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SQUADRA AVVISATA MEZZA SALVATA: Solo un pari per la Reggina, ma è l'Ascoli a recriminareTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
sabato 3 marzo 2012, 19:04Punto di Vista
di Danilo Mancuso
per Tuttoreggina.com

SQUADRA AVVISATA MEZZA SALVATA: Solo un pari per la Reggina, ma è l'Ascoli a recriminare

L’euforia post Pescara è già un lontano ricordo. Al suo posto c’è l’apatia di una gara col braccino corto in quanto a sussulti ed emozioni. Poco male, visto che l’amarezza già sferzava gli spalti del “Granillo”, e solo la generosità di Gavillucci l’ha allontanata. E dal suo punto di vista fa bene l’auriga Silva a recriminare. Perché era riuscito a imbrigliare la Reggina, anche se il confine tra meriti e demeriti oggi è più che mai sbiadito. Aveva chiuso i varchi e si era ritrovato in vantaggio, toccando con mano la vittoria, una panacea per la lotta alla salvezza. Difficile a quel punto per i padroni di casa fare breccia nel muro bianconero, visto che fino a quel momento per Guarna di grattacapi nemmeno l’ombra. A dare una mano agli amaranto ci ha pensato il direttore di gara, assegnando un rigore dubbio. Finisce dunque 1-1 come all’andata, forse per la legge del contrappasso: allora furono i marchigiani a beneficiare di un penalty inesistente.

SPECULARI – «Attenti al lupo», cantava Lucio Dalla. E in conferenza stampa Gregucci gli rende omaggio, etichettando l’Ascoli come «l’avversario peggiore che potesse capitare». Tanto da portare la squadra in ritiro da giovedì, per evitare distrazioni. Ci si attende allora una Reggina che, catechizzata a dovere, scenda in campo dal 1’ con l’antidoto anti-Ascoli. E invece non è così. Non che gli amaranto sottovalutino i marchigiani, ma si appiattiscono sui loro ritmi. Anche la tattica non aiuta, visto che Gregucci ripropone il 5-3-2 di Pescara, con le sole novità rappresentate da Ceravolo e Rizzo al posto degli acciaccati Bonazzoli e Barillà. Modulo dunque speculare a quello di un Ascoli che non lascia spazi agli amaranto. L’assenza del capitano si fa sentire, ma non può essere un alibi. Perché il primo tempo scorre via su ritmi blandi, nonostante Gregucci avesse chiesto velocità di manovra. La Reggina ci prova solo dalla distanza con i vari Ragusa, Angella e Viola, tra l’altro senza mai inquadrare lo specchio. Mentre sull’altro fronte Papa Waigo scalda i guantoni di Zandrini con un tiro a giro. Intonsi quelli di Guarna.

BREAK MARCHIGIANO – È ancora Zandrini ad essere impegnato a inizio ripresa, mettendo in angolo un rasoterra di Tomi. Sugli sviluppi del corner, Peccarisi di testa cerca invano il gol dell’ex, dopo averlo fatto all’andata nella porta sbagliata. La Reggina comunque non carbura e al 55’ Gregucci fa la prima mossa: dentro Alessio Viola per D’Alessandro, e Ragusa di nuovo dirottato sulla destra. L’ex Salernitana riesce a sfondare al 66’, mettendo al centro un cross tagliato che non trova nessuno pronto alla deviazione. La fortuna non arride a Gregucci, visto che Ceravolo deve dare forfait: il tecnico amaranto cerca tra i panchinari, non trovando nessuna punta. E fa dunque entrare Colombo. Al 70’ Nicolas Viola su punizione fa il solletico a Guarna, mentre un giro di lancette dopo arriva la doccia fredda per la squadra di casa: ottimo lo spunto sulla sinistra di Parfait, che si beve Castiglia e Colombo e, da posizione defilata, tenta il tiro; Zandrini respinge centralmente, favorendo Soncin che in girata porta in vantaggio i bianconeri. E la squadra di Silva potrebbe chiuderla appena un minuto: Papa Waigo si infila tra Emerson e Freddi, ma Zandrini in uscita è bravo a chiudergli lo specchio, poi Emerson rimedia mettendo in angolo. Gregucci si gioca allora il terzo cambio, inserendo De Rose al posto di Castiglia.

DECISIONE DUBBIA – La Reggina vede gli spettri della sconfitta, ma all’80’ arriva l’insperato pareggio: Nicolas Viola su punizione dalla trequarti scodella in mezzo, Gavillucci vede un contatto in area (probabilmente tra Gerardi e Alessio Viola), e assegna un generoso rigore agli amaranto, che lo trasformano con lo stesso Nicolas, freddo dagli undici metri. Un’occasione per parte chiude il match senza alterare il risultato. All’84’ Rizzato mette al centro una palla invitante che taglia tutta l’area, senza che nessuno la devi. Mentre, al terzo minuto di extra-time, Gerardi (subentrato al posto di Soncin) con un destro al volo non inquadra lo specchio su un traversone di Pasqualini.

Per la Reggina si tratta di un mezzo passo falso, visto che servivano i tre punti per alimentare le speranze playoff. Troppo altalenanti gli amaranto per tenere il passo del Varese, che grazie alla vittoria di ieri sera si porta a più cinque. Ora la trasferta di Bari diventa un altro match-ball.