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CRONACA E COMMENTO/ La Reggina non molla l'osso. Battuto anche l'Empoli, batticuore nel finaleTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
sabato 11 febbraio 2012, 18:54Le partite
di Danilo Mancuso
per Tuttoreggina.com

CRONACA E COMMENTO/ La Reggina non molla l'osso. Battuto anche l'Empoli, batticuore nel finale

Seconda vittoria consecutiva per la Reggina di Gregucci, che, dopo il Gubbio, stende anche l’Empoli al Granillo. Gli amaranto fanno le cose per bene per tre quarti del match, rifilando un tris ad un Empoli fino a quel momento non pervenuto. Nel finale, però, subentra un calo psico-fisico, e i padroni di casa si complicano la vita, permettendo ai toscani di sfiorare una rimonta clamorosa. Autonomia dunque limitata per gli amaranto, che appaiono comunque in crescita.

ACUTO DI CAMPAGNACCI – Squadra che vince non si cambia: Gregucci conferma la fiducia all’undici anti-Gubbio. La fase iniziale del match è equilibrata, ma la Reggina passa al 7’: Rizzato arriva al cross dal fondo, Pelagotti in uscita anticipa Bonazzoli ma smanaccia, si oppone al destro di Campagnacci, mentre non può nulla sul successivo mancino dell’ex perugino. A questo punto la Reggina gestisce agevolmente il match, trovando di fronte un Empoli compassato e con le polveri bagnate. Barillà ci prova al 18’ con un sinistro non preciso dalla distanza, due minuti dopo Campagnacci spreca una buona chance in ripartenza, mentre al 27’ una botta di Bonazzoli da fuori area sibila di poco a lato. Gli amaranto sfondano diverse volte sulle fasce, sia dalle parti di Ragusa che di Rizzato, non concretizzando però le chance concesse dalla generosa difesa azzurra.

PRATICA ARCHIVIATA? – Nella ripresa Carboni inserisce Dumitru al posto di Zè Eduardo, con l'intento di dare maggiore verve ai toscani. Ma è la squadra di Gregucci a dimostrarsi più convinta e intenzionata a corroborare il vantaggio. Anche se Rizzo spreca un’ottima occasione, non inquadrando lo specchio lasciato sguarnito da Pelagotti (altra smanacciata non impeccabile). Al 48’ Angella prima e Bonazzoli poi non riescono a deviare un diagonale di Ragusa, che un minuto dopo permette alla Reggina di concretizzare la propria supremazia: servito da Campagnacci, l’ex granata penetra nell'area toscana e viene steso da Regini: Ciampi decreta il rigore, Nicolas Viola non fallisce dal dischetto. Secondo penalty procurato da Ragusa, spesso indomabile sulla corsia destra, come al 57’ quando converge verso il centro entrando in area, ma non riesce a dare al suo mancino forza a sufficienza per battere Pelagotti. Il portiere toscano si oppone anche a una botta potente di Barillà dalla distanza, mentre non può rimediare agli errori dei compagni al 62’: Ceravolo, neo entrato al posto dell’infortunato Campagnacci, su lancio di Nicolas Viola brucia Ficagna e scarica sotto il sette. Tris per gli amaranto, la pratica sembra davvero archiviata.

GRANDE SOFFERENZA – Una prodezza di Tavano, però, permette all’Empoli di accorciare le distanze e di ridestarsi dal torpore: è il 74’ quando l’ex Valencia trova il jolly dalla distanza. Carboni si gioca le sue carte inserendo Mchedlidze e Lazzari per Maccarone e Vinci, mentre Gregucci, dopo l’ingresso di Colombo al posto di Ragusa, sostituisce un Bonazzoli non in perfette condizioni con Alessio Viola. I toscani si svegliano proprio quando il serbatoio della Reggina è a secco. All’83’, una triangolazione empolese libera Mchedlidze sulla destra, il georgiano serve al centro dell’area l’indisturbato Dumitru, che insacca facilmente: 3-2. A questo punto, è inevitabile assistere al forcing toscano, che obbliga la Reggina a stringere i denti. Ceravolo segna ancora su assist di Alessio Viola, ma per la terna arbitrale è in posizione irregolare. Mentre, al 90’, Dumitru sfugge alla marcatura generosa di Freddi, ma la sua girata volante non coglie Zandrini impreparato.

La Reggina porta dunque i tre punti a casa, nonostante un finale al cardiopalma - decisamente da evitare - regalato ai 4167 del Granillo. La vittoria non consente comunque di ridurre il gap dal Varese, che continua nella sua marcia. Ma la Reggina «non molla l’osso». Parola di Gregucci.