CRONACA E COMMENTO/ Pareggio rocambolesco alla prima di Gregucci: al Braglia finisce 3-3
Debutto coi fuochi d’artificio quello di Angelo Gregucci sulla panchina della Reggina. Sicuramente non per festeggiare una nuova era, ma per l’andazzo pirotecnico della gara del “Braglia”, che di certo non ha risparmiato le emozioni. Una Reggina garibaldina – forse fin troppo – che grazie a un’ingenuità di Perna, difensore canarino, si era ritrovata avanti e in superiorità numerica. Ma le falle difensive e le topiche dei singoli sono sempre dietro l’angolo, oggi come ieri. Il Modena si ritrova avanti, e la Reggina solo nel finale acciuffa il pari grazie al colpo di coda di D’Alessandro, che evita la sconfitta al debutto a Gregucci, fissando il risultato sul 3-3.
LA SCELTA DI GREGUCCI – Gregucci vara 3-4-3, non modificando l’assetto della difesa. Il neo tecnico amaranto sceglie Adejo, Emerson e Cosenza nel trio difensivo, davanti al portiere Pietro Marino. Sugli esterni, rispolvera Colombo sulla destra e conferma Rizzato sull’out mancino. In mediana, torna la coppia Rizzo-Nicolas Viola. Nel tridente offensivo, Bonazzoli è la punta centrale, Campagnacci e Ceravolo gli attaccanti esterni. In fase difensiva, comunque, lo schieramento si trasforma in un 5-4-1.
Cuttone risponde con un 4-3-1-2, sfruttando l’estro di Di Gennaro sulla trequarti, e lanciando, in attacco, il neo acquisto Ardemagni, che affianca Stanco.
ARMA A DOPPIO TAGLIO – Aggressività e pressing alto, l’impronta di Gregucci è subito tangibile. Marino scalda i guantoni già dopo tre minuti sul destro volante di Ardemagni, risponde Bonazzoli con una girata alta su invito di Adejo. L’atteggiamento garibaldino degli amaranto si rivela un’arma a doppio taglio: consente sì di recuperare prima il pallone, ma espone anche la squadra a frequenti contropiedi. Su uno di questi la Reggina va sotto (5’): Nardini va al cross, Adejo, nel tentativo di anticipare Ardemagni, insacca nella propria porta. Da centravanti vero, quale era ai suoi esordi il nigeriano. Ancora il difficoltà il difensore colored, che tre minuti dopo si fa recuperare sullo scatto da Stanco, la cui conclusione non sorprende Marino. La gara comunque continua a viaggiare su ritmi di forte intensità. E gli amaranto acciuffano il pari con una perla di Nicolas Viola (13’): Ceravolo serve a rimorchio il regista di Taurianova, che di prima intenzione, con l’esterno del mancino, trova l’incrocio. Non finisce la giornata no di Adejo, costretto a uscire per uno stiramento: entra A.Marino.
Il furore canarino, comunque, è tutt’altro che domo. Sull’ennesimo contropiede, Di Gennaro si beve Emerson e davanti a Marino il suo diagonale si infrange sul palo: sulla ribattuta Ardemagni colpisce con la mano, e l’azione sfuma. Le squadre si affrontano a viso aperto, ma è sempre la Reggina a rischiare: persino un rilancio di Guardalben diventa un pericolo, con Ardemagni che spara alto da ottima posizione. Per gli amaranto, invece, oltre a una fase difensiva che definire fragile è un eufemismo, tanti, troppi errori in fase di impostazione. E anche questa non è una novità… Sul finale del primo tempo, Campagnacci aggancia spalle alla porta un cross di Rizzato, si gira e va al tiro, la palla finisce sull’esterno della rete.
INGENUITA’ DI PERNA – Le cose, comunque, si mettono per il verso giusto per la squadra di Gregucci nella ripresa. È Perna a fare un grosso regalo alla Reggina: su punizione di Emerson, il difensore canarino trattiene Bonazzoli quanto basta per provocare il rigore e farsi espellere. Guardalben intuisce il tiro di Ceravolo, ma la palla passa: amaranto in vantaggio (55’) e in superiorità numerica.
RIMONTA CANARINA – La situazione sembra mettersi male per la squadra di casa, che però dopo appena 5’ trova il pari: lancio di Di Gennaro, Stanco ruba il tempo a Cosenza e trova il diagonale vincente: Marino ci arriva ma la palla, dopo aver carambolato sul palo, si infila in rete. La squadra di Cuttone completa la clamorosa rimonta al 69’: P.Marino combina la frittata facendosi sfuggire la palla su corner, e Carini la butta dentro facile facile.
D’ALESSANDRO IN MISCHIA – Gregucci inserisce D’Alessandro al posto di Colombo e, successivamente, Ragusa al posto di Cosenza, per una Reggina a trazione interiore. Il Modena invece si abbottona con gli ingressi di Diagouraga e Dalla Bona al posto di Ardemagni e Di Gennaro. Quest’ultimo, prima di uscire, colpisce la traversa su punizione. La squadra di Cuttone rimane persino in nove dopo l’espulsione (per somma di ammonizione) di Signori. Il forcing amaranto si rivela comunque poco efficace, sortendo solo un colpo di testa di Ceravolo, sul quale Guardalben non si fa sorprendere. Nonostante tutto, al 93’, D’Alessandro trova il pari in mischia, dopo una conclusione sporca di Rizzo. C’è tempo per assistere all’ennesimo patatrac difensivo, con Stanco che infila in rete, ma l’assistente segnala un fuorigioco dubbio.
«Troppi regali, non mi è piaciuto l’atteggiamento dopo il vantaggio» commenterà Gregucci nel post gara. Sicuramente non si può dire che l’esordio del nuovo tecnico sia stato dei migliori, ma una settimana scarsa di lavoro è davvero troppo poco per giudicare con equilibrio (una componente che probabilmente è mancata quest’oggi). Mentre non possiamo attendere per esprimerci su quelle costanti che vanno al di là della guida tecnica o del risultato contingente. Se già con Breda si diceva che questa squadra necessita di rinforzi, la sostanza non è certo cambiata. Le parole di un uomo di calcio come Franco Iacopino, ex team manager amaranto, compendiano al meglio quanto si vuole dire: «Con la scarsezza che c’è in giro, la Reggina può ambire ai playoff. Certo, con Puggioni e Tedesco questa squadra poteva andare in A direttamente…».


