Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / reggina / Punto di Vista
STASERA, CHE SERA...TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
domenica 22 gennaio 2012, 22:29Punto di Vista
di Paolo Ficara
per Tuttoreggina.com

STASERA, CHE SERA...

Quando si cambia allenatore, è richiesta una svolta. La partita col Padova sembra arrivare apposta per centrare tale obiettivo: proprio quando c’è l’esordio interno di Angelo Gregucci; proprio quando la Reggina è scivolata via, si spera momentaneamente, dalla zona play-off; proprio contro l’avversario che, in caso di vittoria, sarebbe preso come punto di riferimento da inseguire e superare in classifica; proprio quando in organico arriva linfa nuova, nel reparto che più di tutti è stato in difficoltà.

La Reggina sta assumendo una nuova fisionomia. L’organico dei primi cinque mesi, frutto soprattutto di cessioni pianificate ma non attuate tra giugno ed agosto, si presentava con un attacco da far invidia ed una difesa perforabile. Su queste pagine, tra le poche rimostranze che avete letto alla fine del mercato estivo, vi erano le sottolineature sulle cessioni di Camilleri e Giosa, che probabilmente hanno impoverito il reparto arretrato. Di conseguenza, la squadra poteva e doveva esprimere delle notevoli potenzialità offensive. Altresì, doveva rendersi conto che più si rintanava nella propria metà campo, più aumentava le possibilità di buscarle, in virtù di una difesa rivelatasi oggettivamente deboluccia. Chi di dovere ha agito all’esatto opposto, senza rendersi conto che il gol, in qualche maniera, lo si prendeva sempre.

Adesso, la cessione di Missiroli ha privato la Reggina del suo miglior realizzatore. La vena smarrita di Ragusa e quella non ancora ritrovata di Bonazzoli stanno facendo il resto. Di contro, la società è intervenuta con l’acquisto di due difensori. Non due qualunque, ma ragazzi abbastanza esperti nonostante siano sotto i 25 anni, che hanno già dimostrato qualità nelle precedenti stagioni. Dunque, ad oggi l’organico si rivela potenzialmente molto più adatto alla protezione dei primi 20 metri, sapendo di doversi inventare qualcosa per andare a rete.

Dopo i nuovi innesti, e purtroppo anche dopo la rinuncia al giocatore più forte, paradossalmente la Reggina è più predisposta geneticamente a praticare l’idea di calcio, anzi di anticalcio, che evidentemente con Breda non ha dato i suoi frutti. Di sicuro non staremo qui a fare gli esteti: la qualità della Serie B è scadente, privilegiare una difesa attenta può avere i suoi frutti…. se la difesa è effettivamente attenta! Non bisogna poi dimenticarsi che un centravanti come Bonazzoli, a detta di chiunque lo conosca bene dal punto di vista calcistico, dà il meglio di sé quando gli giungono i cross dal fondo. Se non fosse possibile, si potrebbe “sacrificarlo” a malincuore, solo se si arrivasse ad un realizzatore con altre caratteristiche (Piovaccari). Altrimenti sarebbe meglio motivarlo a dovere.

L’argomento mercato, per stavolta, va evitato nei confronti di un ruolo specifico e di due giovanotti. Almeno per un giorno. In settimana quasi tutte le componenti si sono sbizzarrite sul tema portiere: noi giornalisti abbiamo riportato nomi, dichiarazioni e trattative, i dirigenti non hanno fatto mistero di nulla, l’allenatore non è stato tenero nell’evidenziare gli errori di Modena, e di conseguenza la piazza è lì ad attendere un volto nuovo.

Però stasera c’è uno scontro diretto, e chiunque andrà in porta tra Marino e Kovacsik merita rispetto e sostegno. Troppo spesso si criminalizza l’estremo difensore al primo o al secondo errore, senza stare a guardare la carta d’identità. Tutti i portieri inferiori a Buffon commettono almeno due erroracci all’anno, la differenza la fa il numero di interventi decisivi in positivo. I nostri due giovanotti hanno “compensato” soprattutto sui rigori. In particolare Marino non è avvezzo alla parata spettacolare, quella per i fotografi tanto per intenderci, ma tra i pali è efficace. Il pipelet ungherese necessita di giocare con continuità, probabilmente altrove rispetto a Reggio, piazza dal giudizio aristocratico verso i guardiani dei pali.

La classifica deve essere il maggiore stimolo. Un risultato diverso dalla vittoria ammoscerebbe quel barlume di entusiasmo, ricreatosi in virtù delle recenti mosse sul mercato. La Reggina ha il dovere di ricordarsi come si vince uno scontro diretto in casa, impresa che nel 2011 è riuscita solo contro Novara e Pescara.