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EMPOLI/ Pillon: «Ancora non capisco l'esonero»TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
giovedì 9 febbraio 2012, 19:00Prossimi avversari
di Simone Vazzana
per Tuttoreggina.com

EMPOLI/ Pillon: «Ancora non capisco l'esonero»

Bepi Pillon compie oggi 56 anni. Il doppio ex di Reggina ed Empoli è stato raggiunto dai colleghi di Radio Sportiva per un'analisi a 360° sulla Serie B. Di seguito, le dichiarazioni del tecnico trevigiano.

PROMOZIONE - «Credo che il Pescara meriti più di tutti di stare in testa, per il calcio che sta esprimendo che non si vede neanche a livello di serie A, e per i giovani che sta lanciando. Poi, ci sono Torino e Sampdoria, che torneranno su, e il Sassuolo, che ha speso molto. Il Verona? Le squadre che arrivano dalla Lega Pro, solitamente sono squadre toste ed organizzate, come già il Novara e il Varese lo scorso anno. Normalmente, quando arrivano in serie B, se si mantiene la stessa intelaiatura, si fa molto bene».

RINVII - «E´ stato un po´ anomalo quello che è successo, quindi è stato difficilissimo organizzare le date per Lega e Federazione. Probabilmente, queste gare serali andrebbero fatte soltanto a fine ed inizio stagione, quando il clima è più mite, anche per favorire l´afflusso dei tifosi. Non è bello per chi gioca e per le società vedere stadi vuoti».

LOTTA SALVEZZA - «L´Ascoli sta facendo benissimo: con tutto quello che è successo, essere ancora lì a lottare è un traguardo incredibile. Bisogna solo fargli i complimenti. Per il resto, è difficile dire: ci sono squadre che sembrano fuori, ma basta infilare un filotto di gare negative e ti ritrovi invischiato. Una situazione ben definita forse si vedrà soltanto verso aprile».

EMPOLI - «Posso parlare solo per quello che ho vissuto nel mio mese e mezzo. Mi sono ritrovato con dieci infortunati, ho avuto difficoltà iniziali, ma la squadra stava cominciando ad esprimersi. Avevamo fatto 7 punti nelle prime tre partite, poi abbiamo perso col Verona e e mi hanno mandato via: ancora mi sto domandando il perché. Mi è spiaciuto molto, perché quando le cose stavano iniziando ad andare bene, mi hanno tolto di mano il giocattolo. Penso di sapere il motivo del mio esonero, ma me lo tengo per me: non mi piacciono le polemiche».

LIVORNO - «Quando sono stato esonerato eravamo sesti in classifica: mi è dispiaciuto molto perché lì si poteva far molto bene, se magari mi avessero anche dato retta su alcune cose a gennaio. Sono due anni che mi sono girate male le cose, ma secondo me non proprio per demerito».