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BISTRATTATI ALLA RIBALTA, PARTE SECONDA. MA IN FONDO, UNA SECONDA POSSIBILITA' C'E' PER TUTTI
lunedì 19 marzo 2012, 14:10Punto di Vista
di Giovanni Cimino
per Tuttoreggina.com

BISTRATTATI ALLA RIBALTA, PARTE SECONDA. MA IN FONDO, UNA SECONDA POSSIBILITA' C'E' PER TUTTI

Qualche tempo fa, commentando la vittoria della Reggina a Livorno, proprio nella gara d'andata, scrivemmo su questo sito che in quella occasione ci fu "La Rivincita dei bistrattati". Oggi, un girone dopo, ancora Livorno e ancora una volta delle redenzioni mistico-tecniche da far sbrilluccicare gli occhi al presidente Foti.

Stiamo parlando dei gol dei redivivi Alessio Viola e sopratutto Josè Montiel, capaci di trascinare la Reggina alla conquista di tre punti   importantissimi nella corsa ai playoff.

Speriamo, che nessuno si prenda i meriti delle due prodezze. Si, perché NESSUNO ha inteso valorizzare i due calciatori in questione. Diciamocelo francamente, se non mancava mezza squadra, i due avrebbero potuto sperare al massimo di giocare da titolari solo nella sgambata del mercoledì. 

Alessio Viola è uno dei rari esempi targati Reggina Calcio, con una considerazione vicina allo zero. In altre latitudini, giocatori classe 1990, giocano e spopolano, alla Reggina, Alessio ha dovuto faticare per ritagliarsi un benché minimo spazio. La frecciatina  nella conferenza post-gara "Dopo il mio gol, qualcuno si sarà ricreduto", è decisamente decicata non solo al precedente tecnico, ma anche a qualcun altro. Insomma, quando si dice di voler valorizzare un calciatore del vivavio, bisogna farlo veramente e con tutti i crismi del caso. Invece, dopo l'ottimo impatto della seconda parte della scorsa stagione (tra l'altro venne messo da parte dopo tre marcature decisive per la conquista dei playoff) per lui le porte della Prima Squadra sono sembrate più chiuse della linea Maginot. Decisioni tecnicamente sballate. Se non ci fossero stati gli infortuni di Campagnacci, Bonazzoli, la cessione di Sarno, lo spostamento di Ragusa a destra, siamo sicuri che Viola avrebbe trovato spazio in panchina e magari giocava quei cinque-dieci minuti, niente di più deleterio di un calciatore che deve crescere e ha bisogno di spazio.

A proposito di giocatori bistrattati, quella di Josè Montiel è un vero e proprio romanzo, una soap opera tutta tinta d'amaranto. "E' il talento più fulgito che abbia calcato i campi del Sant'Agata"  decretava il presidente Foti qualche anno fa. Salvo poi spedirlo in giro per il mondo, a cercare quella fiammella che l'Udinese aveva intravisto in lui. Torna a Reggio, viene ripescato dopo qualche bocciatura, la scorsa stagione gioca tre gare da titolare (due con il Livorno, guarda il destino), segna con il Sassuolo, poi viene letteralmente collocato nel dimenticatoio. "E' uno dei fuori rosa, come Alvarez, Santos", il massimo dell'ignominia per chi si trova stipendiato nel club di via delle Industrie. La scorsa estate, il suo procuratore ha avuto tanto lavoro da fare, ma non è riuscito a trovargli una destinazione, poi è sbarcato in Kazakhistan, in Armenia, in Uzbekistan, senza trovare un posto degno di tale nome. A gennaio, la Pasqua anticipata:"Montiel è il nostro nuovo acquisto", parole sacre del number one amaranto. Si, nuovo acquisto per  35 minuti, sparsi tra Vicenza e il Padova. Poi, di nuovo l'oblio, la tentata cessione da parte della Reggina, che lo ha proposto a tutta la Lega Pro e la tristezza del suo destro sensibile, destinato a sciorinare magie solo sui campi del Sant'Agata: neanche il sito ufficiale lo contemplava tra i giocatori in rosa... Il calcio è bello perché una seconda occasione c'è sempre per tutti. Si, perché capita che Gregucci non può disporre di quasi tutto il reparto avanzato e capita che la Reggina deve vincere a tutti i costi con il Livorno. Al minuto 58, il tecnico decide di proporre il giocatore, tra l'altro in un ruolo inedito da quello "pensato" per lui in società, a ridosso delle punte. Il pubblico non gli concede il tempo di ambientarsi e lo fischia, lui risponde con una battuta magica, con una punizione imparabile per Bardi, che consente alla Reggina di incamerare tre punti di platino nella corsa alla post season. Peccato solo che il paraguyano non abbia zittito i mugugni, per carità legittimi, ma fin troppo affrettati: in fondo, giocare 67 minuti in stagione e realizzare un gol di quella levatura, non è proprio impresa di poco conto. Mancava solo il dito indice sul naso, per prendersi una bella rivincita in bellissimo stile, una digressione che sarebbe stata accolta.

Quale sarà ora il futuro dei due? Difficile dirlo senza la sfera di cristallo. Se saranno utilizzati con criterio e efficacia, possono anche essere due armi importanti nel rush finale, se verranno impiegati una gara si e cinque no, si insisterà sulla decisione di una gestione dissennata delle capacità tecniche in rosa. Fino ad allora, c'è la possibilità di cambiare: in fondo, una seconda possibilità c'è per tutti.

PS: Ma Montiel è un play basso di centrocampo o dovrebbe giocare come trequartista dietro le punte, al di là del gol di sabato?