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Reggina, a Pescara la vittoria della ripartenza. Ragusa come Possanzini, dejà vù!TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
sabato 25 febbraio 2012, 00:39Punto di Vista
di Danilo Mancuso
per Tuttoreggina.com

Reggina, a Pescara la vittoria della ripartenza. Ragusa come Possanzini, dejà vù!

Serviva la svolta, perché da Pescara passava un treno, direzione playoff. E questa volta, la Reggina non ha mancato l’appuntamento. Con le reti di Bonazzoli nel primo tempo e Ragusa nel secondo gli amaranto hanno espugnato il fortino della terribile Zeman band. Un rotondo 0-2, come in quel 30 maggio ’99 quando la Reggina strappò in quel di Pescara una storica vittoria, viatico della prima promozione in massima serie. Alzi la mano chi, in quel dribbling con cui Ragusa ha eluso l’uscita di Anania, depositando in rete e archiviando la gara, non abbia rivisto le gesta di Possanzini di circa tredici anni fa. La storia si è ripetuta, la Reggina riapre il discorso playoff. A patto che «la straordinarietà diventi normalità».

Lo ha chiesto Gregucci nel post gara, soddisfatto della prima vittoria esterna della sua gestione, la quarta complessivamente ottenuta fin qui. La Reggina fuori dalle mura amiche non vinceva dallo scorso 29 ottobre: era la squadra che a suon di contropiedi violava il Rigamonti ottenendo il quarto successo consecutivo. A quella Reggina Gregucci si è rifatto questa sera, proponendo un 5-3-2 che ha permesso di tarpare le ali al Pescara e di ripartire. Rispetto alla disfatta di Castellammare, la novità principale è la presenza di Castiglia, riesumato da Gregucci. Il cosentino compone la mediana assieme a Nicolas Viola e Barillà, mentre Ragusa torna in attacco, appoggiando Bonazzoli. Confermata invece la difesa, con la sola new entry D’Alessandro (esterno destro di difesa).

TAP-IN –  La Reggina lancia segnali pugnaci nei primi minuti. Ragusa scalda i guantoni di Anania dopo 4', due giri di lancette dopo è Nicolas Viola a provarci dalla distanza, il suo mancino sorvola la traversa. In mezzo ai due tentativi, l’infortunio di Nielsen, che costringe Zeman a bruciare il primo cambio: entra Kone. Il Pescara – come da copione – ci mette comunque poco a prendere in mano il pallino del gioco, ma fatica a “spettinare” la difesa a cinque amaranto. La prima occasione creata dai padroni di casa arriva al 16’, con una conclusione di Immobile da posizione defilata, Zandrini si fa trovare pronto. La Reggina dal canto suo si chiude con ordine, fa muro e poi prova a ripartire. L’applicazione dei calabresi viene premiata al 25’: punizione dal limite per gli amaranto, Rizzato serve Bonazzoli che prova la botta, Anania si rifugia in corner. Dalla bandierina Viola pesca Freddi, sulla cui incocciata la palla sbatte sulla traversa e arriva a Bonazzoli, pronto a ribadire in rete. Terzo gol stagionale per il capitano amaranto. La reazione dei padroni di casa è affidata all’estro di Insigne, che ci prova al 28’ con un destro a giro, non inquadrando lo specchio. La Reggina comunque non soffre molto e si affaccia nell’area avversaria, come al 31’ quando Ragusa sfugge alla difesa abruzzese sull’out mancino e serve Barillà, la cui conclusione è fuori misura. Sei minuti dopo, dopo una buona combinazione nell’area pescarese, la palla arriva a Viola che tenta il tiro al volo: Anania blocca in due tempi. Nella squadra di Zeman i tre tenori non riescono a pungere, anche se il solito Insigne, quando si accende, riesce sempre a rendersi pericoloso: ci vuole un grande Zandrini a negare il gol al furetto campano al 42’. Prima del rientro negli spogliatoi, Kone di testa gira a lato un cross di Cascione dalla sinistra.

CONTROPIEDE – I copioni non cambiano nella ripresa, che si apre con un’occasione per parte. Al 48’ Bonazzoli va al diagonale da fuori area, la palla termina di poco alla sinistra di Anania. Tre minuti dopo, l’occasione più ghiotta per i padroni di casa, con Insigne che innesca Immobile, il quale evita Zandrini ma calcia debolmente a porta sguarnita, permettendo al portiere amaranto la parata. Fiammata a parte, l’impressione che la Zeman band sia in “giornata no” viene ampiamente confermata. Gregucci inserisce Rizzo al posto di Viola, e successivamente Cosenza al posto di un acciaccato Angella, mentre Zeman rileva un asfittico Sansovini, inserendo il baby Caprari. Col Pescara costretto a lasciare spazi, sale in cattedra un Ragusa sciupone, che al 61’ calcia sull’esterno della rete, tre minuti dopo, tutto solo davanti ad Anania, calcia fuori, e finalmente fa centro al 68’: in contropiede, su assist di Rizzato, ubriaca Anania e deposita in rete. Il Pescara incassa il doppio svantaggio e si innervosisce, soprattutto con Immobile: con le polveri bagnate il capocannoniere del torneo cadetto, sostituito con Soddimo. Gregucci si gioca invece l’ultimo cambio inserendo Melara al posto di D’Alessandro. A creare scompiglio nella squadra amaranto, rintanata nella propria metà campo, è ancora una volta Insigne, che all’82’ si beve mezza difesa e cerca il secondo palo, trovando i guantoni di Zandrini. L’ex portiere del Foligno si oppone anche alla girata volante di Kone, blindando la porta.

In tanti finiscono con i crampi tra le fila degli amaranto, che però portano a casa la vittoria e riducono a tre i punti di distacco dal sesto posto (occupato dal Varese). È la vittoria della svolta? Difficile dirlo ora. Sicuramente, però, è la vittoria della ripartenza.