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CRONACA E COMMENTO/ Il Padova cala il poker. Notte fonda al GranilloTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
martedì 24 gennaio 2012, 01:05Le partite
di Danilo Mancuso
per Tuttoreggina.com

CRONACA E COMMENTO/ Il Padova cala il poker. Notte fonda al Granillo

Finisce 4-1 per i biancoscudati: Ruopolo e Cuffa a segno nel primo tempo, Nicolas Viola accorcia. Nella ripresa il Padova corrobora il vantaggio ancora con Ruopolo e Hallenius. Reggina a -2 dai playoff, Foti contestato

«Prima facciamo i 18 punti per la salvezza, poi penseremo al resto». Parola e musica di un Lillo Foti quanto mai abbacchiato nel post gara. Una frase per condensare gli esiti e gli umori di una serata da dimenticare, dalla quale la Reggina esce forse ridimensionata. Di sicuro, esce fuori dalla zona playoff, dopo una dozzina di giornate e dopo le dichiarate ambizioni di migliorare il sesto posto. Un Padova incerottato e con l’obiettivo di limitare i danni, riesce invece a sottolineare con la matita rossa tutti i limiti di questa Reggina, espugnando il Granillo con un roboante poker, e facendo scoccare la scintilla delle contestazioni tra i tifosi della Sud. «Stanchi di questa società, più rispetto per la nostra città», recitava lo striscione. Ed era solo l’inizio…

L’esito della gara non farà altro che gettare benzina sul fuoco. Il Padova chiarisce subito le intenzioni di fare la partita, la Reggina è accomodante. La squadra amaranto, schierata da Gregucci col 3-5-2, si rende pericolosa al 7’ con un tiro-cross di Rizzato, gli ospiti rispondono con una deviazione sporca di Cuffa su cross di Donati. Al 25’ una conclusione a lato di Campagnacci prova spezzare il predominio (territoriale) dei biancoscudati, che si concretizza due minuti dopo: Renzetti va al traversone, P.Marino lascia passare e Ruopolo in spaccata insacca. Padova in vantaggio e via alle contestazioni, con tanto di petardi. Candussio deve sospendere la gara per tre minuti.

Non cambia il copione, è una Reggina abulica, priva di idee concrete, in balia di un Padova che sicuramente non fa paura, ma controlla agevolmente il match. Al 43’ Drame fa le prove per il raddoppio: finta il tiro col destro mandando a vuoto Rizzo, poi col mancino cerca il palo lontano, la palla esce di un soffio. Difesa ridicolizzata, come due giri di lancette dopo, quando, sul corner di Marcolini, Legati spizza e trova Cuffa solo soletto pronto alla deviazione sotto porta. Prima del rientro negli spogliatoi, però, Nicolas Viola riaccende un barlume di speranza, accorciando il risultato con una pennellata su punizione da oltre 30 metri. Forse non tutto è perduto.

O forse sì. La ripresa acuisce l’illusione. Pelizzoli nega il pari sulla girata di Campagnacci, Ceravolo spara alto sulla scodellata di D’Alessandro. In campo si vede una Reggina più tonica e reattiva e un Padova più dimesso. Ma quella Reggina nel giro di pochi minuti si scioglie come neve al sole. Ad Hallenius basta un cambio di passo per far fuori Cosenza, entrare indisturbato in area e sparare alle stelle. Un campanello d’allarme per la difesa amaranto, puntualmente castigata al 71’: il mago Ruopolo si ferma, prende con calma il cilindro, lo controlla e tira fuori una conclusione chirurgica che si infila all’incrocio, Freddi assiste al numero sorpreso.

E dalla Curva tornano ad alzarsi i cori contro Foti. Gregucci inserisce Ragusa al posto di Rizzo, varando il tridente. Alessio Viola, invece, non fa nemmeno in tempo ad entrare al posto di Campagnacci, che il Padova cala il poker ed archivia la pratica: Hallenius fa un’altra magia all’ancora frastornato Freddi, va via e questa volta prende la mira indovinando il diagonale vincente.

La Reggina ne esce con le ossa rotte, forse più mentalmente che per la classifica. Certo, tra scioperi del tifo, striscioni mal digeriti, petardi, contestazioni, gol sul groppone e obiettivi improvvisamente ridimensionati, “ha da passà a’ nuttata”. Ma i playoff rimangono a portata di mano.