ESCLUSIVA TUTTOREGGINA - Josias Basso Lisboa: «Mi sono ritirato dal calcio: ho visto di tutto, pensavo fosse più pulito»
Una storia, tante storie. Il calcio non è tutto rose e fiori: i sacrifici sono tanti e qualche volta non vengono ripagati. C'è chi lascia la famiglia e il proprio Paese da giovanissimo, senza poi riuscire ad affermarsi. Certo, realizzarsi nel mondo del calcio porta poi a dei guadagni incredibili, sicuramente eccessivi in diversi casi. Ma cosa resta se, come si dice in gergo, non si sfonda?
Ultimamente sono tanti i calciatori impegnati in percorsi di studi universitari paralleli all'attività calcistica, intrapresi o a fine carriera o portati avanti sin dopo la scuola. Anche questo è un segno: c'è la voglia di accrescere la propria cultura personale, certo, ma anche di portare a casa un pezzo di carta. Perché non si può giocare per sempre.
Lo sa bene Josias Basso Lisboa, 23 anni il prossimo 14 aprile, Carneade della Reggina a cavallo del primo decennio del 2000. Nato a Vacaria, Rio Grande do Sul, inizia la sua carriera alla Juventude, dove firma un triennale. Nel luglio 2008, si trasferisce al Gremio Esportivo Sao Josè, ma per poco: a settembre dello stesso anno, infatti, passa alla Reggina.
Gioca un campionato nella Primavera di Roberto Breda: in squadra con i fratelli Viola, Adejo, Kovacsik, Camilleri, Carroccio, Rizzo. Mette insieme 15 presenze, esordendo anche nell'ultima gara di Serie A degli amaranto (Reggina-Siena 1-1, 31 maggio 2009) nella stagione della retrocessione.
In estate si fa sotto il Ravenna, che lo prende in prestito e lo manda in campo 6 volte. Nel febbraio 2010 passa al Cluj, in Romania: sarà la parentesi migliore della sua carriera. Finito il campionato, torna alla Reggina, ma non riceve offerte adeguate, giocando nuovamente con la Primavera amaranto da settembre ad aprile (18 presenze), finendo poi in Bulgaria, allo Slavia Sofia. Solo 5 presenze: a fine stagione torna in Brasile, dove viene allenato dall'ex calciatore Alemao all'America Mineiro. A gennaio 2012, però, si fa sotto il Petrolul, altra formazione rumena, e lui rescinde. Il contratto, però, tarda ad arrivare nonostante le promesse societarie e quindi Josias decide di appendere le scarpette al chiodo. Deluso da un mondo, quello del calcio, che non (lo) riconosce più.
TuttoReggina.com lo ha raggiunto per intervistarlo in esclusiva. Di seguito, le sue dichiarazioni.
Josias, 23 anni e carriera finita: cosa è successo?
«A dicembre ero in Brasile a giocare nella squadra con Alemao allenatore (America Mineiro, ndr). Poi ho ricevuto una proposta dalla Romania, dal Petrolul. Così, ho rescisso e ho lasciato il Brasile. Arrivato al Petrolul, mi dicono che per firmare è solo questione di giorni. Ne passano più di venti: alla fine, il presidente arriva e mi dice di non contare su di me. Nonostante le promesse di sottoscrizione del contratto. E allora ho deciso di smettere».
Con la Reggina ti sei lasciato bene?
«Assolutamente sì: non mi hanno trovato una sistemazione in prestito, e per questo ho chiesto la rescissione».
La società in cui ti sei trovato meglio?
«Indubbiamente al Cluj, in Romania».
Ma se qualche squadra brasiliana ti chiedesse di tornare a giocare, cosa faresti?
«Onestamente non lo so».
Durante la tua permanenza a Reggio Calabria eri iscritto all'Università per Stranieri. Ora cosa stai facendo?
«Sono tornato in Brasile e studio Ingegneria Civile».
Anche perché il Brasile, comunque, ha una situazione economica florida. Con una laurea non avresti difficoltà come magari qui in Italia hanno tanti giovani...
«Il Brasile è uno dei pochissimi paesi nel mondo a non essere in crisi: ci sono tantissime possibilità».
Conosci i due brasiliani della Primavera, Louzada (classe '94, ndr) e Maicon (classe '93, ndr). Cosa pensi di loro?
«Secondo me possono fare strada. Louzada ha un'accelerazione ed un'esplosività che non credo di aver mai visto in nessun altro calciatore giovane. Maicon invece è un calciatore decisamente completo: ha tutto».
In cosa ti ha deluso il mondo del calcio?
«Ho visto di tutto: indubbialmente pensavo fosse più pulito».
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