una voce (che comprende l’audience e la presenza di spettatori) che si riduce per dare spazio a una nuova fonte di erogazione, cioè quella che dipenderà del «minutaggio dei giovani calciatori». Il testo scende nello specifico: «La quota è determinata sulla base dei minuti giocati negli ultimi tre campionati da giocatori cresciuti nei settori giovanili italiani, di età compresa tra i 15 e i 21 anni, e che siano stati tesserati per l’attuale società almeno per tre interi campionati di serie A». Si tratta di una norma «incoraggia vivai» che non riguarda soltanto i giocatori di nazionalità, quanto di «scuola» italiana.
PIU’ DI 60 MILIONI Di che cifra stiamo parlando? Togliendo la mutualità, il monte-diritti tv è superiore al miliardo e 110 milioni. Le risorse attribuite sulla base del minutaggio saranno il 6 per cento di quella cifra, quindi circa 66 milioni, ma nella bozza che circolava fino a ieri mattina si parlava del 10 per cento (e qui si arriverebbe addirittura a 110 milioni). A essere premiate dalla novità potrebbero essere le società tradizionalmente più legate ai vivai, per esempio l’Atalanta. In questo modo la nuova mappa della divisione dei diritti tv prevede il 50 per cento uguale per tutti (l’ultimo governo l’aveva alzata infatti del 10 per cento), il 30 sulla base dei risultati sportivi, il 14 (o il 10) per il radicamento sociale e il 6 (o il 10) in base al «minutaggio» baby.
ARRIVA LA CONSOB Sempre all’interno dell’articolo 48, una specie di omnibus sportivo della bozza della legge di bilancio, c’è poi la parte relativa ai controlli sulle società. Che potranno accedere alla loro quota di diritti tv solo sottoponendo i propri bilanci «alla revisione di una società di revisione iscritta nel registro dei revisori contabili, la quale, limitatamente a tali incarichi, è soggetta alla vigilanza della Consob». Qui bisognerà capire come queste disposizioni, che riguardano i club di A e B, si intrecceranno con ciò che è già previsto nelle norme della Federcalcio.
«BONUS» IMPIANTI Infine il «bonus sport» che prevede un credito di imposta del 65 per cento per l’intervento dei privati nella manutenzione di impianti pubblici o per la realizzazione di nuove strutture".


