MONTI(EL) STENDE IL LIVORNO E RIDUCE LO SPREAD DAL VARESE
Toh, chi si rivede! Non ce ne voglia Alessio Viola, il quale con un gol da raccontare ai nipotini ha rimesso in carreggiata la Reggina, che era stata puntualmente castigata da Paulinho. Ma la copertina del sabato la riserviamo a Josè Montiel, il paraguagio desaparecido, naftalina fino alla nausea e qualche illusorio spezzone di gara. È stato proprio lui a completare la rimonta sul Livorno, permettendo alla Reggina di ridurre il gap dal Varese, adesso a +3 dagli amaranto.
Gregucci sapeva bene che l’occasione era propizia, soprattutto dopo il pareggio di ieri tra i varesotti e il Padova. Il campionato di B, in fondo, è tanto difficile quanto magnanimo nel concedere altre chance. E così, il tecnico amaranto ha deciso di schierare subito le tre punte attualmente a disposizione: Ragusa, riproposto sull’esterno al posto di D’Alessandro, e la coppia Alessio Viola-Ceravolo in avanti. In cabina di regia, con Viola senior fuori dai giochi, Rizzo la spunta su De Rose.
GARA IN SALITA – Alessio Viola conferma di attraversare un buon momento già nelle prime fasi del match: le occasioni da gol di marca amaranto passano infatti dai suoi piedi. Ispirato sì, ma non concreto il piccolo attaccante, che al 10’ fa il solletico a Bardi dal limite dell’area, mentre un minuto dopo colpisce male di testa un traversone di Rizzato, che chiedeva solo di essere spinto in fondo al sacco. Ha imparato invece la lezione del girone d’andata Paulinho, che alla prima occasione colpisce: traversone di Salviato dalla trequarti, il brasiliano prende il tempo a Freddi e inzucca in maniera magistrale. Reggina dunque costretta a rincorrere, con un Freddi in meno: il difensore si fa male nel tentativo di allungare la palla a Zandrini, al suo posto entra D’Alessandro e Gregucci passa alla difesa a quattro.
VIOLA JR COGLIE L’OCCASIONE AL VOLO – La Reggina fatica a rimettersi in corsa, serve dunque una prodezza di Alessio Viola per acciuffare il pari. È il 34’ quando Rizzo innesca con un tocco morbido l’attaccante, che in girata, col mancino, trova l’angolo lontano, Bardi non può farci nulla. Sul finire del primo, Belingheri “arpiona” in area Ragusa, che va giù: l’arbitro ci pensa, poi fa proseguire. Zandrini invece si rifugia in corner su una staffilata di Siligardi.
TOH, CHI SI RIVEDE! – Se la Reggina non riesce a pungere, ci prova Lambrughi a portare avanti gli amaranto, colpendo verso la sua porta un cross di Rizzato; tuttavia la frittata, in collaborazione con Bardi, non riesce, perché la palla esce di poco fuori. Il Livorno, nonostante sembri intorpidito, riesce invece a confezionare un paio di palle gol importanti. Come al 54’, quando Dionisi, con un mancino al volo su cross di Salviato, manda di poco fuori. O come al 63’, quando Sini, sulla scodellata di Luci, tutto solo non riesce a imprimere forza al suo colpo di testa, permettendo la facile parata di Zandrini. Non c’è due senza tre, e così al 72’ Luci, solo da ottima posizione, spara a lato. Il pubblico inizia a mugugnare, prendendosela col Montiel di turno. Il paraguaiano subentrato al posto di Ceravolo, sbaglia infatti qualche appoggio di troppo. Ma al 76’, tramite un pezzo forte del suo repertorio, ottiene subito la “captatio benevolentiae”: punizione dai trenta metri, botta di collo pieno e foto-ricordo all’azzurrino Bardi. Nel finale De Rose, entrato al posto di Ragusa, su assist dello stesso Montiel non riesce a siglare il tris.
Ma queste due perle sembrano sufficienti. Non certo ad allontanare del tutto gli spettri di Bari, visto che la prestazione degli amaranto è stata tutt’altro che trascendentale. Ma ridurre a tre le lunghezze dal Varese era troppo importante: ora la sfida di sabato prossimo all’Ossola contro i biancorossi diventa davvero uno scontro diretto.


